Greta personaggio dell’anno

Ugo Leone

 

La scelta di Time è fatta in base alla rilevanza mondiale di un personaggio, non a simpatia o antipatie, tant’è che nel 2016 il personaggio dell’anno era stato l’opposto e il maggior nemico di Greta nonché dell’umanità e del pianeta: Donald Trump

Il premio Nobel per la Pace, No. Non era proprio il caso e sarebbe stato un’inutile forzatura. Perfino dannosa per la giovane “combattente” svedese.
Invece la copertina di “Time” dedicata a Greta come “Persona dell’anno”, sì. Le si addice proprio a pennello. Ed è un riconoscimento non solo alla sedicenne di Stoccolma, ma premia l’intero movimento che coinvolge molti Paesi nella preoccupata difesa dell’ambiente e del futuro delle generazioni a venire.
Perché è importante scoprire che dopo anni di torpore e di pigra rassegnazione sembra che si intravedano cenni di risveglio. Provocati da quei giovani verso i quali i nostri antenati e noi siamo debitori della Terra che ci hanno dato in prestito e delle condizioni nelle quali la restituiamo.

Folla per Greta Thunberg a Torino il 13 dicembre 2019

Il movimento nato e guidato da Greta Thunberg ha anche questo merito invitando i responsabili della cosa pubblica Terra a intervenire prima che sia troppo tardi. Perché, come avverte Telmo Pievani nella recensione a Jonathan Safran Foer Possiamo salvare il mondo prima di cena (Guanda 2019) che ne ha fatto per “la lettura” (Tutti a dieta. Maglio vegetariani che morti, 1 settembre 2019), «la casa è in fiamme, ma non abbiamo ancora compreso davvero che è la nostra casa a essere in fiamme. Sappiamo di essere in guerra, ma non sentiamo il rumore della battaglia». E, quindi, l’invito di Greta e dei giovani, che anche sotto altre spoglie, manifestano è a capire che il clima siamo noi e a sentire il rumore della battaglia.

L’auspicio di Papa Francesco

Ciò significa che, una volta avviati sulla strada della protezione del Pianeta, gli abitanti della Terra che nel frattempo potrebbero essere diventati poco meno di dieci miliardi, staranno realizzando anche i necessari interventi di autodifesa. Da soli? Certamente no.
A chi tocca? Questo “chi” merita un approfondimento. Perché credo dobbiamo dividerlo in due parti: chi dovrebbe realizzare e su chi sperare che ciò avvenga.
La realtà ci dice realisticamente che, malgrado impegni e rassicurazioni presi e comunicati nella lunga serie di conferenze e trattati internazionali sino all’incontro di Parigi del dicembre 2015 per la riduzione delle emissioni inquinanti; dopo tutte queste occasioni scarsissimi sono stati i risultati. E tutt’ora le emissioni di gas serra anziché diminuire sono addirittura aumentate.
La speranza, invece, è data e confortata dalle grandi manifestazioni che sono messe costantemente in atto da giovani e giovanissimi sostanzialmente legate dal comune filo che è quello della salvezza del loro futuro.
Sono una risposta all’auspicio di Papa Francesco, ai giovani partecipanti all’incontro mondiale “io posso” il 30 novembre, che è quello che si passi dall’io posso al “noi possiamo insieme” per non cadere nel rischio di comportarsi come Prometeo. Occorre, quindi, che la Società, le Istituzioni che non poco la condizionano per governarla, la Chiesa seguendo con fede e senza esitazioni l’insegnamento al quale ha dato un senso particolare la “Laudato si’” di Papa Francesco tutte insieme concorrano al cambiamento.

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UGO LEONE
UGO LEONE
Già professore ordinario di politica dell'ambiente presso la Facoltà di Scienze politiche dell'Università di Napoli "Federico II". I suoi interessi scientifici e i contenuti delle sue pubblicazioni sono incentrati prevalentemente sui problemi dell'ambiente e del Mezzogiorno. E' autore di numerosi volumi e editorialista dell'edizione napoletana del quotidiano "la Repubblica". Per molti anni è stato presidente del Parco nazionale de Vesuvio.

UGO LEONE

Già professore ordinario di politica dell'ambiente presso la Facoltà di Scienze politiche dell'Università di Napoli "Federico II". I suoi interessi scientifici e i contenuti delle sue pubblicazioni sono incentrati prevalentemente sui problemi dell'ambiente e del Mezzogiorno. E' autore di numerosi volumi e editorialista dell'edizione napoletana del quotidiano "la Repubblica". Per molti anni è stato presidente del Parco nazionale de Vesuvio.

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