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Il gol della sostenibilità: come il calcio può vincere la sfida climatica

| Michele Lo Cicero

Tempo di lettura: 11 minuti

Il gol della sostenibilità: come il calcio può vincere la sfida climatica
Il calcio, amato in tutto il mondo, affronta l’urgenza climatica. Eventi estremi minacciano il gioco, mentre l’industria calcistica stessa contribuisce al cambiamento climatico con emissioni CO2, rifiuti e consumo di risorse. Ma c’è una via: stadi verdi, mobilità sostenibile, gestione efficiente delle risorse e coinvolgimento di tifosi e club. Un approccio data-driven e collaborativo è cruciale per un calcio sostenibile, che vinca la partita più importante per il pianeta.

Introduzione: il calcio di fronte all’urgenza climatica

Il calcio, sport di portata globale, si trova di fronte a una sfida cruciale e sempre più urgente: integrare la sostenibilità ambientale nelle sue operazioni in un contesto di crescente crisi climatica. Eventi meteorologici estremi, temperature anomale e scarsa qualità dell’aria minacciano la stessa pratica sportiva, con il rischio di cancellazioni e rinvii che impattano sul valore commerciale degli eventi e delle strutture (Orr et al., 2022). Nonostante la sua capacità di unire miliardi di persone, l’industria calcistica ha un impatto ambientale significativo, contribuendo in modo sproporzionato al cambiamento climatico che minaccia lo sport stesso (McCullough, 2023).

Questo articolo esplora l’impatto ambientale del calcio e cerca di proporre strategie concrete per un futuro più ecologico, attingendo a recenti ricerche che analizzano le pratiche di responsabilità ambientale nel settore sportivo e delineano le future direzioni per la ricerca e l’azione. 

Studi evidenziano come, sebbene l’impronta ecologica di un singolo evento sportivo sia relativamente piccola rispetto ad altre industrie, l’industria sportiva nel suo complesso, soprattutto ai livelli professionistici e nei mega-eventi, necessiti di un approccio sempre più orientato alla sostenibilità, non solo per ridurre il proprio impatto, ma per preservare il futuro stesso dello sport (McCullough & Kellison, 2017).

Il lato oscuro del pallone: impatti ambientali diversificati e ciclo di vita delle strutture

Dietro il fermento che si vive nei campi da gioco, si cela un impatto ambientale non trascurabile e diversificato, che inizia con il ciclo di vita stesso delle strutture sportive.

Emissioni di CO2: un problema multiforme e diffuso: il trasporto di giocatori e tifosi, l’illuminazione degli stadi e le operazioni connesse agli eventi generano ingenti emissioni di anidride carbonica, dalla fase di costruzione (Kellison, 2023) fino alla demolizione e fine vita degli impianti (Myer & Chaffee, 1997). Ogni partita produce tonnellate di CO2, contribuendo significativamente all’impronta ecologica del settore. Inoltre studi sui mega-eventi sportivi, come le Olimpiadi o i Mondiali, sottolineano come i trasporti, in particolare quelli aerei, siano una delle principali fonti di emissioni (Pourpakdelfekr & Oboudi, 2022).

  • Rifiuti: un’emergenza da gestire in ogni fase: eventi sportivi producono enormi quantità di rifiuti, tra imballaggi, gadget usa-e-getta e materiali pubblicitari. La gestione inadeguata di questi rifiuti porta all’inquinamento del suolo e dell’acqua. La corretta gestione dei rifiuti, dal riciclaggio alla riduzione alla fonte, è quindi cruciale per mitigare questo impatto, considerando l’intero ciclo di vita dei materiali utilizzati.
  • Consumo di risorse: oltre l’acqua e l’energia, verso l’efficienza totale: il calcio richiede un elevato consumo di acqua, energia e materiali. L’irrigazione dei campi, l’illuminazione e il riscaldamento degli stadi, e la costruzione e manutenzione delle strutture sfruttano intensamente le risorse naturali, impattando negativamente gli ecosistemi e la biodiversità. La ricerca evidenzia come il consumo energetico e idrico eccessivo, soprattutto nel calcio professionistico, siano motivo di crescente preoccupazione ambientale (Collins et al., 2007). È cruciale adottare un approccio di efficienza nell’uso delle risorse in ogni fase, dalla progettazione alla gestione operativa.
  • Impatto delle infrastrutture: pianificare con attenzione al ciclo di vita: la costruzione di nuovi stadi, spesso in occasione di grandi eventi, può comportare la distruzione di habitat naturali e un aumento del consumo di suolo, alterando il paesaggio e gli equilibri ambientali preesistenti (Pourpakdelfekr & Oboudi, 2022). È fondamentale considerare studi di impatto ambientale sin dalle prime fasi di pianificazione e localizzazione dei progetti per minimizzare danni agli ecosistemi e alla biodiversità, estendendo la valutazione all’intero ciclo di vita delle infrastrutture, dalla costruzione al riuso o demolizione sostenibile (Barry et al., 2022).

Merchandising: rivedere il modello di consumo e promuovere la durabilità: la produzione massiva di articoli di merchandising, spesso di breve durata e scarsa qualità, contribuisce all’inquinamento e allo spreco di risorse, alimentando un ciclo di consumo insostenibile. È necessario ripensare il modello di merchandising verso prodotti più durevoli, ecologici e con filiere di produzione trasparenti e sostenibili, promuovendo la qualità e la durata rispetto alla quantità e all’usa-e-getta.

Il calcio che rispetta l’ambiente: verso un approccio standardizzato, data-driven e innovativo

Per trasformare il calcio in un modello di sostenibilità, è necessario un approccio integrato che consideri diversi fattori, muovendosi verso una standardizzazione delle pratiche sostenibili, pur lasciando spazio all’innovazione e ponendo al centro la raccolta e l’analisi dei dati ambientali per guidare le azioni (McCullough et al., 2023):

Stadi verdi: standardizzazione, efficienza operativa e monitoraggio dati: progettare e costruire stadi a basso impatto ambientale è cruciale. La ricerca indica una crescente standardizzazione nelle pratiche operative sostenibili, specialmente per quanto riguarda materiali e risorse, energia e atmosfera (Barrett et al., 2023). Questo include l’utilizzo di materiali ecologici e riciclati, l’installazione di pannelli solari per l’autoproduzione di energia, l’implementazione di sistemi di recupero dell’acqua piovana e l’ottimizzazione dell’efficienza energetica degli impianti. Il design passivo, ad esempio, è una tecnica fondamentale per ridurre il consumo energetico, orientando la progettazione verso soluzioni naturali per la climatizzazione e l’illuminazione.

L’uso di materiali riciclabili non solo riduce l’impatto ambientale, ma apre anche nuove opportunità per l’industria manifatturiera. Tetti e pareti verdi rappresentano un’ulteriore strategia per integrare il verde urbano e migliorare l’isolamento degli edifici. Le certificazioni LEED (Leadership in Energy and Environmental Design) offrono un framework standardizzato per misurare e validare le prestazioni ambientali degli stadi (USGBC, 2018). È fondamentale che le organizzazioni sportive sviluppino sistemi accessibili per la raccolta, l’analisi e la visualizzazione dei dati sulle performance ambientali (Casper et al., 2012), riducendo la dipendenza da consulenze esterne e costose e abbracciando la trasparenza come principio guida (McCullough et al., 2023).

  • Mobilità sostenibile: integrare sistemi, incentivi e pianificazione territoriale: incentivare l’uso di mezzi pubblici, biciclette e auto elettriche per raggiungere gli stadi è essenziale per ridurre il traffico e le emissioni inquinanti. Offrire sconti o premi per chi sceglie opzioni ecologiche, creare parcheggi per biciclette e stazioni di ricarica per veicoli elettrici, e soprattutto integrare gli stadi con sistemi di trasporto pubblico efficienti sono passi fondamentali. Studi raccomandano di sviluppare sistemi di trasporto pubblico efficienti intorno agli stadi per ridurre la dipendenza dai parcheggi e promuovere alternative sostenibili (Roger and Kemp, 2009). Riprendere modelli storici di stadi vicini ai centri urbani e alle stazioni ferroviarie può favorire ulteriormente una mobilità più sostenibile (Johnson, 2011), integrando la pianificazione delle strutture sportive con la pianificazione urbana e territoriale.
  • Eventi a impatto zero, gestione rifiuti e audit sistematici: compensare le emissioni di CO2 prodotte durante gli eventi attraverso progetti di riforestazione, energia rinnovabile o altre iniziative ambientali è un approccio valido per eventi specifici. Parallelamente, è cruciale ridurre al minimo i rifiuti, promuovere il riciclo e l’uso di materiali biodegradabili all’interno degli stadi e durante gli eventi. Implementare sistemi di raccolta differenziata efficienti e ridurre l’uso di plastica monouso sono azioni concrete per minimizzare l’impatto dei rifiuti. È raccomandabile che i gestori delle strutture sportive eseguano regolarmente audit dei sistemi idrici, energetici e di gestione dei rifiuti (Van Heck et al., 2021) per identificare aree di miglioramento e ottimizzare le performance ambientali, riducendo allo stesso tempo gli sprechi economici.
  • Gestione sostenibile delle risorse: efficienza, tecnologie verdi e sistemi automatizzati: ridurre il consumo di acqua e di energia è un imperativo. Utilizzare sistemi di irrigazione efficienti con sensori per ottimizzare l’uso dell’acqua, recuperare e riutilizzare l’acqua piovana, installare illuminazione a LED a basso consumo e promuovere l’uso di energie rinnovabili sono azioni chiave. L’adozione di energie rinnovabili, come i pannelli solari sui parcheggi, rappresenta un investimento sostenibile con ritorni a lungo termine (Aquino & Nawari, 2015). L’implementazione di sistemi automatizzati per la gestione delle risorse può minimizzare l’errore umano e migliorare l’efficienza operativa (McCullough et al., 2023).
  • Educazione ambientale, coinvolgimento comunitario e approccio strategico: coinvolgere giocatori, allenatori, dirigenti e tifosi in campagne di sensibilizzazione sui temi ambientali è fondamentale per promuovere comportamenti virtuosi. Organizzare eventi di educazione ambientale, diffondere informazioni e buone pratiche attraverso i canali di comunicazione del club, e creare un senso di responsabilità ambientale all’interno della comunità calcistica sono passi importanti. La ricerca evidenzia il ruolo del marketing sociale nel calcio come strumento per cambiare i comportamenti dei consumatori verso pratiche più sostenibili (Barrett et al., 2023). Anche l’identità culturale può giocare un ruolo significativo nella promozione di valori e norme ambientali, creando un senso di appartenenza e responsabilità condivisa verso l’ambiente. È essenziale adottare un approccio strategico alla sostenibilità, definendo piani a lungo termine che integrino le diverse iniziative e coinvolgano attivamente tutti gli stakeholder (McCullough et al., 2016).
  • Collaborazione e partnership strategiche: standard industriali e framework globali: creare partnership tra club, federazioni, aziende, istituzioni e associazioni ambientaliste è essenziale per sviluppare progetti concreti di sostenibilità, condividere esperienze e buone pratiche, e promuovere l’innovazione e la ricerca nel settore della sostenibilità ambientale applicata al calcio. La collaborazione può accelerare la diffusione di pratiche sostenibili e amplificare l’impatto delle iniziative ambientali nel settore. L’adozione di standard industriali riconosciuti (ISO 20121, Council for Responsible Sport) e framework globali (United Nations Sports for Climate Action, Sport for Nature Frameworks) può fornire parametri di riferimento e obiettivi concreti per le organizzazioni sportive (McCullough et al., 2023).
  • Merchandising sostenibile, economia circolare e comunicazione autentica: produrre articoli di merchandising con materiali ecologici e riciclati, promuovere la filiera corta e il made in italy, ridurre gli imballaggi e incentivare il riuso e il riciclo dei prodotti sono strategie per rendere il merchandising più sostenibile. L’adozione di principi dell’economia circolare nel merchandising può ridurre significativamente l’impatto ambientale del settore. Nella comunicazione delle iniziative di sostenibilità, è fondamentale evitare il greenwashing e promuovere messaggi autentici e trasparenti (Miller, 2017), gestendo le aspettative del pubblico e presentando risultati misurabili (Mallen et al., 2013).

Il ruolo chiave dei grandi club, della comunicazione e del coinvolgimento dei tifosi: verso una cultura sostenibile

I grandi club, con la loro visibilità e il loro potere di influenzare milioni di persone, hanno una responsabilità ancora maggiore nel promuovere la sostenibilità nel calcio. Devono essere i primi a dare l’esempio, adottando pratiche virtuose, comunicando in modo trasparente i propri impegni ambientali e coinvolgendo i tifosi in iniziative di sensibilizzazione. La ricerca suggerisce che i club si muovono verso una maggiore consapevolezza ambientale, ma spesso concentrano i loro sforzi o sulle pratiche operative o sui programmi di sensibilizzazione (Barrett et al., 2023). È fondamentale che i leader del settore, inclusi i nuovi ruoli dirigenziali specifici per la CSR(Corporate Social Responsibility), siano in grado di integrare e bilanciare entrambi gli approcci, sfruttando le conoscenze acquisite in un ambito per catalizzare progressi anche nell’altro. 

Le comunicazioni e le sponsorizzazioni devono essere coerenti con i valori di sostenibilità, evitando il greenwashing e promuovendo iniziative realmente sostenibili. Un esempio paradigmatico a riguardo è quello dei mondiali di calcio Qatar 2022: il Mondiale ha generato un impatto ambientale significativo, quantificato in 3.6 milioni di tonnellate di CO2 stimate, quasi il doppio di Russia 2018 e otto volte Euro 2020, smentendo la promessa di “carbon neutrality” con dati concreti sulle emissioni di gas serra e contestazioni sulle metodologie di calcolo.

L’evento ha presentato criticità scientifiche rilevanti anche nel consumo idrico, richiedendo almeno 80.000 litri d’acqua al giorno per l’irrigazione in un ecosistema desertico e incrementando la desalinizzazione, un processo energivoro e inquinante che danneggia l’ambiente marino. L’analisi scientifica di organizzazioni come Carbon Market Watch ha smontato la narrazione di sostenibilità, evidenziando stime di impatto ambientale fino a otto volte superiori a quelle ufficiali e rivelando un caso di “greenwashing” basato su dati concreti e argomentazioni scientifiche.

I tifosi, elemento fondamentale per il cambiamento, devono essere coinvolti attivamente, sensibilizzati e ascoltati nelle iniziative di sostenibilità, trasformandosi da semplici spettatori a protagonisti del cambiamento e contribuendo alla creazione di una vera e propria cultura della sostenibilità nel calcio.

Standardizzazione, regolamentazione, monitoraggio continuo e formazione

La definizione di standard nazionali e internazionali per le strutture sportive sostenibili è fondamentale per guidare e incentivare l’adozione di pratiche virtuose nel settore. Questi standard dovrebbero basarsi sulle più recenti ricerche scientifiche e sulle migliori pratiche internazionali, coinvolgendo esperti e specialisti del settore. La standardizzazione può contribuire a garantire che le strutture sportive siano progettate, costruite e gestite in modo sostenibile, massimizzando i benefici ambientali, economici e sociali. È essenziale un monitoraggio continuo degli impatti ambientali del settore calcistico e dei progressi compiuti verso la sostenibilità, utilizzando indicatori chiave di performance ambientale e reportistiche trasparenti per valutare l’efficacia delle iniziative e identificare aree di miglioramento. Infine, è imperativo integrare i temi della sostenibilità ambientale nella formazione dei futuri professionisti dello sport (Mercado & Grady, 2017), fornendo loro le conoscenze e le competenze necessarie per guidare la transizione verso un calcio più verde e responsabile.

Vincere la partita più importante, insieme

Il calcio ha l’opportunità unica di diventare un modello globale di sostenibilità, unendo passione sportiva e rispetto per l’ambiente. Ma questo richiede un cambio di mentalità profondo, un impegno concreto e coordinato da parte di tutti gli attori coinvolti, dalle federazioni ai club, dai giocatori ai tifosi, una comunicazione trasparente e responsabile, l’adozione di standard e regolamentazioni chiare e condivise a livello internazionale e una forte collaborazione tra ricerca e industria. Solo attraverso un approccio olistico, data-driven e collaborativo potremo trasformare il “lato oscuro del pallone” in un simbolo di speranza e responsabilità ambientale, vincendo la partita più importante: quella per il futuro del nostro pianeta e per un calcio veramente sostenibile, resiliente, inclusivo e capace di ispirare un cambiamento positivo nella società. È tempo di agire, di innovare, di misurare, di comunicare con trasparenza, di collaborare e di formare le nuove generazioni per lasciare un’eredità positiva alle future, non solo in termini di ambiente, ma anche di cultura sportiva e di valori condivisi di sostenibilità e responsabilità sociale, per un futuro in cui lo sport e la natura possano prosperare insieme.

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Scrive per noi

Michele Lo Cicero
Appassionato di sviluppo sostenibile e innovazione sociale, con un solido background in governo del territorio e rigenerazione urbana. Attualmente volontario presso l'Istituto Scholé Futuro - Rete WEEC, si dedica con entusiasmo alla comunicazione e alla gestione di eventi, promuovendo iniziative che valorizzano l’ambiente e la comunità. La sua visione integra cura del territorio, partecipazione attiva e sensibilizzazione, contribuendo a costruire un futuro più equo e resiliente.