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Mobilità sostenibile: in Piemonte arriva il mobility manager

| Michele Lo Cicero

Tempo di lettura: 5 minuti

Mobilità sostenibile: in Piemonte arriva il mobility manager
Le scuole come luoghi di salute e mobilità sostenibile. Un approfondimento su politiche, sfide e opportunità per un futuro a emissioni zero, a partire da una prima analisi delle varie strategie e politiche per la mobilità sostenibile che la Regione Piemonte sta progettando e implementando.

Mobilità sostenibile in Europa

Tra i pilastri fondamentali di questa visione vi sono obiettivi quantificabili chiari a livello pan-europeo:

  • Incremento al 50% della quota di spostamenti effettuati tramite trasporto pubblico, bicicletta o a piedi entro il 2030.
  • Raddoppiare il numero di chilometri percorsi in bicicletta in Europa entro il 2030.
  • Creazione della Rete Ciclabile Trans-Europea (EuroVelo, obiettivo 30.000 km entro il 2030) integrata con i corridoi TEN-T.

La strategia pone inoltre forte accento sull’equità sociale, garantendo l’accesso universale ai servizi di mobilità, con particolare attenzione a persone con disabilità, anziani, bambini, giovani e residenti delle aree rurali, e sulla standardizzazione dei dati (spesso carenti, soprattutto per la mobilità attiva) e il rafforzamento della governance, promuovendo meccanismi di coordinamento nazionale tra i settori trasporti, salute, ambiente e pianificazione territoriale e includendo valutazioni d’impatto sanitario (HIA) nei piani urbani e di trasporto.

Il programma THE PEP agisce come piattaforma operativa, stimolando sinergie in un contesto dove sfide come l’inquinamento atmosferico (oltre 90% della popolazione esposta a PM2.5 sopra le linee guida OMS, causa di circa 570.000 morti premature nella regione), l’inquinamento acustico, la sedentarietà e la sicurezza stradale richiedono un cambio di paradigma. 

La Strategia Europea per la Ciclabilità (EU Cycling Strategy), approvata dal Parlamento Europeo, pur non vincolante, riconosce la bici come modalità di trasporto a pieno titolo e ne promuove lo sviluppo anche per il suo potenziale economico: si stima che l’ecosistema ciclistico europeo possa passare da 1 a 2 milioni di posti di lavoro entro il 2030.

Quali strategie per la mobilità green in Piemonte?

Ad oggi, oltre 500 figure sono state formate tramite percorsi formativi regionali gratuiti (disponibili su muoversinpiemonte.it), con prossime edizioni previste.

A supporto interviene la piattaforma digitale regionale EMMA, originata da progetti della Città Metropolitana di Torino (“PASCAL”, “Mobilab”) ed estesa a tutta la regione, che facilita la raccolta dati, la redazione dei PSCL/PSCS e la condivisione di informazioni aggregate per favorire soluzioni interaziendali ed efficientare la pianificazione pubblica. I risultati nel 2024 (con 120 comuni aderenti) includono:

  • Una riduzione stimata del 15% degli spostamenti in auto nelle aree metropolitane coinvolte.

La figura del Mobility Manager in Piemonte

Fondamentale è anche la Rete regionale dei Mobility Manager, nata dal Decreto Rilancio per condividere buone pratiche e promuovere la mobilità sostenibile, supportata da Regione con formazione, piattaforma EMMA, monitoraggio e consulenza Queste azioni si integrano nel Piano Regionale di Prevenzione (PRP) 2020-2025, che declina il Piano Nazionale e collega salute e mobilità attraverso programmi specifici:

  • PP1 Scuole che promuovono salute: percorsi sicuri casa-scuola.
  • PP2 Comunità attive: percorsi intersettoriali, stile di vita attivo, “Comuni attivi”.
  • PP3 Luoghi di lavoro che promuovono salute: benessere aziendale.
  • PP5 Sicurezza negli ambienti di vita: promozione mobilità sostenibile.
  • PP9 Ambiente, clima e salute: supporto a PUMS, Urban Health.

Le scuole piemontesi diventano laboratori di sperimentazione contro la sedentarietà giovanile. A livello mondiale, solo il 27-33% di bambini e adolescenti raggiunge la raccomandazione OMS di 60 minuti medi giornalieri di attività fisica moderata-vigorosa (MVPA), con un calo netto nel passaggio alle scuole secondarie. 

Il report “Muovinsieme” evidenziava una situazione critica anche in Piemonte (65% adolescenti sotto la soglia). La scuola, luogo inclusivo dove si trascorre molto tempo, è ideale per promuovere movimento. Si adotta l’approccio “Whole School” (Scuola che promuove salute – Rete SHE), che agisce su policy scolastiche, ambiente fisico e sociale, curriculum, competenze individuali (life skills) e coinvolgimento dell’intera comunità (studenti, staff, genitori, territorio). Si sperimentano:

  • Pause attive: brevi sessioni (4-30 min) di MVPA in classe, 1-3 volte al giorno (in 200 istituti piemontesi, +20% concentrazione – dati ASL TO3). 
  • Lezioni in movimento: integrazione dell’attività fisica nell’insegnamento curricolare. 
  • Educazione fisica potenziata: lezioni più frequenti/lunghe, con attività intense e adeguate all’età. 
  • Trasporto attivo casa-scuola: progetti come “Pedibus” (es. Torino: 50 scuole, -30% traffico mattutino) e “Bike to School” (es. Novara: 1.200 studenti, -25% emissioni CO2 nell’area). I programmi “Safe Routes to School” negli USA hanno mostrato una riduzione degli incidenti stradali. 

La valutazione rigorosa (con accelerometri) mostra che tali interventi aumentano l’attività fisica durante le sessioni dedicate, ma l’impatto sull’intera giornata è limitato, sottolineando l’importanza di agire anche sul tempo extrascolastico in collaborazione con famiglie e comunità. Gli “Otto investimenti che funzionano per promuovere l’attività fisica” (Ispah/Dors) includono programmi scolastici, spostamenti attivi, pianificazione urbanistica attiva, interventi nel sistema sanitario, comunicazione, sport per tutti, luoghi di lavoro e programmi comunitari.

Criticità e prospettive future

Nonostante i progressi, persistono ostacoli significativi, evidenziati da alcuni dati:

  • Infrastrutture: solo il 40% dei comuni piemontesi ha piste ciclabili protette (Istat 2023). L’accesso a spazi verdi e blu urbani (parchi, fiumi, ecc.), cruciali per salute fisica e mentale, benessere e mitigazione climatica, non è equo; si suggerisce la regola 3-30-300 (vedere 3 alberi da casa, 30% copertura arborea nel quartiere, parco a 300m).
  • Cultura e comportamenti: il 65% degli spostamenti avviene ancora in auto (PASSI 2024). A livello nazionale (dati PASSI 2021-22), solo il 42% degli adulti pratica mobilità attiva; solo il 19% raggiunge i 150 min/settimana raccomandati dall’OMS unicamente con essa.
  • Fondi: il PNRR ha destinato 200 milioni, ma ne servirebbero 500 per completare la rete ciclabile regionale.

Tuttavia, le opportunità sono tangibili: la ciclologistica (progetto “Bike4City” Torino: -40% tempi trasporto) e il turismo sostenibile (Via Francigena/Po: 300.000 cicloturisti/anno, 20 milioni € indotto).

Guardando al futuro, il Piemonte coltiva progetti ambiziosi, adottando l’approccio strategico “Avoid-Shift-Improve” (Evita-sposta-migliora). 

Il concetto di Città 15 minuti, dove i servizi essenziali sono raggiungibili in breve tempo a piedi o in bici, è in sperimentazione ad Alba e Biella (obiettivo -30% spostamenti motorizzati). La digitalizzazione avanza con l’app “Piemonte Mobility” (in lancio). Sul fronte occupazionale, si punta sui green jobs:

  • L’UE stima 2 milioni di posti lavoro nel settore ciclistico entro il 2030.
  • Il Piemonte (30% produzione bici italiana) punta a formare 500 tecnici specializzati entro il 2025.

L’impatto positivo sulla salute pubblica è uno dei co-benefici più rilevanti. I numeri lo confermano:

  • Salute: 150 min/settimana di mobilità attiva riducono il rischio di diabete del 25% e di depressione del 30% (ISS). Andare in bici riduce il rischio di mortalità per tutte le cause del 24% e per tumore del 25%. Si stima che +15 min/giorno di cammino/bici eviterebbero >100.000 morti premature/anno in UE.
  • Aria: le ZTL a Torino hanno abbattuto del 20% le concentrazioni di NO2 dal 2019 (Arpa Piemonte).
  • Economia: ogni euro investito in piste ciclabili genera 3 euro di risparmi sanitari (Studio Dors 2023). L’accesso a spazi verdi/blu migliora salute fisica e mentale, con potenziali risparmi sanitari.

In conclusione, il Piemonte dimostra che la transizione ecologica è un processo concreto, basato su collaborazione, dati e visione a lungo termine, potenzialmente formalizzabile in Piani d’azione nazionali Trasporti, salute e ambiente (NTHEAP). Per accelerare servono piani urbani integrati (es. “Torino City Lab”) che colleghino mobilità, edilizia, verde pubblico e salute; coinvolgimento cittadino; e sostenibilità finanziaria. 

In un’Europa che punta a raddoppiare gli spostamenti in bici entro il 2030, il Piemonte può affermarsi come laboratorio vivente, dimostrando che salute, ambiente ed economia viaggiano sulla stessa, sostenibile rotta.

Scrive per noi

Michele Lo Cicero
Appassionato di sviluppo sostenibile e innovazione sociale, con un solido background in governo del territorio e rigenerazione urbana. Attualmente volontario presso l'Istituto Scholé Futuro - Rete WEEC, si dedica con entusiasmo alla comunicazione e alla gestione di eventi, promuovendo iniziative che valorizzano l’ambiente e la comunità. La sua visione integra cura del territorio, partecipazione attiva e sensibilizzazione, contribuendo a costruire un futuro più equo e resiliente.