Evoluzione del concetto di razza: dalle radici storiche alle sfide attuali
Tempo di lettura: 3 minuti
Pianeta. Ultimi millenni. Gli esseri umani, nella loro infinita varietà e diversità, sono tali in quanto individui dotati di ragione, lingua, coscienza e libero arbitrio e non perché appartengono a questo o quel gruppo collettivo o categoria nazionale, razziale, sociale ecc. Queste categorie possono essere e spesso sono espressione di differenze reali e sono altrettanto spesso utili, e persino indispensabili, all’analisi della realtà.
Ma anche quando lo sono è fondamentale ricordare che si tratta comunque di nostre creazioni intellettuali transeunti e instabili. Se reificate come entità superiori agli individui che le compongono queste categorie possono portare alla catastrofe, a conflitti, a sofferenze e “bestialità”.
L’evoluzione del concetto di razza
Fino ai primi decenni del XX secolo il termine razza era di uso comune in molte lingue e copriva una vasta parte dell’area semantica della discendenza e delle diversità umane. A partire da circa un secolo fa teorie e pratiche mostruose spinsero l’intelligencija del nostro continente, anche quella che di razza aveva parlato senza problemi, a porre un tabù sul termine. Non accadde, però, in tutto il mondo e discutibili usi sono poi sempre continuati.
Vale la pena, allora, ripercorrere la storia di un’idea e di un concetto fondamentali. Certo, ragionando anche istituzionalmente sulle principali esperienze fatte e sulle soluzioni cercate in altri paesi: l’utopia di società, stati e popoli etnicamente puri ha causato tante inutili sofferenze. Tuttavia, la razza, come colore ma anche come teorizzazione di una differenza “essenziale” di popoli-monadi, è purtroppo di nuovo con noi.
Andrea Graziosi e la storia della classificazione umana
Lo storico Andrea Graziosi (Roma, 1954), esperto di storia sovietica e oggi docente all’università di Napoli, sta preparando da lungo tempo un corposo volume che dovrebbe ormai uscire entro un paio di anni e potrebbe intitolarsi Uguaglianza e differenze. La storia vista attraverso la classificazione umana: razza appunto, ma anche popolo, nazione, lingua, etnia, tribù, religione, ceto, classe, casta, sesso età, quoziente di intelligenza, recidività ecc. In questo preliminare e agile testo, Graziosi si focalizza sulla storia dei paradossali e spesso tragici mutamenti e addirittura rovesciamenti di senso del concetto di razza, intrecciandolo con quello di popolo, nel senso etnico acquisito da quest’ultimo a fine Settecento.
La narrazione segue nel corso del tempo i contributi più originali (giusti, sbagliati o detestabili che vadano considerati) e gli eventi più carichi di conseguenze per lo sviluppo di un’interpretazione della realtà e delle vicende umane come prodotto di categorie collettive basate sulla discendenza e spesso ordinate gerarchicamente, la razza prima di tutto.
La narrazione storica di Graziosi
I quattro capitoli scandiscono successivi lunghi periodi storici, i singoli pensatori e il cointesto evenemenziale (senza appesantimento di note): le “radici” del concetto, dal mondo classico alle grandi scoperte europee simboleggiate dal 1492; la crescita della scienza e della potenza europee e le grandi rivoluzioni “illuminate” del XVIII secolo, sfociate paradossalmente in una politica fondata sull’identità e la discendenza; l’affermazione del materialismo, del “razzismo scientifico” e della supremazia bianca, accanto alla rivoluzione darwiniana e mendeliana, che distrusse le fondamenta intellettuali del concetto di razza, senza tuttavia impedire che esso traesse nuova forza dalla confluenza di nazionalismo, socialismo e imperialismo in un’interpretazione della storia del mondo come lotta tra popoli, razze e colori che purtroppo sembra oggi rinvigorita.
Il XX secolo, con le sue guerre terribili anche perché ispirate alle teorie della fase precedente, generatrici di politiche atroci, ma anche il secolo del rifiuto europeo del concetto di razza e infine del ritorno di questo concetto (da cui il titolo), trasformato in colore ma pur sempre contenente forti e pericolose, oltre che sbagliate, venature “razziste”. Doppia sintetica bibliografia finale, distinguendo i riferimenti essenziali e quelli utili “per approfondire”.

Il ritorno della razza. Alle radici di un grande problema politico contemporaneo
Andrea Graziosi
Storia
Il Mulino Bologna
2025
Pag. 170 euro 13
Ultimi articoli
.Eco è la più antica rivista di educazione ambientale italiana. Un ponte fra scuola, associazioni, istituzioni e imprese
ABBONAMENTO INTEGRATO
Scrive per noi

- Valerio Calzolaio
- Valerio Calzolaio, giornalista e saggista, è stato deputato (1992-2006) e sottosegretario all’Ambiente (1996-2001). Ha pubblicato numerosi libri sul tema della migrazioni e dei profughi ambientali.
Dello stesso autore
Libri5 Luglio 2026Mangiando. Con (o senza) gusto
Libri4 Luglio 2026Galileo, Copernico, Vesalio, Aldrovandi: quattro vite parallele
Libri3 Luglio 2026Moby Prince: trentacinque anni in cerca di verità
Libri26 Giugno 2026Domande giuste per gli LLM: il saggio di Malvaldi su come addomesticare l’intelligenza artificiale
