4° Meeting regionale AIGAE Puglia: educare le guide ambientali alla custodia del territorio
Tempo di lettura: 4 minuti
di Elisa Dibenedetto e Giovanni Lamacchia
Un incontro con esperti dedicato alla formazione, tra identità, natura e turismo
La città di Andrano (LE) ha ospitato il 4° Meeting regionale delle Guide ambientali escursionistiche AIGAE Puglia. L’evento, che si è tenuto tra il 26 e il 28 febbraio 2026, ha visto l’incontro tra esperti e guide ambientali escursionistiche sul tema “Custodire e accogliere. Ambiente, comunità e turismo”.
Le tre giornate si sono susseguite in una serie di attività, convegni e workshop con l’obiettivo di rafforzare le competenze e la consapevolezza professionale delle guide nel contesto del Parco naturale regionale Costa Otranto – Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase.

In merito si è espresso il coordinatore regionale Puglia di AIGAE Ezio Spano, che ha affermato: «Le guide ambientali non trasmettono solo contenuti: facilitano incontri tra persone e territorio. È in questa dimensione partecipativa che si costruisce un sapere condiviso e si rafforza il senso di responsabilità verso i luoghi che viviamo e raccontiamo.»
Grande attenzione è stata data alle caratteristiche ed alle problematiche della flora del Parco Otranto – S.M. di Leuca, che ha visto negli ultimi anni l’estinzione di diciannove specie. Questo dato, accentuato dalle conseguenze del cambiamento climatico e di diversi errati interventi antropici, ci allarma sulla necessità di cura e custodia dei territori.
A tal riguardo è intervenuto il prof. Pietro Medagli, botanico attivo presso l’Università del Salento e presidente di Ofride s.r.l. Natura e Ambiente, che ha dichiarato:
«Il lavoro fatto dalle guide a contatto con l’ambiente è importantissimo: vi è solidarietà tra frequentazione dei territori e mondo accademico. Il presidio del territorio è un lavoro davvero prezioso: la cura dell’ambiente è in gran parte dipendente dal buon cuore delle guide ambientali e dalla loro presenza costante nei contesti naturali!»
La stessa Università del Salento si è resa protagonista negli anni di diverse importanti iniziative nel campo dell’escursionismo ambientale. Durante l’evento, il prof. Genuario Belmonte ha descritto percorsi tematici naturalistico-culturali, esperienze di “ricerca-turismo” e progetti sugli stagni temporanei mediterranei. È stato anche posto l’accento sulle attività di monitoraggio della biodiversità di specie, habitat e siti nell’intera Regione Puglia.
La biodiversità è stata un’altra delle parole chiave del meeting, sempre in relazione ai territori pugliesi.
A riguardo la prof.ssa Marianna Marangi dell’Università di Foggia ha parlato della fragile condizione dei cetacei nel Mare Nostrum: ad oggi si contano ben ventuno specie. «Si tratta di animali molto vulnerabili, con capacità migratorie molto importanti ed un ruolo determinante nel contesto delle catene alimentari. A causa di un importante incremento della popolazione umana lungo le coste e di un aumento delle attività industriali, negli ultimi anni si assiste ad una maggiore presenza di patogeni, con conseguente incidenza di più malattie infettive e tumori». La graduale riduzione di questi animali è motivo di allarme, in quanto sia cetacei che tartarughe marine possono essere considerate “specie sentinelle” al fine di monitorare i livelli di inquinamento dei mari.
È intervenuto anche Rosario Balestrieri, ornitologo e divulgatore della Stazione Zoologica Anton Dohrn, che ha spiegato come l’abbattimento venatorio rappresenti una delle cause principali di mortalità precoce per diverse specie. I dati sulla longevità mostrano chiaramente che, per preservare le biodiversità, occorre creare le condizioni reali per far rispettare le norme di tutela.
Nel suo intervento, Balestrieri ha tracciato un’affascinante disamina del fenicottero, svelando aspetti poco noti di questo iconico animale.

Ha poi approfondito il caso del fratino, presentando il “Progetto Fratino” dell’ISPRA: i dati sono allarmanti – negli ultimi dieci anni la popolazione si è dimezzata, a causa dell’impatto antropico negativo sulle spiagge.
Dal piano scientifico a quello legale, un prezioso contributo è stato fornito dall’avvocata Libera Francioso, che ha fatto luce sui reati ambientali e su quanto rappresentino una piaga profonda per il territorio.
A chiudere gli interventi, il prof. Stefano Margiotta ha portato la prospettiva geologica, ricordando come le linee di costa siano per loro natura in continua trasformazione e come sia dovere dell’essere umano rispettare queste dinamiche invece di contrastarle.
Al termine dei lavori, in riferimento alla giornata esperienziale e conclusiva del meeting, Ezio Spano ha dichiarato quanto di seguito. «Porto via da questo workshop una forte percezione del valore dell’educazione non formale nel nostro lavoro. Nel contesto del Parco Naturale regionale Costa Otranto – Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase, camminare ed accompagnare significano costruire esperienze che generano relazione e consapevolezza. Le guide ambientali non trasmettono solo contenuti: facilitano incontri tra persone e territorio. È in questa dimensione partecipativa che si costruisce un sapere condiviso e si rafforza il senso di responsabilità nei confronti dei luoghi che viviamo e raccontiamo. Nei corsi è fondamentale il ruolo del formatore/facilitatore e, per questo, abbiamo optato per Salvi Greco, docente di questa ultima sessione del meeting, grandissimo e competente professionista».
Così si è chiuso il 4° meeting regionale AIGAE Puglia, con l’impegno di promuovere la formazione degli operatori del settore e la collaborazione accademica, nell’intento di sviluppare un modello di turismo responsabile.
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- Giovanni Lamacchia
- Giovanni Lamacchia è presidente della sezione regionale della Rete WEEC Italia per la Puglia.
"Sono una delle guide ufficiali della Riserva naturale statale di Torre Guaceto, guida ambientale escursionistica dell'AIGAE.
Sempre alla ricerca di meraviglie, a piedi o in bicicletta, con occhi curiosi mi diverto a condurre avventurose escursioni: adoro comunicare con i più piccoli e divertire la parte di bimbo che è in ogni adulto. Amo giocare il ruolo di mediatore tra le bellezze della natura e la sfera emotiva di ogni interlocutore. Considero le diversità culturali e linguistiche autentiche opportunità di arricchimento. È davvero una fortuna avere il privilegio di lavorare come educatore ambientale!
Grazie a ".eco" ho l'opportunità di condividere le mie riflessioni personali e mi auguro così di poter umilmente contribuire a rafforzare la resilienza della nostra società!".
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