Papa Francesco: “Ecologia e solidarietà i pilastri del nuovo mondo”

Esce martedì 16 marzo in libreria il libro-intervista a papa Bergoglio “Dio e il mondo che verrà”. Anticipazioni su “La Stampa” di domenica 14 e su Vaticannews. Un nuovo modello di sviluppo per combattere, insieme, le disuguaglianze e i dissesti nell’ambiente al centro del libro, ma anche l’importanza di giocare con i bambini e molto altro. Per rendere libera l’umanità. In un altro libro (“Dei vizi e delle virtù”) il possibile nuovo diluvio universale.

Da quando, nel 2013, Jorge Mario Bergoglio è diventato il 266° pontefice, la sua azione lo ha collocato tra i grandi riformatori della Chiesa Cattolica e tra le grandi autorità morali del nostro tempo.

L’Enciclica “Laudato si’” sull’ecologia integrale è stata accolta con entusiasmo da tutti gli ambientalisti e il riconoscimento dato all’educazione ambientale ha rappresentato un gande momento per chi come noi dedica il suo impegno centrale proprio a ciò che è il cuore di ogni processo educativo del mondo contemporaneo, in cui trovare una nuova via al rapporto umanità-pianeta è la sfida centrale.

In missione per un “mondo aperto” e capace di futuro

Non si contano gli altri interventi del pontefice in cui pace, giustizia sociale e ambientale, cura della “casa comune”, dialogo tra popoli, unità di intenti tra religioni sono parte di un impegno forte, alto e continuo per un “mondo aperto” che invece, come è scritto nella più recente Lettera enciclica “Fratelli tutti” , appare andare all’indietro ed essere senza progetto, lontano da quella fratellanza umana invocata anche insieme al Grande Imam di Al-Azhar
Ahmad Al-Tayyeb nell’incontro del 4 febbraio 2019 ad Abu Dhabi  o dimostrata con il coraggioso viaggio in Iraq, l’incontro interreligioso nella piana di Ur  e l’incontro a Najaf con il Grande Ayatollah Sayyid Al-Sistani, massima autorità spirituale sciita del paese.

I pilastri del nuovo mondo

Ad arricchire questo percorso arriva ora in libreria il libro intervista di Domenico Agasso, vaticanista del quotidiano “La Stampa”, una coedizione Libreria editrice vaticana e Piemme, di cui il giornale torinese ha pubblicato una anticipazione domenica 14 marzo (Il Papa e la vita dopo il virus: “Ecologia e solidarietà, i pilastri del nuovo mondo” – La Stampa) (un’altra anteprima è sul sito di Vaticannews: Il Papa: non possiamo continuare a fabbricare armi invece di salvare vite – Vatican News).

«Non possiamo più accettare inerti le diseguaglianze e i dissesti nell’ambiente. La via per la salvezza dell’umanità passa attraverso il ripensamento di un nuovo modello di sviluppo, che ponga come indiscutibile la convivenza tra i popoli in armonia con il Creato», a domanda risponde papa Bergoglio.

A provare a cambiare, osserva il pontefice, sono «vari movimenti popolari “dal basso”, ma anche alcune istituzioni e associazioni». E poi, continua, «c’è una presa di coscienza tra i giovani, in particolare nei movimenti ecologisti».

Giustizia. Sociale e ambientale, di Mario Salomone (Doppiavoce, Napoli) è un utile testo di riferimento sul nesso tra ambiente e disuguaglianze.

L’accento è continuamente sul nesso tra giustizia sociale e giustizia ambientale: occorre, ribadisce ancora una volta il papa, rimuovere le ingiustizie sociali e le emarginazioni, edificare un nuovo ordine mondiale basato sulla solidarietà, smettere di fabbricare e trafficare armi, spendendo ingenti capitali che dovrebbero essere usati per curare le persone, salvare vite.

La zizzania planetaria

Contro la zizzania planetaria dobbiamo promuovere «la cultura della non-violenza, dell’incontro, e il multilateralismo».

Si tratta, insomma, di darci da fare in fretta e a tutto campo: «Se non ci tiriamo su le maniche – ammonisce papa Francesco – e non ci prendiamo cura immediatamente della Terra, con scelte personali e politiche radicali, con una svolta economica verso il “verde” e indirizzando in questa direzione le evoluzioni tecnologiche, prima o poi la nostra Casa comune ci butterà fuori dalla finestra. Non possiamo più perdere tempo».

“Seminate educazione”

Il papa riserva grade attenzione anche alla cultura che deve essere il segno di un cambiamento di paradigma. Ai genitori consiglia di giocare di più con i figli, l’educazione comincia a seminarsi da lì: «Il gioco con i propri figli è il tempo migliore che si possa perdere».

L’educazione è poi la base di tutta la vita, insieme al lavoro: «Nella Genesi leggiamo (cap. 2) che il Signore, dopo avere creato il cielo e la terra, prende l’uomo e lo pone nel giardino di Eden, perché lo coltivi e lo conosca. Non lo mette in pensione, o in vacanza, o in villeggiatura, o sul divano: lo manda a studiare e a lavorare».

Al desiderio di sapere e di lavorare va però aggiunta la capacità di amare, per diventare così uomini e donne della conoscenza, dell’amore e della carità. Ai giovani papa Bergoglio indica un percorso: «Andando sempre avanti per apprendere qualcosa da ogni esperienza, divulgando la conoscenza e amplificando la speranza insita nella giovinezza, prenderanno in mano le redini della vita e allo stesso tempo metteranno in circolo la vitalità che farà progredire l’umanità, rendendola libera».

Vizi e virtù, ma il Diluvio incombe

In questi giorni di attesa della Pasqua e di montante nuova ondata di Covid-19, papa Francesco è in libreria e sugli schermi televisivi anche con un testo (“Dei vizi e delle virtù”, da Rizzoli) in cui Francesco approfondisce in sette capitoli un tema del dialogo sulle storia di vita che don Marco Pozza ha ricavato dalla sua esperienza di cappellano del carcere di Padova.

Il filo della riflessione segue la rappresentazione delle sette virtù e dei vizi opposti che Giotto ha dipinto nella Cappella degli Scrovegni: giustizia/ingiustizia, fortezza/incostanza, temperanza/ira, prudenza/stoltezza, fede/infedeltà, speranza/ disperazione, carità/gelosia.

Le conversazioni sono anche in video su Nove e Discovery Italia, che presentano in esclusiva questo viaggio del pontefice alla scoperta di vizi e virtù, luci ed ombre dell’esistenza umana. La serie televisiva si articola in tre puntate e sette episodi, gli ultimi dei quali saranno trasmessi il giorno di Pasqua.

Michelangelo, Il Diluvio universale (particolare)

Non mancano, accanto ai grandi temi morali dell’esistenza umana, gli accenni alla crisi ecologica globale e alla necessità di una conversione: parlando del diluvio universale, racconto mitico della Bibbia ma anche traccia di un fenomeno verificatosi in passato, papa Bergoglio ricorda che “quel” Diluvio può ripetersi: «Un diluvio grande, forse a causa di un innalzamento della temperatura e dello scioglimento dei ghiacciai: quello che succederà adesso se proseguiamo sulla stessa strada».

Scrive per noi

MARIO SALOMONE
MARIO SALOMONE
Sociologo dell'ambiente, giornalista e scrittore, Mario Salomone dirige ".eco" dalla fondazione (1989), è autore di saggi, romanzi e racconti e di numerosi articoli su quotidiani e riviste. Già professore aggregato all'Università di Bergamo, è Segretario generale della rete mondiale di educazione ambientale WEEC, che realizza ogni due anni i congressi del settore.

MARIO SALOMONE

Sociologo dell'ambiente, giornalista e scrittore, Mario Salomone dirige ".eco" dalla fondazione (1989), è autore di saggi, romanzi e racconti e di numerosi articoli su quotidiani e riviste. Già professore aggregato all'Università di Bergamo, è Segretario generale della rete mondiale di educazione ambientale WEEC, che realizza ogni due anni i congressi del settore.

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