Quando la Terra va in scena: il cinema che fa riflettere e meravigliare
Tempo di lettura: 2 minuti
Prossimo appuntamento
📅 Mercoledì 5 novembre 2025
🕔 Ore 17:00
📍 Casa dell’Ambiente, Via del Carmine 15 – Torino
🎟️ Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria (posti limitati!)
👉 Prenota il tuo posto su Eventbrite
Le immagini hanno il potere di farci vedere il mondo a 360°, emozionandoci e portandoci in luoghi lontani.
Dalle profondità oceaniche alla fusione dei ghiacciai, dalle migrazioni animali ai misteri dello spazio, il cinema ci permette di attraversare paesaggi remoti e di vivere esperienze che, forse, non conosceremo mai dal vivo. Ma ci fa sentire ugualmente parte di quei mondi, ricordandoci che ogni immagine è anche un frammento del nostro pianeta.
È andato in scena il primo appuntamento del ciclo Il Cinema Ambientale: quando le immagini raccontano la Terra, organizzato da Casa dell’Ambiente in collaborazione con CinemAmbiente e AIACE (Associazione italiana amici cinema d’essai), con il supporto dell’Otto per Mille della Chiesa Valdese.
A condurre l’incontro è stata Lia Furxhi, direttrice del festival CinemAmbiente e vicepresidente di AIACE, che ha guidato il pubblico in un viaggio nella storia del cinema ambientale, con la proiezione finale di un cortometraggio.
Furxhi ha ripercorso l’evoluzione del linguaggio cinematografico dedicato alla natura e all’ambiente, mostrando come sia cambiato nel tempo: dalle prime pellicole, semplici e destinate a ritrarre l’ambiente come scenario o meraviglia (basti pensare alle primissime vedute dei fratelli Lumière), fino ai nostri giorni, in cui il documentario ambientale è diventato un vero e proprio linguaggio d’autore, capace di unire scienza, emozione e cura per la messa in scena.

L’appuntamento si è concluso con la proiezione di Haulout (2022), di Evgenia Arbugaeva e Maxim Arbugaev, che racconta il lavoro solitario di un biologo marino impegnato a osservare i trichechi lungo le coste dell’Artico russo.
Con pochissime parole ma un paesaggio sonoro potente e immagini di straordinaria intensità, il documentario ci mette di fronte alle conseguenze del cambiamento climatico: la fusione dei ghiacci, dovuto all’innalzamento delle temperature globali, costringe i trichechi a cercare nuovi luoghi dove sostare durante le migrazioni. Arrivano esausti sulla terraferma, ammassati, e molti di loro non sopravvivono.
Un racconto di rara intensità che ricorda quanto il cinema possa farci vedere – e sentire – la crisi ambientale in tutta la sua urgenza. Perché le immagini, quando parlano della Terra, ci ricordano anche la nostra responsabilità nel custodirla.
Se volete partecipare al prossimo incontro, ci vediamo il 5 novembre: tutte le informazioni sono all’inizio dell’articolo!
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- Michela Colpo
- Michela Colpo, laureata in Scienze biologiche e in Didattica e comunicazione delle scienze naturali, si occupa di comunicazione scientifica attraverso diversi media: giornalismo, social e podcast. Attualmente produce il podcast Eco Talks.
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