Stop al lavoro minorile..con una web competition

Da mercoledì 21 marzo sono online sul sito internet www.stoplavorominorile.it i 6 web video che hanno raggiunto la fase finale della Video Competition lanciata lo scorso novembre dal Cesvi e inserita nella campagna internazionale sostenuta dall’Unione Europea, “Stop Child Labour – School is the best place to work” (SCL), che ha l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sullo sfruttamento del lavoro minorile, realizzata dall’ong italiana e dai partner del network europeo Alliance2015. «I ragazzi hanno inizialmente partecipato ad un momento formativo per incontrare il Cesvi e due importanti pubblicitari, Roberto Caselli ed Elisa Roncoroni di ER Creativi in Prima Linea. Obiettivo era conoscere il Cesvi, la sua comunicazione positiva, i contenuti della campagna “Stop Child 24bnLabour” e, cosa non semplice, come elaborare un’idea davvero creativa e non banale – spiega Lylen Albani, Responsabile della Campagna – I partecipanti sono stati chiamati a realizzare uno spot di 30″ che meglio rappresentasse il Cesvi e la campagna SCL cercando di dar voce non solo al tema dello sfruttamento del lavoro minorile ma anche all’educazione come soluzione a questo grave problema. L’efficacia del messaggio e la distintività sono la chiave per una comunicazione di successo».

Ben cinquanta ragazzi, singoli o in gruppo (tra gli altri, due scuole presenti, il Patronato San Vincenzo e l’Accademia Carrara di Bergamo), si sono confrontati su questo tema complesso e di grande attualità e si sono messi alla prova con telecamera e montaggio producendo un web spot. Una giuria ha poi selezionato i sei video finalisti, divisi in due categorie: “non professional” e “professional” (i ragazzi provenienti dalle scuole di ambito artistico). «Ognuno ha analizzato e dato forma al tema in modo diverso: chi coinvolgendo direttamente dei bambini nelle riprese, chi attraverso l’uso del simbolismo, altri con fotografie».
Il 15 aprile scopriremo i vincitori della competition che si aggiudicheranno il premio in palio, un viaggio con Cesvi e altri giovani europei in uno dei Paesi africani in cui le ong promotrici della campagna sono attive con interventi sul tema dei diritti dei minori.

215 milioni: una cifra da azzerare
107bnSecondo l’ILO sono 215 milioni i minori sfruttati di età compresa tra 5-17 anni nel mondo. In Italia, secondo l’ISTAT, lavorano 144.000 bambini tra i 7 e i 14 anni e di questi, 31.500 sono da considerarsi veri e propri casi di sfruttamento ma per l’Ires – CGIL la cifra è di 400 mila bambini. Dal 2007 Cesvi promuove in Italia la campagna Stop child Labour – School is the best place to work rivolta a singoli cittadini, aziende, governi nazionali e Unione Europea, affinché tutta la società civile si attivi in azioni concrete per combattere lo sfruttamento del lavoro minorile e promuovere un’educazione di base di qualità nei Paesi in Via di Sviluppo.
Cesvi è impegnato anche in progetti dedicati all’infanzia in India contro lo sfruttamento del lavoro minorile nelle fabbriche di mattoni e riso e in Kenia con un nuovo progetto che mira a coinvolgere tutti gli attori della società keniota per potenziare la rete sul territorio che combatte contro le peggiori forme di sfruttamento come la prostituzione e il traffico di minori.

Le foto: Credits – Cristina Francesconi/Cesvi

Per informazioni:
tel. +39 035 20.58.035/049
www.stoplavorominorile.it
educazione@cesvi.org

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