«È successa Casamicciola!». Come eventi naturali si trasformano in calamità e le calamità in tragedie

Tragedia di Ischia. Di fronte al ripetersi di eventi tragici bisogna parlare e ricordare per individuare le cause naturali e le responsabilità umane e indicare come le une e le altre si incrociano e si sovrappongono trasformando eventi naturali in calamità e le calamità in tragedie.

(Nell’immagine di apertura, il terremoto del 1883)

«È successa Casamicciola!». Oppure: «Qui succede Casamicciola» sono due modi ricorrenti a Napoli per indicare che è successo un putiferio o per minacciarne uno.

Il riferimento non è all’ultima tragedia che ha colpito questo importante e bel comune dell’isola d’Ischia (sono sei i comuni che ne fanno parte: Ischia, Casamicciola Terme, Lacco Ameno, Forio, Serrara Fontana, Barano), ma al devastante terremoto che il 28 luglio del 1883 (X grado della scala Mercalli, 5,8 Richter) in 13 secondi rase al suolo Casamicciola insieme a Lacco Ameno e Forio d’Ischia. Tra le vittime di quel terremoto vi furono anche i genitori e la sorella di Benedetto Croce, il quale fu estratto vivo dalle macerie.

È a quel terremoto che ci riferisce con l’espressione che prima citavo. Ma altri ve ne sono stati di terremoti: l’ultimo i 21 agosto del 2017.

Tuttavia, il ricordo di quegli eventi viene rispolverato in occasione della tragica alluvione con colate di fango che, ancora una volta, ha colpito questo comune.

Anche per questo evento vi sono precedenti

Ancora una volta perchè anche per questo evento vi sono precedenti. Quello più grave è datato 1910 quando, come ricordano le cronache, «durante un evento molto intenso, alluvioni con elevato trasposto solido, crolli e numerosi dissesti diffusi causarono 11 morti». Ma anche in anni più recenti una vittima si è registrata nel 1987, quando un crollo di roccia distrusse un ristorante, e infine nel 2009, sempre nel mese di novembre, quando una colata di fango e detrito travolse e uccise una ragazza quattordicenne.

Insomma, ce n’è abbastanza per far dichiarare al CNR che «La zona di Casamicciola nella quale le piogge hanno causato la frana e i danni registrati è un’area dell’Isola in cui vari autori hanno riconosciuto e descritto numerosi eventi franosi con danni sia al territorio che alle case, alle terme e anche alle persone».

Abitazioni abusivamente costruite in luoghi dove non dovevano stare

Di conseguenza, ce n’è ancora più abbastanza per individuare cause e responsabilità.

Le cause sono, evidentemente, le ricorrenti, violente precipitazioni di pioggia che cadono su un territorio sempre più vulnerabile perché sguarnito delle difese collinari e montuose spogliate del loro patrimonio arboreo. E cadendo con violenza, alimentata anche dal mutamento climatico in atto da anni, precipitano a valle dove trovano abitazioni abusivamente costruite in luoghi dove non dovevano stare.

Abusivamente? Sì. Abusivamente. Ma molti degli amministratori dei comuni isolani si oppongono a questo ricorrente ricorso all’accusa di abusivismo edilizio.

Tra questi il sindaco di Lacco Ameno che ho appena ascoltato e visto in televisione (ore16,45 del 27 novembre) il quale ha lamentato che si parli sempre di abusivismo, mentre bisognerebbe astenersene «specialmente in certi momenti».

No, signor sindaco. Proprio in questi momenti il cui verificarsi peraltro, induce alla riflessione; proprio in questi momenti bisogna parlare e ricordare per individuare le cause naturali e le responsabilità umane e indicare come le une e le altre si incrociano e si sovrappongono trasformando eventi naturali in calamità e le calamità in tragedie. Con morti e distruzioni di tale portata da indurre a catalogare tra le vittime anche i sopravvissuti.

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UGO LEONE
UGO LEONE
Già professore ordinario di politica dell'ambiente presso la Facoltà di Scienze politiche dell'Università di Napoli "Federico II". I suoi interessi scientifici e i contenuti delle sue pubblicazioni sono incentrati prevalentemente sui problemi dell'ambiente e del Mezzogiorno. E' autore di numerosi volumi e editorialista dell'edizione napoletana del quotidiano "la Repubblica". Per molti anni è stato presidente del Parco nazionale de Vesuvio.

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Già professore ordinario di politica dell'ambiente presso la Facoltà di Scienze politiche dell'Università di Napoli "Federico II". I suoi interessi scientifici e i contenuti delle sue pubblicazioni sono incentrati prevalentemente sui problemi dell'ambiente e del Mezzogiorno. E' autore di numerosi volumi e editorialista dell'edizione napoletana del quotidiano "la Repubblica". Per molti anni è stato presidente del Parco nazionale de Vesuvio.

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