L’Italia quest’anno il 15 maggio aveva già consumato un pianeta

Una settimana prima dello scorso anno, il nostro Paese ha raggiunto la soglia di impronta ecologica consentita dalla biocapacità del pianeta Terra. A maggio i principali paesi europei hanno cominciato a consumare più di un pianeta. A danno di chi consuma meno e di tutte le forme di vita. È un’impronta indelebile che rimarrà a vergogna nostra nei confronti di chi verrà dopo.

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Emergenza climatica. Dichiararla, e agire per davvero

Milano è arrivata prima in Italia a dichiarare l’emergenza climatica e ambientale. E il resto d’Italia? Agire per la “conversione ecologica” della società: dell’economia, cioè, dei modi di produzione, del movimento in città, degli stili di vita quotidiana. Intanto, si incrociano i Fridays for future e Extinction Rebellion, per ricordarci che il tempo è poco e bisogna agire “ora”.

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A 33 anni da Chernobyl. Nucleare civile. Le conseguenze di una scelta sbagliata

Ricordi in occasione della “Giornata del ricordo del disastro di Chernobyl”, ma anche l’attualità di una minaccia che continua ad incombere.

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Il futuro rubato sotto gli occhi. I giovani hanno trovato un collante

“Dite di amare i vostri figli e gli state rubando il futuro sotto i loro occhi.” Greta Thunberg e milioni di giovani con lei mettono la società adulta di fronte alle sue responsabilità. Non è una favola “green”, è un ultimatum.

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Parliamo di inclusione. E di cosa vuol dire per l’educazione

Il grande rimescolamento di popoli e di tradizioni impone di trovare una “base comune” e questa base comune si trova nell’idea di “umanità” specificata in diversità che possono contrapporsi oppure includersi. Dipende da noi, dai modelli educativi cui sapremo dare vita nei prossimi decenni.
Ma quali possono essere i punti di partenza, al di là degli articolati di leggi e principi che stabiliscono unicamente le finalità da perseguire? Il problema è come fare inclusione, a esempio, nel concreto dei processi di formazione.

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COP24, una intesa al ribasso (ma di questi tempi si può forse tirare un sospiro di sollievo). L’Italia candidata ad ospitare la COP26

In Polonia si è tenuta una conferenza poco ambiziosa e di compromesso, ma poteva andare peggio. Ancora pochi i fondi stanziati per la lotta al cambiamento climatico e paesi produttori di petrolio impegnati nel boicottaggio. Del resto, il fatto che la COP24 si sia tenuta proprio in Polonia (che ricava dal carbone l’80 per cento della sua energia), nella regione carbonifera della Slesia, non era di buon auspicio. Clima, disarmo, pace, giustizia sociale, conversione ecologica sono temi sempre più interconnessi. L’Italia, rappresentata dal ministro Sergio Costa, si è schierata in campo internazionale con i più “ambiziosi”, candidandosi per la COP26.

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Parliamo di democrazia: non ci può essere se la disuguaglianza cresce

Democrazia sotto esame, con l’aiuto di pensatori di oggi e del passato. Nel mondo globalizzato non si globalizzano i diritti, lo spirito critico declina e l’aumento delle disuguaglianze vanifica la possibilità di una vera democrazia. La democrazia moderna va ripensata ed è compito della scuola creare il cittadino democratico.

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Manovra economica: ecco l’alternativa che potrebbe darci un territorio sicuro e un ambiente vivibile. Come trovare e spendere 38 miliardi senza sforare il deficit

Ferve il dibattito sulla manovra del Governo. Da 46 realtà della società civile arrivano 101 proposte per una vera manovra del cambiamento da 38 milioni di euro tra entrate e uscite, senza sforare il deficit. Mentre il cambiamento climatico incalza, aggravando un endemico dissesto idrogeologico del Belpaese, il Disegno di Legge di Bilancio in discussione riserva poco o niente alle politiche di prevenzione sismica e di dissesto idrogeologico. Solo per mettere in sicurezza la Calabria, ad esempio, occorrerebbero 4 miliardi di euro. Ma tutto l’Appennino, dalla Liguria alla punta dello stivale, è coinvolto dal problema, Campania, Basilicata e Calabria in modo particolare.

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Ma questo “sovranismo” esattamente cos’è? Il concetto di sovranità tra Stato e Governo

“Quanto riesce lo Stato a essere strumento dei bisogni della società?” E “Quanto corrisponde alla società reale la società virtuale mediata da Internet?”. Queste le domande da porsi per capire il concetto di sovranità (“fare le leggi che avranno vigore per tutti i cittadini di un determinato territorio”), che non è sinonimo di “sovranismo” (“riaffermare la sovranità nel tempo della globalizzazione avanzante”). Lo Stato non è nient’altro che il complesso di strumenti giuridici di regolazione della società attraverso l’azione dei governi. E la società siamo noi.

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Migrazioni: fra umanità e problemi

In un mondo bloccato, mancano gli strumenti giuridico-politici per governare i flussi migratori. Che in base ai diritti umani richiedono due principi fondamentali: una accoglienza autentica e una concertazione europea perché le politiche di accoglienza dei flussi migratori possano risultare davvero efficaci. Viviamo in un’epoca di pensiero debole e sentimenti forti, all’insegna di un sapere infondato e non documentato. E l’uguaglianza dei diritti non è più senso comune com’era nel mondo “bipolare”, ma una opzione personale che si contrappone ad altre opzioni presenti nello spazio del mercato ideale e politico della cultura contemporanea. Un mercato ideale e politico dominato da una grande paura: la paura dell’“altro”.

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Cresce la Nuova Educazione Ambientale

La campagna sulla città sostenibile e i bambini, il dialogo fra istanze educative durante le Giornate nazionali di Weec Italia a Napoli. L’editoriale su .eco di giugno

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Una grande fonte di energia rinnovabile: l’energia umana

Trasformiamo il cibo in energia che ci consente di fare un lavoro muscolare, che per gli abitanti della Terra corrisponde a circa un terzo del consumo mondiale di elettricità. La maggior parte serve per muoversi e compiere vari gesti quotidiani, ma è sostanzialmente “perduta” dal punto di vista economico

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Benvenuti sul nuovo sito!

 Lo storico portale italiano della “educazione sostenibile” si è moltiplicato: ogni testata e ogni iniziativa ha ora (o avrà a breve) il suo sito dedicato. Ma tutti con una unica missione comune: sostenere e promuovere la cultura dell’ambiente e della sostenibilità in Italia

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La catastrofe ambientale e il male del mondo

Soltanto una rivoluzione profonda, filosofica, può invertire la tendenza attuale. Una filosofia attraverso la storia della filosofia: il libro-intervista a Giuseppe Riconda

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Suolo, una perdita in gran parte irreversibile

La “filiera del cemento” continua a farla da padrona e il consumo di suolo continua a ritmo impressionante. Ma la legge per tutelare quel poco di suolo superstite è ferma da quasi duemila giorni

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La resilienza dei superstiti. Riflessioni a partire da un suicidio

Terrorismo e disastri naturali causano vittime elevatissime, ma non si tiene conto delle “vittime superstiti”, dei sopravvissuti agli eventi disastrosi. Dopo un terremoto, ad esempio, occorre restituire ai sopravvissuti non solo case e centri commerciali nei quali vivevano e lavoravano, ma anche la voglia di starci per ricominciare.

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Non piove sul non bagnato

Torino e il Piemonte sono in questi giorni  un esempio del perverso intreccio di effetti  riconducibili a un modello di produzione e consumo che cambia il clima del pianeta. Ma i media sanno rompere la cappa della rimozione?

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Respirare aria sporca “nuoce gravemente alla salute”

L’inquinamento e i roghi dei boschi portano l’ambiente in prima pagina. Il problema è avere politiche coerenti e comportamenti virtuosi, non solo quando arriva l’emergenza. Educare i cittadini, e anche i decisori…
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Non piove sul non bagnato

Inquinamento, siccità, incendi dei boschi: in contemporaneea alcuni degli effetti del cambiamento climatico prodotto da un modello di produzione e di consumo da cambiare velocemente. Necessaria un’ alleanza tra educatori ambientali, operatori dei media, cittadini attivi, per costruire un’ opinione pubblica sempre più attenta, critica ed esigente

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