Corso di formazione per animatori CER – La democratizzazione dell’energia
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Ha avuto inizio il 21 febbraio 2026 il corso di formazione per diventare “animatori di Comunità Energetiche Rinnovabili” (CER). Si tratta del primo di 11 incontri, per un totale di 30 ore di formazione, che si concluderanno il 13 giugno 2026.
La formazione nasce dalla collaborazione tra cinque realtà: la Pastorale sociale e del lavoro della Diocesi di Torino, la Fondazione Energie di Comunità ETS, l’Istituto per l’Ambiente e l’Educazione Scholé Futuro – WEEC Network ETS, il Politecnico di Torino e l’Università di Torino.
L’obiettivo del corso è formare figure in grado di facilitare la nascita, l’animazione e la sostenibilità delle comunità energetiche locali, sostenendo l’adozione di pratiche di energia condivisa e contribuendo alla riduzione della povertà energetica e delle disuguaglianze territoriali. Le CER, infatti, sono modelli di produzione e condivisione collettiva di energia rinnovabile basati sulla partecipazione attiva dei cittadini.

All’evento inaugurale, dal titolo “Energia, clima e nuovi paradigmi”, sono intervenuti diversi relatori: Alessandro Svaluto Ferro (direttore Area Carità e azione sociale – Diocesi di Torino), Fabrizio Mola (presidente della Fondazione Energie di Comunità), Maurizio Repetto (professore ordinario, Dipartimento Energia “G. Ferraris”, Politecnico di Torino), Mario Salomone (segretario generale WEEC Network), Claudio Cassardo (docente del Dipartimento di Fisica dell’Università di Torino) e Stefano Dotta (responsabile Area Efficienza energetica, green building e rinnovabili, Environment Park). Si tratta solo dei primi relatori di un ciclo di incontri che proseguirà nei prossimi mesi.
Grande varietà di partecipanti
Gli iscritti al corso presentano background molto diversificati. Alcuni provengono dal mondo ecclesiale o dalla cittadinanza attiva, altri dall’economia civile e dalla pubblica amministrazione. Questa varietà si riflette anche nelle professioni: tra i partecipanti figurano ingegneri, architetti, docenti, guide ambientali, consiglieri comunali, volontari di associazioni e studenti.
Per quanto riguarda il livello di conoscenza delle CER, una parte degli iscritti dichiara di possedere competenze di base o un’esperienza pratica già avviata; circa il 30% invece parte da zero, ma con una forte motivazione e sensibilità ambientale.
Tra questi c’è Jacopo Bocina, 25 anni, studente di sociologia e membro della comunità energetica sostenibile “Sinergie”, che ha scelto di iscriversi per approfondire il funzionamento delle CER da un punto di vista tecnico e scientifico. Uno degli strumenti che i partecipanti si aspettano di acquisire è la capacità di coinvolgere e ingaggiare i cittadini, considerata una delle principali sfide nella costituzione di una CER, anche a causa della diffidenza iniziale che spesso accompagna progetti di questo tipo.
“Una rivoluzione per il futuro”
Molti iscritti vedono nelle CER uno strumento di democratizzazione dell’energia e di contrasto alla povertà energetica. Come sottolinea Bocina, «le CER sono uno strumento di democratizzazione dell’energia e possono rappresentare una rivoluzione per il futuro». Un’opinione condivisa anche da Lucio Sanasi, 75 anni, ingegnere e promotore di una CER nel quartiere Vallette di Torino, che ha scelto di partecipare al corso per sostenere le famiglie in difficoltà: «Questo è un modo per permettere a una persona di alleggerire la bolletta».

Dall’evento è emersa con forza l’esigenza di diffondere maggiormente le conoscenze sulle CER presso il grande pubblico. Molti partecipanti hanno evidenziato l’importanza di fare rete e collaborare con realtà già attive sul territorio, per portare il tema fuori dagli ambienti specialistici. Tra le strategie indicate vi è il coinvolgimento delle scuole, delle associazioni di quartiere e dei consigli comunali.
L’attenzione rivolta alle CER si colloca in un quadro normativo relativamente recente. Una prima definizione giuridica a livello europeo è contenuta nella Direttiva (UE) 2018/2001 sulle energie rinnovabili, cui è seguita la Direttiva 2019/944 sul mercato interno dell’energia elettrica. In Italia, il recepimento è avvenuto nel 2021 con il cosiddetto decreto “Milleproroghe”.
Le CER: una dimensione collettiva
Le CER superano il modello individuale di produzione da fonti rinnovabili, promuovendo una dimensione collettiva: famiglie, imprese ed enti locali collaborano volontariamente per produrre, consumare e condividere energia rinnovabile senza fini di lucro. L’energia prodotta viene condivisa all’interno dello stesso territorio in cui è generata, contribuendo a ridurre i costi per i membri della comunità e offrendo un potenziale strumento di contrasto alla povertà energetica.
Questo modello apre inoltre alla possibilità di nuove politiche territoriali e di sviluppo locale, in linea con alcune misure del PNRR orientate al rafforzamento delle comunità e alla rigenerazione delle aree interne.
In conclusione, le comunità energetiche rinnovabili rappresentano, secondo quanto emerso durante l’incontro, uno strumento con ampio potenziale: democratizzazione dell’energia, riduzione della povertà energetica, rafforzamento delle relazioni comunitarie e transizione verso un sistema energetico più distribuito e partecipato. È su queste basi che i partecipanti hanno scelto di intraprendere il percorso formativo, con l’obiettivo di sostenere i propri territori nel processo di trasformazione energetica condivisa.

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- Riccardo Di Liberto
- Laureato in Scienze Politiche e successivamente in Comunicazione pubblica e politica.
Attivista da anni e comunicatore politico.
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