Covid e educazione ambientale: una inchiesta

L’emergenza dovuta alla pandemia quanto ha inciso sulle attività di educazione ambientale della sua organizzazione prima, durante e dopo il lockdown?

La rivista “.eco”, voce dell’educazione ambientale italiana, promuove una inchiesta per valutare l’impatto che la pandemia da nuovo coronavirus Covid-19 ha avuto sulle attività di educazione ambientale tra febbraio e novembre 2020 e le previsioni per i prossimi mesi e per il 2021.

Sono invitati a rispondere a un questionario online amministrazioni e agenzie pubbliche, aree protette, centri e laboratori di educazione ambientale, musei ed ecomusei, associazioni, cooperative, scuole e università, fattorie didattiche, asili nel bosco, imprese sociali, società private ecc. che commissionino o svolgano su affidamento o propria iniziativa attività di educazione ambientale.

Problemi, ma anche strategie di successo al centro dell’inchiesta

Il questionario sarà anche accompagnato da interviste telefoniche alle realtà più rappresentative.

La controcopertina del dossier speciale di “.eco” di giugno 2020. I numeri del 2020 hanno posto l’accento sulle esperienze di resilienza e sulla centralità dell’educazione ambientale e alla sostenibilità.

 

Perdita di fondi disponibili, calo di fatturato e numero di unità di personale occupate, uso della cassa integrazione sono tra i problemi trattati nell’inchiesta, ma l’attenzione è puntata anche sulle strategie di “resilienza” adottate, i loro risultati positivi e le difficoltà incontrate. Tra le strategie messe in atto, importante l’uso di strumenti digitali (sito web, social media, piattaforme per riunioni e/o formazione a distanza,…), di cui “.eco” si è occupata ampiamente negli ultimi numeri della storica testata non profit, espressione del network WEEC.

Formazione e messa in rete in una comunità di pratica e di ricerca sono un altro valido modo per reagire alla crisi, cui gli strumenti cartacei e digitali della rete italiana offrono soluzioni (tra loro anche la rivista scientifica “Culture della sostenibilità” e l’area specializzata dedicata alle forme dell’acqua: “il Pianeta azzurro” e la Collana del faro).

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