Dante dì. Ambiente e natura ai tempi di Dante
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Come erano ambiente e natura ai tempi di Dante? Non solo per Dante, ma intorno a Dante? Cioè dove viveva, scriveva, agiva. Più precisamente: quali erano le generali condizioni di natura e ambiente prima, durante e dopo la sua vita? E qual era il rapporto Dante/natura-Dante/ambiente? Non esiste solo il Dante della Divina Commedia: c’è anche uno scrittore, un poeta, un uomo che prima e meglio di altri ha saputo cogliere l’importanza, per l’uomo, dell’ambiente.

Dante, Firenze 1265-Ravenna 1321.
Questa fredda cronologia di date di nascita e morte ci induce a ricordare che il 2021 si “celebra” il settecentesimo anniversario della sua morte. Per tutto l’anno si alterneranno convegni, conferenze, tavole di varia geometria per ricordare il “vate” fiorentino. Tuttavia, la giornata più importante e affollata sarà stata certamente il 25 marzo, data che nel 2019 la Repubblica Italiana individuò per commemorare annualmente la figura di Dante
La domanda che molti si pongono è perché il Dantedì si celebri proprio il 25 marzo. Il motivo risiede nel fatto che il 25 marzo 1300 sarebbe il giorno esatto in cui Dante si perse nella famosa selva oscura. Altri studiosi porrebbero questa data nell’8 di aprile. Ma, come direbbe l’Alighieri, “vuolsi colà dove si puote ciò che si vuole”. E noi non dimandiamo. Anche perché è poco interessante.
Una sorprendente attenzione ai fenomeni naturali
Quello che, invece, mi sembra interessante e stimolante per “.eco” è poter rispondere alla domanda: “Ma 700 anni fa quali erano ambiente e natura? Non solo per Dante, ma intorno a Dante? Cioè dove viveva, scriveva, agiva. Più precisamente: quali erano le generali condizioni di natura e ambiente prima, durante e dopo la sua vita?
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