Due nuovi kit didattici per le scuole: Plastica e Biomimesi
Tempo di lettura: 4 minuti
di Filippo Camerlenghi, Paola Iotti, Maria Antonietta Quadrelli
Educare alla sostenibilità: l’impegno della Rete lariana: la Rete lariana per la transizione sostenibile, promossa dalla Camera di Commercio di Como-Lecco, accompagna imprese, enti e cittadini nel cammino verso un territorio più innovativo, coeso e rispettoso dell’ambiente. Ma nessuna transizione è davvero possibile senza le nuove generazioni: la sostenibilità è, prima di tutto, una questione di cultura e di futuro.
Per questo la Rete ha scelto di coinvolgere il mondo della scuola, realizzando due kit didattici dedicati a biomimesi e plastica che sono stati realizzati dalla Rete WEEC Italia. Sono strumenti semplici e concreti, pensati per docenti e studenti, per leggere la complessità ambientale con curiosità e spirito critico, collegando scienza, vita quotidiana e territorio.
L’obiettivo è promuovere conoscenze e atteggiamenti orientati alla responsabilità ambientale, economica e sociale. Perché educare alla sostenibilità significa formare cittadini consapevoli, capaci di coniugare innovazione, rispetto per l’ambiente e senso di appartenenza alla propria comunità.
Un mare (e un lago) di plastica
Le microplastiche sono un problema apparentemente semplice: piccoli pezzetti di plastica nocivi che noi assumiamo con diverse modalità, prevalentemente alimentari.
La realtà è diversa, sia nella definizione del problema sia, e questo è particolarmente importante, nel riferirsi a un pubblico scolare.
Le schede sono rivolte agli allievi della scuola secondaria di primo grado ma sono pensate come uno strumento al servizio dei loro docenti. Non si parla solo di contenuti ma anche di metodo.
Primo fra tutti, come “ingaggiare” l’attenzione degli allievi, secondo punto, inquadrare il problema delle microplastiche in quello più ampio delle plastiche facendo attenzione a non fare facili generalizzazioni. A questo proposito abbiamo scelto due “foci”. Le microplastiche nella vita di uno studente e le microplastiche nel territorio di Como, territorio stressato dall’“over tourism”.
Obiettivo dichiarato: non essere generalisti, ma “sul pezzo”, sulle abitudini dello studente, sulle sue passioni, sulle occasioni in cui può “incrociare le microplastiche” o favorirne la creazione. Scrub, lucidalabbra, campi da calcio sintetici, calzature in gomma sono realtà vicine agli studenti; da queste, loro stessi, se vogliono, possono partire mettendo in atto “buone pratiche” per il cambiamento.
Infine, si è rivelato molto interessante parlare anche delle microplastiche nella vita di un neonato. L’esperienza di anni di interventi didattici nelle scuole ci ha svelato come gli studenti conoscano perfettamente le abitudini di un fratellino o sorellina nei primi anni e comprendono come le microplastiche abbondino in questa fase della vita di un bimbo sentendosi particolarmente coinvolti nella conoscenza del tema.

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INDICE
1. Premessa, la differenza tra un punto esclamativo e di domanda.
2. Storia della Plastica
3. Le 4 R e la plastica
4. La plastica, il grande equivoco
5. La plastica nella vita degli studenti
6. La nascita delle microplastiche
7. Scelte di acquisto
8. Attività didattica 1/2
9. Attività didattica 2/2
10. Le buone pratiche
11. La plastica nello spazio
12. L’usa e getta il vero nemico
13. Un lago di microplastiche?
14. La Plastica nello sport, nella musica e negli smartphone.
Biomimesi Dalla biodiversità alla bio-ispirazione
La proposta di questo argomento negli ultimi anni di corso delle scuole superiori di Como e Lecco è legata alla convinzione che ci permette di parlare di sostenibilità ambientale creando connessioni con il progetto di studio, di lavoro e di vita dei giovani.
Dall’ingegneria al design, dalla chimica all’agricoltura, dall’architettura ai trasporti e molto altro ancora, ispirarsi alla natura favorisce linee di ricerca e applicazioni interdisciplinari da parte delle università e aziende di tutto il mondo e la nascita di start-up o di linee di produzione innovative da parte di aziende già consolidate.
Ancor più dei singoli, incredibili, adattamenti degli esseri viventi a dover essere imitati sono la capacità che vegetali e animali hanno avuto e hanno di abitare il pianeta con leggerezza, usando con parsimonia materiali acqua ed energia (si pensi solo alla biomineralizzazione, il processo attraverso il quale gli organismi viventi producono minerali, simili a vetro e porcellana, come in ossa e denti, conchiglie e coralli che avviene al contrario dell’industria umana dove la produzione di materiali simili richiede l’uso di temperature altissime, a temperatura ambiente), producendo pochi scarti e trovando soluzioni ingegnose per ripararsi, muoversi, immagazzinare cibo, rinfrescare e riscaldare il luogo che abitano.
La biospirazione dalla natura
Se la plastica usa e getta in natura è il paradosso di un modello di sviluppo che ha rotto la circolarità della natura, la bioispirazione ci offre infinite soluzioni, almeno tante quanti sono gli esseri viventi, per chiudere il cerchio.
Come sostiene Janine Benyus autrice del libro Biomimicry: Innovation Inspired by Nature (1997), che ha lanciato il moderno concetto di biomimesi, siamo circondati da geni e gli esseri umani dovrebbero emulare consapevolmente l’ingegno della natura chiedendosi di fronte a un problema da risolvere “cosa farebbe la Natura?”.
A livello laboratoriale si suggerisce un percorso che prevede attività di indagine e ricerca, approfondimento, comunicazione e progettazione finalizzate ad aumentare la consapevolezza degli studenti rispetto alle proprie scelte future di studio e lavoro.

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Le quindici schede del kit trattano argomenti generali come l’importanza della biodiversità e l’economia circolare, affiancandoli a schede organizzate in ambiti di studio e lavoro.
INDICE
1. Introduzione
2. Biodiversità e biomimesi
3. Storia della biomimesi
4. Aerotecnica
5. Agricoltura
6. Architettura ed edilizia
7. Chimica
8. Industria
9. Medicina
10. Public utilities/servizi pubblici
11. Robotica ed elettronica
12. Trasporti
13. Biomimesi a scuola
14. Percorso didattico
15. Conclusioni
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- Paola Iotti
- Paola Iotti è condirettrice di ".eco" e presidente della Rete WEEC Lombardia. Insegnante, è attiva anche nell'educazione ambientale non formale con l'associazione Proteus.


