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GiornaLAB/Plastica: un’innovazione che è diventata un problema globale

| Adelaide Rruga, Camilla Dall'Omo

Tempo di lettura: 6 minuti

GiornaLAB/Plastica: un’innovazione che è diventata un problema globale
In questo articolo approfondiamo le tipologie di plastica, il loro impatto sull’ambiente e sulla salute, e le azioni concrete di monitoraggio e prevenzione svolte nella nostra scuola e sul territorio. di Camilla Dall’Omo e Adelaide Rruga classe 3AT Scuola Secondaria di 1° grado Prandoni di IC Como Lago, Torno (CO)

Un nuovo spazio di “.eco, l’educazione sostenibile” a disposizione delle scuole di ogni e grado per articoli scritti direttamente da studentesse e studenti: è “GiornaLAB”, lo spazio per la voce delle scuole, un luogo per esprimersi e una palestra di giornalismo ambientale. Inviare articoli e proposte a [email protected].

La scuola di oggi fa parte della rete scolastica del Lario, con cui collabora anche la rete WEEC. Leggi di seguito la presentazione di Paola Iotti.

di Camilla Dall’Omo e Adelaide Rruga
Classe 3AT Scuola Secondaria di 1° grado Prandoni di IC Como Lago, Torno (CO), anno scolastico 2024-2025

La plastica: PRO e CONTRO

La plastica rappresenta una delle invenzioni più rivoluzionarie dell’epoca moderna. Materiale versatile, economico e resistente, ha trovato applicazione in numerosi settori della vita quotidiana, dall’imballaggio all’edilizia, dalla medicina all’industria automobilistica. Tuttavia, i vantaggi che essa comporta sono accompagnati da conseguenze ambientali e sanitarie sempre più evidenti. Il suo utilizzo indiscriminato, unito alla difficoltà di smaltimento e alla scarsa biodegradabilità, ha trasformato la plastica in una delle principali fonti di inquinamento globale.

La plastica, quindi, può essere considerata una risorsa ma anche un problema, a seconda del suo ciclo di vita e della gestione che ne viene fatta.

In questo articolo approfondiamo le tipologie di plastica, il loro impatto sull’ambiente e sulla salute, e le azioni concrete di monitoraggio e prevenzione svolte nella nostra scuola e sul territorio.

Macro e microplastiche

Le plastiche si suddividono in due grandi categorie: le macroplastiche, ovvero oggetti plastici visibili a occhio nudo (sacchetti, bottiglie, imballaggi, ecc.), e le microplastiche, particelle inferiori ai 5 mm, che rappresentano oggi una delle forme di inquinamento più pervasive e insidiose.

Le microplastiche si dividono in due categorie: microplastiche primarie, prodotte intenzionalmente in piccole dimensioni per applicazioni industriali o cosmetiche (come i microgranuli nei prodotti esfolianti); microplastiche secondarie, derivanti dalla frammentazione di oggetti plastici più grandi ad opera dei raggi solari e degli agenti atmosferici.

Queste particelle entrano facilmente negli ecosistemi acquatici e terrestri, accumulandosi nel tempo e diventando parte della catena alimentare.

Impatto ambientale e sulla salute di macro e microplastiche

Per ciò che concerne l’impatto delle macroplastiche sull’ambiente, al giorno d’oggi:

  • il 60% della plastica prodotta finisce nell’ambiente
  • ogni anno circa 8 miliardi di chilogrammi di rifiuti di plastica finiscono negli oceani
  • si stima che alcune plastiche possano durare almeno 400 anni prima di degradarsi
  • ogni anno milioni di animali, marini e terrestri, vengono uccisi dalle plastiche accidentalmente ingoiate
  • una volta che sono nell’oceano, è molto difficile – se non impossibile – recuperare i rifiuti di plastica.

Le microplastiche, una volta ingerite da piccoli organismi acquatici, si accumulano nei tessuti dei predatori superiori attraverso il fenomeno della biomagnificazione. Ciò comporta una crescente concentrazione di sostanze tossiche lungo la catena alimentare, fino ad arrivare all’uomo. Inoltre, per il fenomeno del bioaccumulo, la concentrazione nell’organismo di queste sostanze aumenta nel corso della vita.

Numerosi studi dimostrano che le microplastiche possono provocare danni cellulari, alterazioni del comportamento e della riproduzione. Nell’uomo, l’ingestione indiretta di microplastiche attraverso il cibo, l’acqua e persino l’aria può portare ad avere diverse patologie, descritte nellarticolo pubblicato nel 2022 dall’Istituto Superiore di Sanità.

Monitoraggio di macro e microplastiche a scuola

Nel corso dell’anno scolastico, la nostra classe ha svolto un percorso di educazione ambientale focalizzato sul monitoraggio delle plastiche, sia macro che micro, con l’obiettivo di raccogliere dati significativi e aumentare la consapevolezza sull’inquinamento da plastica.

La presentazione multimediale “Un mondo di plastica” sintetizza le attività svolte e i risultati conseguiti.

Per quanto riguarda le macroplastiche, ciascun alunno ha monitorato quanta plastica il proprio nucleo familiare ha consumato nel corso di due settimane. I dati raccolti sono stati tabulati e rappresentati in un unico grafico che mostra i prodotti più consumati.

Per il monitoraggio delle microplastiche del lago di Como, ci siamo avvalsi del protocollo sperimentale MMPT proposto da GLOBE Italia ed elaborato da Alessandra Sutti, prof.ssa Associata di Scienza dei Materiali, e Stuart Robottom, ingegnere ambientale, entrambi della Deakin University. 

La procedura ha previsto il filtraggio dell’acqua tramite membrane a porosità definita, poi analizzate in laboratorio con microscopi per identificare e classificare le particelle raccolte.
I risultati, documentati e corretti con il supporto di GLOBE, sono visibili nella presentazione multimediale Microplastiche nel Lario.

Dall’analisi delle membrane, abbiamo rilevato un totale di 214 microplastiche in un volume complessivo di 900 ml di acqua, con una concentrazione di 238 microplastiche per litro. Le particelle individuate appartengono alle categorie di fibre, frammenti e film plastici.

È importante sottolineare che anche le fibre di origine cellulosica o animale, come quelle derivate da tessuti trattati chimicamente, sono considerate microplastiche, poiché subiscono trasformazioni industriali che le rendono persistentemente presenti nell’ambiente. 

Gestione del problema

In un mondo sempre più attento alla sostenibilità ambientale, il concetto delle 3 RRidurre, Riusare, Riciclare – rappresenta un pilastro fondamentale nella gestione dei rifiuti e nella lotta contro l’inquinamento. Questo approccio, guida cittadini e aziende verso comportamenti più responsabili e consapevoli.

La “riduzione” consiste nel limitare la quantità di rifiuti prodotti, evitando acquisti superflui, scegliendo prodotti con meno imballaggi o optando per soluzioni riutilizzabili.
Il “riuso” prevede di prolungare la vita utile di un oggetto, trovandogli nuove funzioni o riparandolo invece di buttarlo via. Quando non è possibile né ridurre né riutilizzare, entra in gioco il “riciclo”: trasformare i rifiuti in nuove risorse.

Spesso si crede che tutta la plastica messa nel bidone della differenziata venga riciclata. In realtà, solo una percentuale limitata viene effettivamente recuperata. Secondo recenti dati, circa il 30-40% della plastica raccolta in modo differenziato in Italia viene effettivamente riciclata (negli USA solo il 9) per diverse ragioni: 

  • la plastica sporca o mischiata ad altri materiali non riciclabili, compromette l’intero processo di riciclo
    non tutte le plastiche sono riciclabili. 
  • il riciclo richiede impianti adeguati e processi costosi, spesso non convenienti per certi materiali
  • la plastica non può essere riciclata all’infinito e la qualità diminuisce a ogni riciclo.

Di fronte a questi limiti, la riduzione dell’uso della plastica diventa ancora più importante. Ecco alcune buone pratiche:

  • usare borracce e contenitori riutilizzabili invece di bottiglie e stoviglie usa e getta
  • evitare imballaggi inutili scegliendo prodotti sfusi o confezionati in materiali alternativi come vetro, carta o metallo
  • fare attenzione agli acquisti, privilegiando aziende che adottano pratiche green e packaging sostenibili
  • educare e sensibilizzare, nelle scuole e nelle famiglie, sul corretto smaltimento dei rifiuti.

A Como una rete di scuole per l’educazione ambientale

di Paola Iotti

La Rete scolastica di educazione ambientale della provincia di Como è una comunità di venti istituzioni scolastiche che aderiscono al progetto “Promozione di una rete territoriale regionale di educazione ambientale per il sistema scolastico lombardo”, sottoscritto tra USR Lombardia e Regione Lombardia. L’Istituto comprensivo Como Lago è scuola capofila della Rete.
La formazione dei docenti e degli studenti è supportata da 32 partner che contribuiscono alla crescita di una vera e propria comunità educante.
A partire dall’anno scolastico 2024/2025, le istituzioni scolastiche afferenti alla rete scolastica di educazione ambientale della provincia di Como si impegnano a:
 partecipare a percorsi di formazione per docenti sull’inserimento dell’educazione ambientale e allo sviluppo sostenibile nella scuola, con riferimento alle metodologie didattiche più efficaci e al contributo che può essere fornito dalle singole discipline  progettare e sperimentare percorsi di educazione ambientale per gli studenti che privilegino gli argomenti legati agli obiettivi definiti dall’Agenda 2030 e stimolino le competenze legate al mondo della Green economy, valorizzando le specificità dell’ordine di scuola, degli indirizzi di studio e del territorio;
 progettare percorsi di orientamento nell’ambito delle competenze sulla sostenibilità ambientale, definendo accordi con le strutture ad essa afferenti, nelle quali inserire gli studenti per svolgere esperienze accreditanti;
 condividere le informazioni, le azioni e le buone pratiche mediante la pubblicazione sui canali social dei materiali prodotti;
 sensibilizzare il territorio e la cittadinanza attraverso collaborazioni, eventi ed esperienze di Citizen Science;
 ampliare la Rete sfruttando la presenza sul territorio nazionale di Reti scolastiche di educazione ambientale (Greenschool, Globe, WEEC…).​​
Le azioni di cui sopra si concentreranno sulle seguenti aree tematiche:
 economia circolare e risparmio nell’utilizzo delle risorse naturali;
 incremento della raccolta differenziata per favorire il riciclo di materia;
 mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici;
 rigenerazione territoriale e risanamento ambientale.

Scrive per noi

Adelaide Rruga
Adelaide Rruga è una studentessa della classe 3AT Scuola Secondaria di 1° grado Prandoni di IC Como Lago, Torno (CO) (anno scolastico 2025-26)