Green jobs per i giovani. Un esempio dalla Sicilia
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L’attenzione all’ecologia conquista terreno anche nei corsi di formazione professionale e negli stage in azienda. Lo si è visto a Catania, dal 5 al 7 settembre, alla XXIV edizione del Seminario di Formazione Europea promosso dal CIOFS-FP, Centro Italiano Opere Femminili Salesiane – Formazione Professionale, dedicato quest’anno all’apprendistato.
Non solo pasticcieri, estetiste o tornitori, quindi, ma anche “addetti alle energie rinnovabili” o“esperti delle filiere bioenergetiche derivanti da biomassa”. E con un’attenzione all’etica, perdipiù.
Di che si tratta? Di corsi professionali per giovani e meno giovani, occupati o disoccupati, diplomati e non, persino laureati, che alle lezioni di coltura delle biomasse per energia, produzione di biocarburanti ed elettricità, di bioetanolo, biodiesel e biogas (e con quello che costa oggi la benzina la cosa suona più che incoraggiante), di educazione ambientale, certificazione energetica, impianti fotovoltaici ed eolici eccetera affiancano indispensabili stage pratici.
In Italia, e non solo. L’iniziativa che ci è piaciuta di più è quella che coinvolge un’innovativa azienda di Modica, in provincia di Ragusa. La Energis, che collaboratrice del CIOFS-FP Sicilia per un corso sul fotovoltaico, ha alle spalle una storia davvero speciale che discende da rapporti di amicizia e rispetto con alcuni missionari. E qui ci spostiamo in Africa, o meglio nella Repubblica Democratica del Congo, dove l’acqua potabile è notoriamente un bene prezioso quanto raro, così come l’elettricità. Un progetto che, attraverso la formazione in loco di giovani africani della diocesi di Butembo, gemellata con quella siciliana di Noto, ha consentito di creare in alcuni villaggi dell’area impianti per alimentare con tecnologia fotovoltaica le pompe per il trasporto dell’acqua dalla sorgente. Quella stessa acqua la cui raccolta, non sempre da fonti incontaminate, è diversamente appannaggio delle donne, tanto spesso, per quel compito, vittime di stupri e violenze. Un’acqua finalmente pulita che aiuta a contenere infezioni, diarrea, malattie come il colera… E il progetto continua: ora servono due pompe solari per un altro villaggio e due per l’ospedale. E naturalmente occorrono fondi per acquistare i materiali necessari all’impianto e per formare alle nuove tecnologie altri giovani.
11/09/2012
Bianca Rappis
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