Smontare i miti sulla migrazione, l’analisi di Hein de Haas
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Quando si parla della migrazione contemporanea, spesso ci si trova immersi in un mare di confusioni e miti. La definizione precisa di migrazione riguarda un cambiamento di residenza abituale oltre un confine amministrativo, cioè trasferirsi stabilmente in un altro luogo per almeno sei mesi o un anno, senza considerare il motivo del trasferimento, e distinguendo chiaramente questo processo dal semplice spostamento internazionale.
Il fenomeno migratorio suscita sentimenti complessi e ambivalenti, ma il dibattito politico – ormai fortemente polarizzato e ridotto a schieramenti pro e contro – non riesce a rendere giustizia a questa complessità. Dalla fine della Guerra Fredda, infatti, i politici occidentali hanno intrapreso una vera e propria “guerra” contro l’immigrazione, investendo risorse considerevoli per limitare l’ingresso di lavoratori stranieri e delle loro famiglie. Da decenni, politici di ogni orientamento promettono riforme nel sistema di accoglienza e di controllo dell’immigrazione, ma tutti i governi hanno costantemente mancato di mantenere le loro promesse. Inoltre, chi ci governa ha ignorato le evidenze scientifiche riguardo i trend, le cause e gli effetti delle migrazioni, seminando invece paure infondate e diffondendo disinformazione.
Anche gruppi di interesse come i sindacati e le lobby commerciali tendono ad esagerare i presunti danni (o benefici) delle migrazioni, mentre le agenzie delle Nazioni Unite spesso gonfiano o travisano i numeri di migranti e rifugiati per ottenere visibilità e finanziamenti. Comprendere la vera natura e le radici del fenomeno migratorio sarebbe fondamentale, sia per ogni cittadino che legge libri sia per ogni membro della comunità. La migrazione è infatti un fenomeno che appartiene all’umanità in ogni tempo ed è radicato nella nostra storia.
Il contributo di Hein de Haas
Il sociologo e geografo olandese Hein de Haas (1969), che ha vissuto e lavorato nei Paesi Bassi, in Marocco e nel Regno Unito, è stato per lungo tempo direttore dell’International Migration Institute dell’Università di Oxford. Oggi insegna ad Amsterdam e offre un’analisi dettagliata e ben documentata della migrazione contemporanea, basata su trent’anni di ricerche sul campo e una vasta letteratura scientifica. Il suo libro si struttura in tre parti e 22 capitoli, in cui De Haas smonta vari miti sulla migrazione. Ogni capitolo presenta prima il mito, attraverso il titolo e le prime pagine che citano politici e documenti erronei, e poi spiega dettagliatamente come funzionano realmente le cose.
Le critiche del libro sono rivolte principalmente ai politici (talvolta confondendo politica e governo) e agli economisti, ma De Haas non manca di dimostrare un approccio interdisciplinare, curioso e ben documentato. Il suo testo è solido, ma offre anche margini di riflessione su alcuni aspetti che potrebbero essere approfonditi ulteriormente. In particolare, la sua analisi non ignora il cambiamento climatico, ma discute in modo equilibrato e non dogmatico le problematiche connesse, pur non esplorando a fondo il nesso evoluzionistico tra clima e migrazioni.
Nonostante la sua posizione chiaramente favorevole alla migrazione, De Haas si distingue per l’approccio accurato e obiettivo, cercando di superare le divisioni politiche. Condivide con frustrazione il fatto che da decenni, le classi proletarie e sottoproletarie si trovano in gran parte contrarie alla migrazione, un’opposizione spesso guidata da attori istituzionali e culturali influenti. La sua speranza è che la sua analisi possa essere accolta come un contributo che va al di là delle divisioni ideologiche, critica sia la destra che la sinistra, e cerca di offrire una visione equilibrata del fenomeno migratorio.

Migrazioni. La verità oltre le ideologie. Dati alla mano
Hein de Haas
Traduzione di Michele Martino
Sociologia scientifica delle migrazioni
Einaudi Torino
2024 (orig. 2023, How Migrations Really Works)
Pag. 608 euro 24
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- Valerio Calzolaio
- Valerio Calzolaio, giornalista e saggista, è stato deputato (1992-2006) e sottosegretario all’Ambiente (1996-2001). Ha pubblicato numerosi libri sul tema della migrazioni e dei profughi ambientali.
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