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Nel nuovo “.eco” di settembre: ‘Scuole Eco-Attive’, educare alla sostenibilità con uno sguardo critico

| Angelo Mineo

Tempo di lettura: 2 minuti

Nel nuovo “.eco” di settembre: ‘Scuole Eco-Attive’, educare alla sostenibilità con uno sguardo critico
Il numero di settembre 2025 vuole essere un appello al pensiero complesso. Il contributo di Giovanni Borgarello si inserisce perfettamente in questa prospettiva, mostrandoci come la scuola possa essere non solo luogo di apprendimento, ma laboratorio di futuro.

Il numero di settembre 2025 della rivista “.eco” propone un invito a pensare in modo più complesso, più consapevole, più critico. Un invito ad andare oltre le semplificazioni della realtà e i racconti consolatori, per esplorare il reale nella sua ricchezza, nelle sue contraddizioni, nelle sue possibilità. In questo contesto, l’articolo “Le scuole eco-attive, motori partecipativi di sostenibilità” firmato da Giovanni Borgarello rappresenta uno degli esempi più chiari di questa impostazione.


Le scuole eco-attive

Giovanni Borgarello, pioniere dell’educazione ambientale e attivo nel settore delle politiche per l’istruzione in Piemonte presso il Settore politiche dell’istruzione, programmazione e monitoraggio delle strutture scolastiche della Regione Piemonte, ci accompagna all’interno di un’esperienza concreta nata dal basso nel contesto piemontese: quella delle Scuole eco-attive, un progetto che, a partire dal 2022, ha saputo radicarsi nei territori e coinvolgere in modo strutturato sia le comunità scolastiche sia le istituzioni regionali.


La forza del progetto, racconta, sta proprio nella sua non-standardizzazione: nessuna adesione a modelli precostituiti, nessuna ricetta preconfezionata. Ogni scuola costruisce il proprio percorso di transizione ecologica a partire dalla propria storia, dalle proprie risorse, dal proprio territorio, contribuendo così a una comunità di pratiche che si evolve nel tempo, tra ricerca, confronto e azione.
Borgarello non si limita a una cronaca di buone pratiche ambientali, ma mette a fuoco con lucidità la dimensione educativa trasformativa del progetto: le Scuole eco-attive non si propongono solo di “fare” sostenibilità, ma di formare menti critiche e consapevoli, capaci di pensare in modo sistemico e autonomo. Questo è il nocciolo di questo progetto, che si impone di insegnare ad agire con responsabilità, di immaginare futuri diversi e sostenibili.

Il protagonismo attivo degli studenti, l’interazione con il territorio, la cura per le relazioni e per gli ambienti relazionali diventano così elementi costitutivi di un nuovo modo di fare scuola.
In un momento storico in cui la transizione ecologica rischia di essere ridotta a slogan o a tecnicismi, questo articolo ci ricorda che la vera transizione è anche e soprattutto culturale ed educativa, e che la scuola, se messa in condizione di farlo, può essere uno degli attori più efficaci per generare cambiamento.

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Angelo Mineo
Angelo Mineo
Volontario presso l'Istituto per l'Ambiente e l'Educazione Scholé Futuro e laureando all'Università di Torino in Scienze Internazionali. Dopo la laurea triennale in Migration Studies mi sono focalizzato sull'analisi dei fenomeni sociali ed ecologici