I Funghi della Collina torinese nella nuova guida di Igor Boni

Carlo Linneo li aveva attribuiti al regno delle Piante, ma già dal 1817 C.G.D. Nees von Esenbeck (colui che descrisse oltre 7000 specie, tante quante lo stesso Linneo, contemporaneo di W. Goethe) aveva assegnato ai Funghi il rango di Regno a parte. Questo affascinante gruppo di viventi oggi è composto da più di 100.000 specie conosciute, benché la diversità sia stata stimata in addirittura 3 milioni di specie. (Consulta questo link per ripassare i diversi regni del mondo vivente.

Bastano questi motivi a rendere davvero speciale la bella guida al loro riconoscimento nel territorio della Collina torinese, che Igor Boni ha pubblicato in questi giorni d’agosto per i tipi di Daniela Piazza editore. Classe 1968, laureato in Scienze forestali alla Facoltà di Agraria di Torino, il dr. Boni è attualmente Amministratore Unico dell’IPLA, che si occupa di tematiche legate all’ambiente, all’agricoltura, alle foreste, ai suoli e alla pianificazione territoriale. E’ autore di numerose pubblicazioni e di articoli scientifici e divulgativi ed é appassionato di micologia da sempre. Ha infatti ideato il sito www.funghiappennino.it ed oltre ad occuparsi attivamente di politiche ambientali e di diritti umani è anche autore romanzi come il suo ultimo “La foresta dei faggi contorti”.

Questa guida, che descrive oltre 350 specie di funghi, conferma il grande ruolo ecologico dei rilievi che cingono a est l’area metropolitana torinese, inserendo il lavoro nelle attività di ricerca che sono coerenti con le attività della Riserva della Biosfera MaB CollinaPo, come egli stesso narra nell’introduzione che si apre proprio a partire dalla nomina che il Parco del Po torinese ha guidato dal 2015 e che é giunta nel marzo del 2016.

Oltre a fornire una serie di informazioni di base sul Regno multiforme dei funghi, che va dai lieviti alle specie come i mixomiceti sino a funghi cosiddetti superiori (in quanto il loro tessuto produce i corpi fruttiferi visibili a occhio nudo e che i più chiamano erroneamente “fungo”) la guida richiama le 30 specie più importanti e che meritiamo protezione, tra le quali è utile ricordare l’Amanita lactea, una specie legata agli ambienti prettamente mediterranei, che qua e là sopravvivono anche sulla collina torinese come relitti delle antiche flore calde che nei periodi interglaciali si insediarono sui rilievi della pianura padana.

Boni esamina anche i generi principiali ricordando con la Collina torinese rappresenti la patria della Russula.

Insomma non rimane che attrezzarsi, anche consultando il Vademecum del buon raccoglitore http://www.parchipocollina.to.it/foto/Guida.24.09.14.jpg

http://www.parchipocollina.to.it/foto/Guida.24.09.14-pag2..jpeg

per andare alla scoperta di questo Regno e degli ambienti collinari utilizzando la ricca serie di sentieri presenti.(per consultare le escursioni in programma nel 2018 e avere le info sulla rete sentieri http://www.parcopotorinese.it/dettaglio.php?id=46233)

A proposito di raccolta dei funghi é utile ricordare che da poco tempo anche i Parchi regionali possono distribuire i permessi regionali di raccolta e il Parco del Po e collina torinese ha attivo questo servizio. (per info http://www.parcopotorinese.it/dettaglio.php?id=37075 )

Buon cammino e buona osservazione!  Per il buon appetito consultare bene la guida e nel caso di incertezze rivolgersi ai servizi preposti che trovate nel vademecum scaricabile prima indicato.

Scrive per noi

IPPOLITO OSTELLINO
Ippolito Ostellino nasce a Torino il 16 agosto 1959. Nel 1987 si laurea in Scienze Naturali e opera come prime esperienze nel settore della gestione e progettazione di Giardini scientifici Alpini. Nel 1989 partecipa alla fondazione di Federparchi Italia. Autore di guide botaniche e di interpretazione naturalistica e museale, nel 1997 riceve il premio letterario Hambury con la guida ai Giardini Alpini delle Alpi occidentali. Dal 2007 al 2008 è Presidente nazionale AIDAP, Associazione italiana dei direttori dei parchi italiani. Dal 2009 partecipa come fondatore al Gruppo di esperti nazionale sulle aree protette "San Rossore". Nell'area torinese opera in diversi campi: è il promotore del progetto Corona Verde dell'area metropolitana torinese per la Regione Piemonte, e svolge attività di docenza presso il Politecnico di Torino; nel 2008 progetta il format della Biennale del Paesaggio Paesaggio Zero; nel 2009 è autore con i Prof. Pala e Occeli del progetto della ciclovia del canale Cavour ; nel 2011 ha ideato il marchio di valorizzazione territoriale “CollinaPo” sul bacino di interesse dell'area del fiume Po e delle colline torinesi e nel 2016 porta a riconoscimento UNESCO Mab il territorio di riferimento; nel 2016 coordina il tavolo Green infrastructure nel III Piano strategico dell'area metropolitana. Autore di saggi, contributi congressuali e libri sul tema Natura, Paesaggio e Ambiente, nel dicembre del 2012 è stato insignito del premio Cultori dell'Architettura da parte dell'Ordine degli Architetti della Provincia di Torino. Vive e lavora a Torino, dove dirige l’Ente di gestione regionale piemontese “Parco del Po e Collina torinese”.

IPPOLITO OSTELLINO

Ippolito Ostellino nasce a Torino il 16 agosto 1959. Nel 1987 si laurea in Scienze Naturali e opera come prime esperienze nel settore della gestione e progettazione di Giardini scientifici Alpini. Nel 1989 partecipa alla fondazione di Federparchi Italia. Autore di guide botaniche e di interpretazione naturalistica e museale, nel 1997 riceve il premio letterario Hambury con la guida ai Giardini Alpini delle Alpi occidentali. Dal 2007 al 2008 è Presidente nazionale AIDAP, Associazione italiana dei direttori dei parchi italiani. Dal 2009 partecipa come fondatore al Gruppo di esperti nazionale sulle aree protette "San Rossore". Nell'area torinese opera in diversi campi: è il promotore del progetto Corona Verde dell'area metropolitana torinese per la Regione Piemonte, e svolge attività di docenza presso il Politecnico di Torino; nel 2008 progetta il format della Biennale del Paesaggio Paesaggio Zero; nel 2009 è autore con i Prof. Pala e Occeli del progetto della ciclovia del canale Cavour ; nel 2011 ha ideato il marchio di valorizzazione territoriale “CollinaPo” sul bacino di interesse dell'area del fiume Po e delle colline torinesi e nel 2016 porta a riconoscimento UNESCO Mab il territorio di riferimento; nel 2016 coordina il tavolo Green infrastructure nel III Piano strategico dell'area metropolitana. Autore di saggi, contributi congressuali e libri sul tema Natura, Paesaggio e Ambiente, nel dicembre del 2012 è stato insignito del premio Cultori dell'Architettura da parte dell'Ordine degli Architetti della Provincia di Torino. Vive e lavora a Torino, dove dirige l’Ente di gestione regionale piemontese “Parco del Po e Collina torinese”.

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