I muri raccontano l’Agenda 2030

La dimensione estetica nella battaglia per l’ambiente: Torino è diventata la prima città al mondo ambasciatrice dei 17 Global Goals delle Nazioni Unite e del Goal Zero dedicato alla loro diffusione, grazie a un progetto di street art e sostenibilità, sostenuto da Lavazza, diventato anche un libro edito da Feltrinelli che racchiude 18 street artist internazionali,18 opere e 18 muri raccontati attraverso le immagini di Martha Cooper, tra le più importanti fotografe di arte urbana.

Ufo Cinque interpreta l’Obiettivo 11 (Città sostenibili e inclusive). “In varie tradizioni mitologiche – spiega – il cervo ha rivestito un ruolo significativo. In particolare, il rinnovo periodico del suo palco è stato visto come simbolo della fecondità, del rinnovo continuo della vita, dei ritmi di crescita, morte e rinascita. Il palco di corna del cervo nell’opera si trasfigura in rami di alberi, che proteggo un grande nido con all’interno un uovo, ovvero l’uovo cosmico, identificato anticamente con l’anima del mondo. Nella parte superiore dell’opera, una città si eleva sopra tutto, la città ideale, che non può esistere senza il suo essere sostenibile, se non in armonia con il ciclo della vita naturale.”

La Street Art da arte clandestina ad arte pubblica, grazie all’iniziativa di Lavazza. I muri prendono a parlare proprio nella città del lavoro, Torino. E si sposano con i 17 goals della sostenibilità. La Street art è espressione – parola chiave dell’avanguardia artistica del Novecento. “I muri parlano”, come ha detto Armando Testa. E parlano di critica sociale e sono strumento creativo di riflessione. Sembra di sentire parlare Bertolt Brecht:
“Quello che amo
mi ha detto
che ha bisogno di me.”
Quello che amiamo, quello che ci sta attorno ha bisogno di noi. Dell’arte come coscienza critica dell’arte che porta in primo piano “A world on the walls”.
La città metropolitana è, ancora una volta, all’avanguardia, 18 muri ci regalano l’immaginario fantastico, un immaginario semplice e senza filtri, com’è proprio dell’arte muraria, per sensibilizzare sui temi della sostenibilità con la vibrazione dell’arte.
Un esempio: “La balena” di Porta Palazzo (di cui parla Fijodor, portavoce degli artisti che operano sul territorio): è una balena fatta di spazzatura perché è uno degli animai che patiscono di più l’inquinamento del mare. Il messaggio è immediato, come un manifesto politico.

L’Obiettivo 13 (Clima) visto da Mantra, che spiega: “Partecipando al progetto “Toward 2030 What are you doing?”, la mia intenzione è quella di mostrare, attraverso la pittura, la grande perdita di biodiversità che affligge oggi l’umanità.
Questo murales mostra decenni di farfalle morte, provenienti dal Piemonte e dal resto d’Italia, dall’Europa e da altri continenti.
Durante il secolo scorso, la popolazione di farfalle del nostro pianeta si è ridotta drasticamente, diminuendo di oltre l’80%.
La specie più emblematica al mondo, la farfalla monarca (Danaus plexippus), famosa per la sua straordinaria migrazione – lunga diverse migliaia di chilometri – dal Messico al Nord America, negli ultimi decenni ha visto la sua popolazione ridursi di oltre il 90%.
Questa estinzione a livello globale è un grave monito, direttamente collegato ai cambiamenti climatici a cui stiamo assistendo oggi.
Chi non ama le farfalle o non rimane affascinato dai loro colori, dall’eleganza e dal grande mistero che avvolge la loro metamorfosi?
Lo sguardo viene naturalmente attratto dal blu inteso delle ali della farfalla morfo (Morpho Menelaus), la sola rimasta in vita in cima a un mucchio di farfalle morte.
Questa tragedia mi tocca profondamente e spero che la mia arte possa dar voce a tutte queste estinzioni silenziose. È un tentativo, nella cornice di una delle città più rappresentative del mondo, Torino, di mettere l’umanità di fronte alle proprie responsabilità, mostrandole quali sono le conseguenze del nostro stile di vita moderno, direttamente collegato a questo tragico fenomeno.”

Così i muri della città del lavoro finiscono per parlare delle sofferenze della natura.
Di tutto questo è testimone il libro pubblicato con il contributo della Fondazione Lavazza intitolato Toward 2030: What are you doing? (Feltrinelli 2019). Torino è diventata la prima città del mondo ambasciatrice dei 17 global goals delle Nazioni Unite del Goal Zero dedicato alla loro diffusione attraverso il progetto di Street Art promosso da Lavazza.

Un calendario

Nasce di qui l’idea di Lavazza di utilizzare gli strumenti artistici con il titolo WHAT ARE YOU DOING? per diffondere e far conoscere al pubblico i 17 goal e la loro portata civile. iniziata nel 2018 con il proprio Calendario d’autore (https://www.lavazza.it/it/magazine/art-and-culture/calendario-2018.html).
Con gli scatti del fotografo Platon, anch’egli impegnato nei temi della sostenibilità, erano stati individuati 17 ambassador cui è stato attribuito un goal di appartenenza: Agassi, Petrini, Jeffrey Sachs, Alexandra Cousteau, Jeremy Renner per citarne alcuni, attraverso le loro Fondazioni e le loro azioni si sono dunque fatti portavoce della divulgazione del messaggio che l’Agenda 2030 porta con sé.

Il murales

In apertura di articolo, il murales di Vesod sull’Obiettivo 4. “Noi esseri umani abbiamo imparato a fare la carta dagli alberi e dalla carta i libri. I libri contribuiscono alla nostra conoscenza. Attraverso la conoscenza comprendiamo che per fare altri libri sarà necessario seminare altri alberi. Idealmente questo rappresenta un ciclo vitale in cui uomo e natura vivono in equilibrio, crescendo insieme.
L’opera intende rappresentare questo ciclo utilizzando simbolicamente l’immagine dell’albero, della carta, del libro, del seme.
Ci si propone di affrontare il tema dell’educazione ponendo l’accento in particolare sull’ educazione alla sostenibilità e sul diritto di apprendimento per tutti, uno dei punti da soddisfare entro il 2030.”

Scrive per noi

TIZIANA CARENA
Tiziana C. Carena, insegnante di Filosofia, Scienze umane, Psicologia generale e Comunicazione, Master di primo livello in Didattica e psicopedagogia degli allievi con disturbi dello spettro autistico, Perfezionamento in Criminalistica medico-legale. È iscritta dal 1993 all'Ordine dei Giornalisti del Piemonte. Si occupa di argomenti a carattere sociologico. Ha pubblicato per Mimesis, Aracne, Giuffrè, Hasta Edizioni, Brenner, Accademia dei Lincei, Claudiana.

TIZIANA CARENA

Tiziana C. Carena, insegnante di Filosofia, Scienze umane, Psicologia generale e Comunicazione, Master di primo livello in Didattica e psicopedagogia degli allievi con disturbi dello spettro autistico, Perfezionamento in Criminalistica medico-legale. È iscritta dal 1993 all'Ordine dei Giornalisti del Piemonte. Si occupa di argomenti a carattere sociologico. Ha pubblicato per Mimesis, Aracne, Giuffrè, Hasta Edizioni, Brenner, Accademia dei Lincei, Claudiana.

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