Il manuale di convivenza uomo-ambiente

Con questo primo articolo, Flavia Napoletano inizia dalla Colombia una serie dedicata alla convivenza umanità-ambiente.

Capitolo 1: Quando la naturale evoluzione biologica non coincide con quella culturale… scappiamo!

Flavia è un nome che attira piuttosto l’attenzione in Colombia nel 2019. Quando ho chiesto le prime volte il perché mi hanno risposto che il popolo colombiano non ha avuto molti contatti con gli stranieri negli ultimi 50 anni – e nemmeno prima in realtà. C’è chi addirittura sostiene che il conflitto interno non sia nato mezzo secolo fa bensì sia parte della natura rivale e vendicatrice che stereotipizza il colombiano medio (Pajaro de verano di Cristina Gallego e Ciro Guerra è un film che esprime perfettamente il concetto). Insomma, atterrata qui poco più di un mese fa non ho ancora capito se sia meglio informarmi riguardo un eventuale cambio di nome o se sarà il mio passepartout per aprire quelle porte chiuse con doppia serratura e filo spinato.

Iván, ecosistema: la Cordillera

Ad una fermata del TransMilenio in Bogotà ho stretto la mia prima amicizia con un colombiano, Iván. Ecologo, attivista ambientale, scalatore, padre e marito… Il tutto concetrato in poco più di 150 cm e 30 anni di vita. Con lui, naturalisticamente parlando, si parla solo di montagne o comunque di superfici su cui ci si possa arrampicare, tra cui i ghiacciai. Oggi in Colombia ne sono presenti quattro su strutture vulcaniche classificate come attive e due su rocce non vulcaniche. Percorrendo il territorio da nord a sud incontriamo: la Sierra Nevada di Santa Marta, la Sierra Nevada El Cocuy o Güicán, il Vulcano Nevado del Ruíz, il Vulcano Nevado Santa Isabel, il Vulcano Nevado del Tolima e il Vulcano Nevado del Huila.

Parlando di eventi idroclimatici estremi, sono state registrate anomalie standardizzate di innumerevoli valori climatologici su scala continentale. Non occorre riempire le righe di numeri ma solo ricordare che nel secolo passato si sono estinte otto formazioni nevose perenni del complesso dei ghiacciai tropicali, di cui a livello mondiale il 99% di trova in Sudamerica.

Le nuove regole del manuale di convivenza uomo-ambiente

Nella complessa sfera di vulnerabilità di cui tutti facciamo parte, ci sono alcune situazioni in cui i rapidi cambiamenti antropici dettano le nuove regole del manuale di convivenza uomo-ambiente. A 5000 metri del massiccio costiero più grande del mondo, la Sierra Nevada de Santa Marta, vivono circa 30.000 indigeni di diverse etnie che vedono trasformato più del 90% di questo ecosistema in meno di 50 anni. Il processo di adattabilità ambientale in questo caso è letteralmente assaltato da invasori armati, l’esercito e i guerriglieri, che si contendono territori prevalentemente per il mercato nero del traffico di droga. Non conosco da vicino i arhuacos, i wiwas, i kogis ed i kankuamos ma sono certa che facciano parte degli 8 milioni di sfollati interni, in particolare di quel gruppo di migrazione detta “forzata” ed io ci aggiungerei “ambientale” anche se il termine non rientra nelle definizioni giuridiche. (La Colombia è il secondo Paese al mondo dopo la Siria per numero di sfollati interni).

Come ci insegna l’antropologia culturale, parlare di indigeni non significa fare riferimento a popoli primitivi perché non c’è un ordine lineare riconosciuto di sviluppo all’interno della specie umana; ciò significa che non esistono i “selvaggi” perché ciascun stile di vita è complesso e adatto come quello di qualsiasi altro.

Ciò che accade in questo caso è ancora una volta la vittoria della cultura occidentale per la rapidità dell’intervento, le risorse a disposizione ed il contagio sociale. Questo è ciò che influisce maggiormente: la tendenza naturale alla comodità ed alla conformità per ottimizzazione le energie che implicano processi complessi quali il pensiero critico e la risoluzione del problemi – no comment.

Processi culturali e biologici non coincidono

Nel frattempo i ghiacciai colombiani si sciolgono ma non spariscono, anzi si espandono. Ora sono dappertutto come piogge torrenziali improvvise, lunghi periodi di siccità e aumento del livello del mare, di cui quasi 400 milioni di persone costiere del nostro pianeta sono testimoni viventi.

Masticando popcorn davanti ad uno schermo stiamo semplicemente assistendo alla scena in cui l’evoluzione dei meccanismi culturali non coincide con quella dei processi biologici. Il nostro migliore adattamento in questo momento è scappare il più lontano possibile dal danno che abbiamo recato, rifugiandoci nella Città ed aumentando così la dipendenza dai nostri artefatti.

E’ decisamente giunto il momento della mia fuga quotidiana all’ultimo piano per osservare il puntuale tramonto colombiano delle 18.00. La frase più degna di citazione che abbia mai sentito riguardo il rispetto dell’ambiente è che bisogna amare la natura semplicemente perché è bellissima.

Scrive per noi

Flavia Napoletano
Flavia Napoletano, biologa ambientale specializzata in gestione del rischio presenta "Il manuale di convivenza uomo-ambiente" dove sviscera dinamiche socio-ambientali, adattamenti in corso e riflessioni tramite storie di incontri e ricerche direttamente dall'America latina. Ha trascorso un anno come servizio civilista in Perù investigando riguardo la percezione del rischio ambientale in comunità native amazzoniche, ed attualmente si trova in Colombia in un progetto di sviluppo del sistema di allerta comunitario per la riduzione del disastri ambientali.
Collabora con il segretariato permanente della rete mondiale WEEC.

Flavia Napoletano

Flavia Napoletano, biologa ambientale specializzata in gestione del rischio presenta "Il manuale di convivenza uomo-ambiente" dove sviscera dinamiche socio-ambientali, adattamenti in corso e riflessioni tramite storie di incontri e ricerche direttamente dall'America latina. Ha trascorso un anno come servizio civilista in Perù investigando riguardo la percezione del rischio ambientale in comunità native amazzoniche, ed attualmente si trova in Colombia in un progetto di sviluppo del sistema di allerta comunitario per la riduzione del disastri ambientali. Collabora con il segretariato permanente della rete mondiale WEEC.

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