Skip to main content

Le sfide dell’anno che verrà

| MARIO SALOMONE

Tempo di lettura: 2 minuti

Le sfide dell’anno che verrà
Con il 14 ottobre, giornata mondiale educazione ambientale, si apre simbolicamente un nuovo anno di attività di una vasta comunità di pratica e di ricerca impegnata nel costruire competenze di sostenibilità.

Simbolicamente, la Giornata mondiale dell’educazione ambientale (che celebriamo ogni anno il 14 ottobre, giorno di apertura della grande conferenza intergovernativa dell’Onu svoltasi nel 1977 a Tbilisi) apre un altro anno di attività 2024-2025.
Per “.eco”, voce storica non profit di chi opera in Italia in ogni campo per costruire competenze, sinergie e iniziative in materia di ambiente e sostenibilità, il 2024 conclude il trentaseiesimo anno di pubblicazioni. Per tutta la rete WEEC Italia, di cui “.eco” è organo, prende il via un percorso dedicato al “fare comunità” come strumento di transizione socioecologica dei territori e di resilienza in un’era di policrisi.ne abbiamo parlato il 3 e 4 ottobre in un incontro a Ischia, dove torneremo in primavera.

Gli obiettivi internazionali

Per tutta la rete mondiale, già da mesi impegnata nella preparazione del prossimo congresso mondiale (nel 2026 a Perth, Australia), prosegue la fase preparatoria di una grande ricerca internazionale sull’apprendimento, annunciata al dodicesimo WEEC insieme a Carlos Alvarez Pereira, segretario generale del Club di Roma.
Si tratta di riprendere le grandi intuizioni di uno dei più significativi rapporti al Club di Roma: No limits to learning (fu tradotto in italiano con Imparare il futuro), uscito nel 1979 con un titolo che ribaltava il famosissimo primo rapporto The limits to growth: non ci sono o, meglio, non devono esserci limiti alla crescita (immateriale) della capacità umana di fronteggiare la crescente complessità e gravità dei problemi globali, colmando l’attuale gap dovuto anche a un apprendimento conservatore. Il nuovo rapporto cui stiamo lavorando in stretta collaborazione con il “think tank” fondato nel 1968 dall’italiano Aurelio Peccei.

Un impegno quotidiano, per attraversare il labirinto della policrisi

Ogni giorno, in realtà, è il giorno dell’ambiente e dell’educazione ambientale. Tutti gli esseri umani sono l’ambiente che hanno plasmato nel corso dell’evoluzione: c’è stata un’opera di “Terraformazione” (come la chiama Amitav Ghosh riprendendo un tema della fantascienza) e su questo pianeta “formato” dall’umanità viviamo sconvolgimenti climatici, guerre, interessi in conflitto, disagio sociale, disuguaglianze e ingiustizie: una “policrisi”, appunto, come sempre più spesso si tende a chiamare l’era che stiamo attraversando.
Un attraversamento richiede scelte tra diversi futuri possibili o probabili e tra i modi che abbiamo individuato per trovare la strada migliore (e non “distrarci al bivio”) c’è quello di pensarci e agire localmente come comunità parte di una planetaria comunità di destino: comunità verdi, comunità energetiche rinnovabili, comunità educanti, cooperative di comunità,… in una realtà polarizzata tra centri e periferie, tra oligarchie e popoli, tra il troppo dell’iperconsumo e del lusso e il troppo poco di servizi, istruzione, cure, trasporti pubblici, qualità della vita, ambienti salubri.

Scrive per noi

MARIO SALOMONE
MARIO SALOMONE
Sociologo dell'ambiente, giornalista e scrittore, Mario Salomone dirige ".eco" dalla fondazione (1989), è autore di saggi, romanzi e racconti e di numerosi articoli su quotidiani e riviste. Già professore aggregato all'Università di Bergamo, è Segretario generale della rete mondiale di educazione ambientale WEEC, che realizza ogni due anni i congressi del settore.