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Norberto Bobbio e l’educazione democratica: la lectio magistralis del passato per il presente e futuro

| Federica Colucci

Tempo di lettura: 4 minuti

Norberto Bobbio e l’educazione democratica: la lectio magistralis del passato per il presente e futuro
La lectio magistralis di Norberto Bobbio del 1990, recentemente riproposta in versione integrale nel nuovo numero di .eco, l’educazione sostenibile, rappresenta ancora oggi un fondamentale punto di riferimento per comprendere il legame tra educazione e democrazia.

Nel 1990, Norberto Bobbio teneva una lectio magistralis destinata a lasciare il segno: una riflessione lucida e profonda sul legame inscindibile tra educazione e democrazia. Oggi, a distanza di oltre trent’anni, quella lezione torna di grande attualità, riproposta in versione integrale nel nuovo numero di .eco, l’educazione sostenibile. In un’epoca segnata da crescenti disuguaglianze, crisi ambientali e una diffusa disaffezione verso la partecipazione politica, le parole del filosofo torinese Norberto Bobbio ci invitano a interrogarci sul ruolo della scuola nella formazione di cittadini critici, consapevoli e responsabili.

Ma quale spazio occupa oggi l’educazione civica nel sistema scolastico? E quali sfide deve affrontare per non ridursi a un semplice esercizio burocratico? Tra il rischio di un’indottrinamento conformista e la necessità di un’istruzione capace di rispondere alle emergenze del presente, il dibattito è più che mai aperto. La ripresa del pensiero di Norberto Bobbio offre l’occasione per riflettere su come la scuola possa (e debba) tornare a essere un pilastro della democrazia.

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Norberto Bobbio, la scuola formi alla cittadinanza democratica e attiva

La lectio magistralis di Norberto Bobbio del 1990, recentemente riproposta in versione integrale nel nuovo numero di “.eco, l’educazione sostenibile”, rappresenta ancora oggi un fondamentale punto di riferimento per comprendere il legame tra educazione e democrazia. Bobbio, uno dei maggiori filosofi della politica del XX secolo, ci invita a riflettere sull’importanza della formazione di cittadini attivi, critici e consapevoli, sottolineando il ruolo centrale della scuola in questo processo.

La lezione di Norberto Bobbio, che inaugurava il Centro per l’educazione di Torino, si colloca in un contesto che non potrebbe essere più attuale: l’astensionismo crescente, la tendenza di alcuni governanti a favorire una società di individui conformisti e poco inclini alla critica, le sfide di una società sempre più multietnica. L’educazione democratica, secondo Bobbio, non è solo un complemento del sistema educativo, ma una sua componente essenziale per garantire una società giusta e partecipativa.

A questa visione si ricollega il contributo di altri intellettuali e pedagogisti presenti nel numero di marzo di “.eco”, come David W. Orr e Domenico Chiesa, che nei loro studi hanno sottolineato la necessità di un’educazione in grado di affrontare le sfide ambientali e sociali del nostro tempo. Orr, una delle voci più autorevoli del pensiero ambientale, ha insistito sull’importanza di un’istruzione orientata alla sostenibilità, mentre Chiesa ha promosso un modello di scuola inclusiva e democratica, capace di formare cittadini responsabili e attenti al bene comune.

Nel 2024, il Ministero dell’Istruzione ha introdotto nuove linee guida per l’educazione civica, a cui si è aggiunto, nel 2025, l’annuncio di ulteriori indicazioni nazionali per la scuola primaria e secondaria di primo grado. Tuttavia, l’ispirazione conservatrice e regressiva di queste direttive rischia di svuotare l’educazione civica della sua funzione critica, trasformandola in un adempimento burocratico o, peggio ancora, in uno strumento di conformismo e indottrinamento. Fortunatamente, come precisato dal ministro stesso, tali linee guida non sono prescrizioni vincolanti, lasciando dunque spazio all’autonomia delle scuole e degli insegnanti per proporre percorsi educativi più avanzati e coerenti con le sfide del presente.

Tra queste sfide, la più urgente è senza dubbio la crisi climatica. Il riscaldamento globale, causato da un modello economico che privilegia il profitto rispetto alla sostenibilità, si intreccia con altre crisi sistemiche: il crollo della biodiversità, l’inquinamento diffuso, l’incapacità della politica internazionale di affrontare in modo coordinato le emergenze ambientali, nonché i conflitti e le violenze che si moltiplicano in tutto il mondo. Di fronte a questo scenario, l’educazione civica non può limitarsi a un insieme di nozioni teoriche, ma deve diventare uno strumento per formare cittadini consapevoli e pronti ad agire per il cambiamento.

Il rischio che questa disciplina venga ridotta a una mera raccolta di luoghi comuni è concreto, ma è altrettanto vero che l’educazione civica potrebbe e dovrebbe essere il cuore pulsante dell’intero sistema scolastico. L’obiettivo non può essere quello di impartire nozioni astratte o di imporre un’ideologia, ma di costruire “teste ben fatte”, capaci di pensiero critico, di analisi autonoma e di apertura verso il futuro. L’educazione civica dovrebbe permeare ogni aspetto dell’insegnamento, contaminando tutte le discipline e facendo della scuola il luogo in cui si apprendono non solo competenze, ma anche valori e responsabilità.

In questa prospettiva, l’eredità di Norberto Bobbio si rivela di straordinaria attualità. Il filosofo torinese ci ricorda che la democrazia non è mai un traguardo acquisito una volta per tutte, ma un processo che richiede costante impegno e vigilanza. Senza un’educazione che sviluppi la capacità di giudizio autonomo e la partecipazione attiva, la democrazia rischia di trasformarsi in un guscio vuoto, esposto alle derive autoritarie o all’indifferenza dei cittadini.

L’educazione civica, quindi, non può essere relegata a un’ora settimanale di lezione, né può essere improntata su una visione semplificata e dogmatica della realtà. Essa deve diventare il filo conduttore di un’istruzione che prepari i giovani non solo a essere cittadini del proprio paese, ma cittadini del mondo, in grado di comprendere e affrontare le sfide globali con responsabilità e spirito critico.

Il nuovo numero di “.eco, l’educazione sostenibile” offre un’importante opportunità per approfondire questi temi, riproponendo la lectio di Norberto Bobbio insieme a contributi di grande rilievo. Nei numeri precedenti, l’analisi di Francesco Ingravalle sulle nuove linee guida ministeriali e l’articolo di Mario Salomone sulla “Diseducazione civica” hanno contribuito a chiarire il contesto attuale e le possibili direzioni che l’educazione dovrebbe seguire per rispondere alle sfide di una società in rapido cambiamento.

La scuola ha una missione che va ben oltre la trasmissione di conoscenze: essa deve formare cittadini consapevoli, critici e solidali. Questo è il messaggio che Norberto Bobbio ci ha lasciato, ed è anche la sfida che oggi più che mai dobbiamo raccogliere.

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Scrive per noi

Federica Colucci
Federica Colucci
Giornalista e project manager con esperienza nella comunicazione ambientale e nell’organizzazione di eventi internazionali. Collabora a progetti che promuovono la sostenibilità e l’educazione ambientale attraverso il giornalismo e la gestione di reti globali.