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Passione, curiosità, amore: l’umanità e lo spirito di Fulco Pratesi

| Antonio Bossi

Tempo di lettura: 2 minuti

Passione, curiosità, amore: l’umanità e lo spirito di Fulco Pratesi
Gentile e insieme autorevole, enciclopedico ma mai invadente, sono alcune delle qualità di Fulco Pratesi, fondatore di WWF Italia e suo presidente per molti anni. Per chi si occupa di educazione e formazione la sua eredità è uno stimolo a comprendere i valori della sostenibilità, dell’equilibrio e del rispetto per gli ecosistemi.

Leggi anche “Fulco e Gabriella, due perdite per ambiente“, di UGO LEONE, “Con Fulco Pratesi un investimento sull’azione educativa e i giovani” di MARIA ANTONIETTA QUADRELLI e “Fulco Pratesi e noi. La targa che non si può staccare“, di MARIO SALOMONE.

(Nell’immagine di apertura, Fulco Pratesi agli Astroni – Foto Ciro Fosco_Foto archivio WWF Italia)

Ho conosciuto Fulco Pratesi alla fine degli anni ’80 quando, iniziata da poco la mia avventura come volontario al WWF, invitammo Fulco per una conferenza. Nella nostra sezione conoscevamo già il suo lavoro, ma a colpire tutti furono la sua passione straordinaria per la natura, la sua curiosità infinita e il suo amore per il mondo animale, mai teorico o astratto, che si manifestava concretamente in ogni suo gesto e parola. Quando parlava di biodiversità o di habitat naturali, la sua voce si faceva carica di quella speranza che nonostante le difficoltà, faceva capire che si potesse fare la differenza.

Fulco Pratesi con la moglie Fabrizia (foto Archivio WWF)

L’ho poi incontrato altre volte al WWF, e in ogni occasione rimanevo colpito dalla sua capacità di coinvolgere chiunque, non solo attraverso le sue conoscenze enciclopediche, ma anche con la sua umanità e il suo spirito. Ricordo la sua gentilezza, mai invadente, ma sempre pronta a condividere un consiglio, una riflessione, una risata. La sua figura, al contempo rigorosa e accessibile, è stata una guida per molti, compreso me. Fulco era un uomo che ci insegnava non solo a guardare, ma a vedere davvero la bellezza e le fragilità che ci circondano.

Essere parte integrante e non dominatori del mondo che ci circonda

Fra i tanti aneddoti ne scelgo uno. Lo raggiunsi un giorno in ufficio perché, nominato membro di una giuria per valutare i disegni inviati dai bambini per un concorso, gli sottoposi una prima selezione di lavori da valutare. Li trovò ovviamente tutti bellissimi (erano disegni di animali), e tutti da premiare. Ma c’erano solo tre premi a disposizione. Decise così d’inventare al momento un “premio speciale” Fulco Pratesi per un lavoro in più, tirando fuori dal cassetto una delle sue tavole originali da regalare al vincitore.

La sua scomparsa lascia un grande vuoto, colmo però di una lezione che non dimenticheremo: il valore di proteggere ciò che amiamo, non solo per noi, ma per le generazioni future.

Un’eredità culturale e un insegnamento che, per chi si occupa di educazione e formazione, è uno stimolo che invita ad andare oltre le conoscenze tecniche o scientifiche e spinge verso l’impegno ad esplorare e comprendere la natura non solo per trasmettere informazioni, ma per generare un profondo senso di rispetto e di connessione con l’ambiente. Un insegnamento che da subito va a comprendere i valori della sostenibilità, dell’equilibrio e del rispetto per gli ecosistemi, partendo dall’osservare con attenzione e stupore ciò che ci circonda, e riflettere nell’insegnamento un modo di vivere più consapevole, dove l’uomo si vede come parte integrante del mondo naturale e non come dominatore.

La figura di un maestro appassionato della natura diventa così un ponte tra il passato e il futuro, tra il sapere tradizionale e quello scientifico, contribuendo a formare una cultura che celebra la bellezza e le fragilità del nostro Pianeta.

Scrive per noi

Antonio Bossi
Antonio Bossi
Antonio Bossi, esperto di educazione ambientale. Ha esperienza pluriennale nella progettazione e nella gestione di percorsi educativi sullo sviluppo sostenibile, la partecipazione e l’educazione all’ambiente. Svolge attività di formazione per ragazzi, insegnanti e adulti, con competenze nella facilitazione e nella gestione dei gruppi.
Ha fatto parte per molti anni dell’Ufficio educazione del WWF Italia. All’interno di Eliante segue i progetti di educazione all’ambiente e allo sviluppo sostenibile e coordina l’attività didattica e di accompagnamento turistico al Parco Regionale del Monte Barro (LC), dove è anche responsabile dei servizi educativi del Museo Etnografico dell’Alta Brianza e del Museo archeologico del Barro.
È membro e collaboratore della rete italiana WEEC (World Environmental Education Congress).