Nuova tappa della Staffetta delle comunità sostenibili: giovani ecosistemi, ecosistemi di giovani
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La Rete WEEC Italia prosegue con la quarta edizione della Staffetta delle comunità sostenibili, un evento simbolico e operativo che attraverserà virtualmente l’Italia nel corso del 2025, coinvolgendo scuole, associazioni, enti pubblici, università e cittadini in un percorso collettivo verso la sostenibilità. Quest’anno, così come nel 2024, la staffetta è dedicata alle esperienze di comunità e in particolare mira a contribuire al raggiungimento dell’Obiettivo 11 dell’Agenda 2030 delle Nazioni unite: rendere città e insediamenti umani inclusivi, sicuri, resilienti e sostenibili.
Vuoi dare un’occhiata alle tappe precedenti della Staffetta delle comunità sostenibili? Ecco gli articoli!
Tappa 1: GINO! Giochiamo a non sprecare, Piemonte
Tappa 2: Area marina protetta Regno di Nettuno, Campania
Tappa 3: Comunità educanti, Toscana
Tappa 4: Arpa Piemonte, Piemonte
Tappa 5: Al Cicapui, Piemonte
Un progetto, due realtà
La sesta tappa della Staffetta delle comunità sostenibili si sviluppa in due contesti, con due tipologie di ecosistemi diversi, ma affetti dallo stesso processo di desertificazione e di perdita di biodiversità: da un lato vi è il territorio padano di Gonzaga (MN), dall’altro la zona litorale del lago di Como. I due territori hanno visto una significativa perdita di biodiversità a causa del notevole impatto antropico su di essi; per questo motivo la Rete WEEC i partner del progetto vogliono promuovere un modello di educazione ambientale trasformativa, inserendola in un processo collettivo che metta al centro le azioni delle comunità.
Come spiega Silvia Crema, attivista della Rete WEEC, ecologa, guida ambientale escursionistica e responsabile della progettazione che ha riguardato l’Istituto Comprensivo di Gonzaga e Pegognaga (MN), una delle ragioni dietro la scelta di mettere in comunicazione territori spazialmente distanti fra loro riguarda la continua riduzione di habitat di collegamento fra aree di interesse naturalistico, la necessità di agire a livello locale per la tutela degli ecosistemi e la voglia/necessità di mettere in campo azioni sinergiche e di rete per un agire comune. Il progetto ‘SCUOLA PRATIca BOSCO’ si è sviluppato in modo indipendente a Gonzaga e Como, analizzando il contesto e cercando di rispondere alle necessità specifiche dei due territori.
Giovedì 22 maggio si terrà un momento di restituzione tra tutte classi dei vari istituti che hanno partecipato al progetto, in cui ognuna di esse racconterà la propria esperienza. Se per alcuni sarà l’occasione per conoscere il lavoro di progetti simili svolti in ambiti diversi, per altri sarà un momento per rincontrare le classi con cui hanno già avuto modo di collaborare.
Il progetto è finanziato con il contributo di Regione Lombardia per il tramite di Fondazione Lombardia per l’Ambiente e vede Istituto per l’ambiente e l’educazione Scholé futuro – Rete WEEC ETS come ente capofila, unito a altri partner attivi sul territorio quali l’Istituto comprensivo di Gonzaga e Pegognaga (MN), l’Istituto Tecnico Agrario “Strozzi” di Palidano di Gonzaga (MN), istituto comprensivo statale Como Lago (CO) e l’Associazione Proteus.
Un progetto di comunità
Come ci dice Paola Iotti, insegnante ed educatrice ambientale, nonché presidente della sezione Lombardia della Rete WEEC, sulla sponda del lago di Como il focus del progetto riguarda il fondale lacustre del bacino di Como, con il supporto del progetto Re-Lake messo in atto dal centro di educazione ambientale e di ricerca Proteus. Nei bacini limitrofi la città, dove le praterie subacquee (un tempo presenti nelle aree costiere del lago) hanno subìto gravi danni e hanno visto una riduzione della superficie con conseguente perdita della biodiversità a causa delle azioni antropiche.

Proteus si è occupata di analizzare lo stato di salute di queste praterie e ha dato avvio al progetto di sperimentazione prelevando stoloni di piante acquatiche da praterie residue, facendole crescere in vivaio per poi riposizionarle nel loro habitat naturale. Le condizioni del vivaio velocizzano il processo di crescita e permettono alle piante, una volta riposizionate nel lago, di essere più efficienti nella ricostruzione delle praterie.
La sperimentazione ha permesso di compiere misurazioni sull’abbattimento della CO2 in acqua e sulle capacità mitigatrici delle piante. Già tre anni fa l’Istituto comprensivo Como Lago ha adottato il primo mq di prateria, un atto simbolico che vuole legare la comunità con il proprio patrimonio ambientale. Attraverso una webcam installata sul fondale lacustre gli studenti hanno preso l’impegno di controllare settimanalmente la prateria, per conoscere, osservare e imparare a conoscere e descrivere l’ambiente lacustre: in questo modo hanno avuto modo di osservare la crescita di un giovane ecosistema, dalla deposizione delle uova delle specie autoctone, al modo in cui i gamberi interagiscono con le praterie.
Anche altre zone del lago maggiormente degradate sono state oggetto d’analisi, attraverso un approccio di citizen science il progetto ha analizzato le condizioni d’inquinamento del lago, della perdita di biodiversità e delle qualità dell’acqua. Quest’anno grazie al bando di Regione Lombardia e all’intervento di un esperto, altri studenti dello stesso istituto hanno collaborato campionando e analizzando l’acqua e allestendo un acquario-vivaio in cui sono state posizionate piccole plantule in attesa di essere posizionate nel lago. Il tutto è avvenuto nell’area prospiciente la scuola di Torno e nel plesso di Palanzo, una scuola montana dello stesso istituto in cui settimanalmente gli alunni si recano per effettuare attività di tipo esperienziale.
L’obiettivo di questo progetto è far affezionare la comunità alla natura che li circonda, per questo motivo giovedì 22 maggio (la sera) si svolgerà un momento di restituzione pubblica con la comunità di Como.

Se il 22 maggio rappresenta un momento di restituzione per le classi di Como, il progetto in provincia di Mantova andrà avanti fino al 30 giugno. Qui il progetto, seguendo l’input della comunità che chiedeva la realizzazione di nuove aree verdi, ha previsto la piantumazione e la gestione da parte dell’istituto comprensivo, grazie ad una convenzione con il Comune e alla volontà della dirigente scolastica, di un nuovo parco urbano denominato “Parco Diffuso” partito a febbraio 2024 e finanziato dal PNRR, il progetto ha inizialmente coinvolto alcuni studenti della scuola secondaria di 1° grado di Gonzaga nello studio delle aree boschive o piantumate già presenti nel comune, per analizzare la biodiversità autoctona.

In questa prima fase le classi coinvolte hanno toccato con mano la biodiversità del proprio territorio, osservando il comportamento della flora durante l’arco dell’anno. In seguito, grazie al supporto della classe 5E indirizzo “gestione ambiente e territorio” dell’istituto tecnico-agrario di Palidano (MN) che ha ideato graficamente la struttura del nuovo parco, sono stati realizzati dei modelli in scala per immaginare e gestire al meglio la futura area verde “parco diffuso”.
Il passo successivo è stato quello della piantumazione, che, grazie ai fondi di Regione Lombardia, in collaborazione con il Circolo Laudato si’ di Gonzaga, ha visto la messa a dimora di circa 160 tra alberi e arbusti autoctoni ad opera degli stessi studenti. Parallelamente, con il supporto di ANSPI, Mantova Ambiente e l’affiancamento sempre dei volontari del circolo Laudato si’ è stata effettuata la messa a dimora di ulteriori 300 tra alberi e arbusti in un’altra nuova area verde urbana denominata “Parco di Lilly”. L’ultima fase del progetto prevede la cura di queste aree (posizionamento dei sistemi di irrigazione, sfalcio, cartellonistica..) che proseguirà chiaramente anche oltre il termine del progetto, fissato per il 30 giugno.
Si è creata così una forma costruttiva di tutoraggio trasversale per una causa condivisa, gli studenti e le studentesse dell’istituto tecnico-agrario hanno conosciuto e fatto da tutor alle classi di scuola media, che avranno modo di rincontrarsi giovedì 22 maggio, in occasione del momento di restituzione. Come suggerisce il titolo del progetto, “giovani ecosistemi, ecosistemi di giovani”.
Perché seguire la sesta tappa della Staffetta delle comunità sostenibili?
“Sarà l’occasione per rendersi conto che ciò che facciamo quotidianamente a scuola non è un gesto isolato, ma è un’azione a più mani, sempre. Per questo progetto e per tante altre progettazioni. È importante che i ragazzi e le ragazze si sentano parte di una squadra che lavora, separatamente, ma per raggiungere gli stessi obiettivi. Questo è quello che emergerà dall’incontro del 22 maggio: i ragazzi saranno i protagonisti, saranno loro a raccontarci la loro esperienza”, così Silvia Crema ci anticipa quello che vedremo giovedì prossimo.
Per chi non potrà partecipare all’evento, il video della Staffetta sarà disponibile sul canale YouTube di WEEC Network, dove sono disponibili anche i video delle tappe precedenti della Staffetta delle comunità sostenibili, in questa playlist
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- Angelo Mineo
- Volontario presso l'Istituto per l'Ambiente e l'Educazione Scholé Futuro e laureando all'Università di Torino in Scienze Internazionali. Dopo la laurea triennale in Migration Studies mi sono focalizzato sull'analisi dei fenomeni sociali ed ecologici
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