Antonio Bossi, un protagonista dell’educazione ambientale in Italia
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(Continuiamo la pubblicazione di testimonianze sulla figura di Antonio Bossi, che ci ha lasciato prematuramente il 7 gennaio 2026. In questo articolo, il ricordo di Maria Antonietta Quadrelli. Maria Antonietta è stata responsabile nazionale del settore educazione del WWF e, insieme ad Antonio e ad altri esponenti dello storico movimento ambientalista internazionale, ha curato per molti anni l’inserto del WWF “Insegnare verde”, pubblicato dalla nostra rivista “.eco”, fin dagli anni ’90 del secolo scorso. Maria Antonietta fa ora parte del Comitato di direzione di “.eco” e dei responsabili scientificii della rete WEEC)
La mattina del 7 gennaio scorso ci ha lasciato Antonio Bossi, educatore e formatore ambientale e per la sostenibilità.
Giovane naturalista, iscritto alla facoltà di Scienze naturali, appassionato e già sensibile alla divulgazione e sensibilizzazione sui temi ambientali, a 24 anni, all’inizio degli anni ’80, si era avvicinato al WWF di Lecco diventando parte del gruppo educazione locale, collaborando poi con il WWF Lombardia e arrivando, a questo punto come professionista, al WWF Italia, il cui ufficio educazione nazionale, in quegli anni, aveva sede a Milano.
Per capire il contesto, nel 1977 si era svolta a Tbilisi la prima Conferenza ONU dedicata all’educazione ambientale, organizzata dall’UNESCO e dal Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (UNEP), che portò alla formulazione della Dichiarazione di Tbilisi, i cui principi sono ancora validi e di grande attualità.
Per alcuni versi, Antonio seguì un percorso comune a tanti altri educatori del tempo, che “inventarono” l’educazione ambientale, un percorso fatto di lavoro sul campo, riflessioni, dialogo con i docenti e autoformazione. Sostenuto da una grande motivazione e curiosità, una solida cultura naturalistica, un grande rigore etico e di pensiero, Antonio poté crescere anche grazie al confronto con le realtà nazionali ed europee, allora più all’avanguardia nel campo dell’educazione ambientale, tra i primi nel tempo i WWF Svizzera e Germania e il Cirea di Parma).
Parte importante del gruppo storico del WWF
Antonio ha condiviso ed è stato parte importante del gruppo storico che, trasversale al mondo della ricerca universitaria (si pensi al laboratorio di ricerca dedicato all’educazione ambientale e alla sostenibilità, CIREA di Parma, il Centro Europeo dell’Educazione CEDE di Villa Falconieri a Frascati), dell’associazionismo ambientale (Italia Nostra, LIPU e WWF cui si aggiunse nel 1980 Legambiente), di realtà territoriali come il Laboratorio Didattico sull’Ambiente di Pracatinat (Torino) e delle associazioni più innovative di docenti (per esempio il Movimento di Cooperazione Educativa MCE) ha portato nel 1997, grazie a un percorso decennale, alla cosiddetta Carta di Fiuggi o Carta dei Principi per l’educazione ambientale orientata allo sviluppo sostenibile e consapevole.
Nel WWF Italia Antonio Bossi seguiva i progetti per le scuole e, grazie al suo continuo aggiornamento sui contenuti scientifici elaborati dai vari uffici dell’associazione (energia, territorio, sostenibilità, ecc.) e all’attenzione alla divulgazione e alla didattica, diventò, dagli anni ’90 al 2012, protagonista di uno degli strumenti identitari più innovativi del WWF Italia: la collana di Quaderni di educazione ambientale dell’associazione.
La collana dei QEA WWF aveva favorito la diffusione, nelle scuole, di informazioni scientifiche e proposte didattiche per imparare facendo su tantissimi argomenti: dalle aree protette alle foreste, ai fiumi, dal cambiamento climatico alla biodiversità, da immaginare il futuro alle Agende 21, dalla progettazione partecipata del quartiere alla conoscenza critica della pubblicità, dai giardini scolastici all’alimentazione sostenibile[i].
Impegnato nella progettazione
L’approccio dell’imparare facendo, identitario dell’Associazione, vedeva Antonio impegnato nella progettazione di laboratori didattici, di contesti e azioni per l’apprendimento. Molti di questi quaderni erano il prodotto di progetti articolati che prevedevano attività di documentazione e valutazione, anche questi temi a lui cari, che lo misero in contatto con il mondo della ricerca, con realtà come il CEDE (poi Invalsi) di Frascati e in particolare con il lavoro di Michela Mayer e Bruno Losito.
Antonio Bossi era conviviale e interessato agli altri sia che si trattasse di un confronto concettuale sia che questo fosse affettivo, privato. Queste sue caratteristiche lo rendevano naturalmente disposto verso l’accoglienza, il confronto, la collaborazione, elementi questi fondamentali di proposte di progettazione partecipata, cittadinanza attiva, partecipazione, cooperazione e gestione non violenta del conflitto che il WWF, con Antonio protagonista, propose al suo interno (staff centrale e operatori sul territorio) e all’esterno, alle scuole e alle comunità, a partire dagli anni ’90.
Nel 2012 l’esperienza di Antonio con il WWF si era interrotta e lui aveva partecipato alla nascita della Cooperativa Eliante[ii] una non profit attiva nel campo della sostenibilità ambientale che lavora in particolare sui temi dell’educazione, della protezione della biodiversità, della comunicazione e della partecipazione, del turismo responsabile e della cooperazione internazionale.
Direttore della sezione lombarda della Rete WEEC
Antonio Bossi era il responsabile delle attività educative gestite dalla Cooperativa Eliante presso il Parco del Monte Barro, in convenzione con l’Ente Parco. Con questo ruolo coordinava l’organizzazione e l’erogazione dei servizi di educazione ambientale per scuole e gruppi, promuovendo percorsi di scoperta della natura, della biodiversità, della storia e della cultura del territorio.
Oltre a questa attività, era attivo nel campo della formazione dei formatori, docenti, guide ambientali ed educatori, nonché direttore della sezione lombarda della Rete WEEC – la rete mondiale per l’educazione ambientale, da cui è nato anche il ramo italiano (Rete WEEC Italia).
Io l’ho conosciuto alla fine degli anni ’80 e ho condiviso con lui una delle più belle collaborazioni ed esperienze professionali che abbia avuto: gli stage di formazione ambientale degli educatori della Scuola regionale per operatori sociali di Milano. Per una decina di anni presso il rifugio del Monte Legnone (CO), proponemmo, affiancati da un docente di psicologia e una di pedagogia, a studenti che avevano scelto di lavorare in contesti di prevenzione e gestione del disagio sociale, la relazione con la natura come elemento educativo.
La preparazione, la disponibilità e l’attenzione agli altri, l’autorevolezza, la pacatezza, il supporto, l’amore per la natura e il territorio, la giocosità e la convivialità, la coerenza sono caratteristiche di Antonio Bossi che ho scoperto e apprezzato nel corso di quelle esperienze che vorrò sempre ricordare.
[i] Consultabili e scaricabili in pdf dall’archivio della piattaforma One Planet School WWF https://oneplanetschool.wwf.it/
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- Maria Antonietta Quadrelli
- Maria Antonietta Quadrelli fa parte della direzione di “.eco” e della comunità scientifica WEEC Network ed è stata responsabile nazionale dell’Ufficio Educazione del WWF.



