Con Fulco Pratesi un investimento sull’azione educativa e i giovani
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Leggi anche il ricordo di Ugo Leone e gli articoli su Fulco Pratesi di Antonio Bossi e di Mario Salomone.
(Nell’immagine di apertura, Fulco Pratesi a Bosco Rocconi con Guido Ceccolini, Fabrizio Bulgarini, Riccardo Nardi negli anni 90 – foto archivio WWF Italia)
Quando nel 1966 Fulco Pratesi prese accordi con il WWF Internazionale per far sì che nascesse l’affiliazione italiana comunicò di voler inserire l’azione educativa e l’impegno verso i giovani tra le priorità della futura programmazione del WWF Italia.
Per capire quanto fosse innovativa questa sua visione va fatto un salto indietro di una decina di anni quando aveva cominciato a farsi strada la questione ambientale e l’UNESCO aveva promosso nel 1945 la costituzione dell’Unione internazionale per la protezione della natura (IUCN).
L’IUCN è tuttora considerata come «la più autorevole istituzione scientifica internazionale che si occupa di conservazione della natura», con la finalità di supportare la comunità internazionale in materia ambientale svolgendo un ruolo di coordinamento e di scambio di informazioni fra le organizzazioni membre (attualmente oltre 1.400 di più di 160 nazioni).

Il WWF era nato a livello internazionale nel 1961 proprio per raccogliere fondi per la conservazione della natura aiutando così l’IUCN, e altri gruppi di conservazione simili, a portare avanti la propria missione. La priorità era il salvataggio delle specie animali e vegetali in via di estinzione e del loro ambiente, mediante campagne mirate e la creazione e il sostegno ai parchi nazionali e alle riserve naturali in tutto il mondo.
L’azione educativa, che prevede tempi lunghi, non sembrava forse necessaria e prioritaria, forse anche perché il mondo anglosassone, da cui prendeva origine il WWF, era caratterizzato da una buona e diffusa cultura naturalistica.
Un fiorire di iniziative
Non era così invece per l’Italia in cui iniziava appena a diffondersi una cultura per la tutela della natura. Fulco si mosse così nella consapevolezza che si dovesse investire nei giovani diffondendo opportunità e strumenti per conoscere la natura e le relazioni che ne collegano le componenti.

Oltre a dare un indirizzo in questo senso, che permise il fiorire all’interno dell’associazione di gruppi giovani, classi socie, i Panda Club, vacanze e volontariato giovanile in natura attraverso i campi estivi, la rivista Panda Junior, Fulco Pratesi realizzò anche una serie di pubblicazioni che fornirono agli educatori, come la sottoscritta, strumenti che spiegavano l’importanza degli ambienti naturali, i problemi che li minacciano e le soluzioni da adottare.
Tra i tanti voglio ricordare Il Salvanatura, Motta edizioni, del 1972, che spiegava, anche grazie ai suoi bellissimi disegni, alle sue conoscenze naturalistiche ed ecologiche, gli ambienti naturali italiani, cos’è la natura e perché muore, cosa fare subito.
Lo sforzo di comunicare in modo efficace a un pubblico più ampio possibile ciò in cui credeva ne hanno fatto l’autore di guide e di libri di testo per la scuola, il conferenziere efficace, il testimone di un grande sapere fortemente interdisciplinare, di una continua ricerca di coerenza e di un grandissimo amore per la natura.
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- Maria Antonietta Quadrelli
- Maria Antonietta Quadrelli fa parte della direzione di “.eco” e della comunità scientifica WEEC Network ed è stata responsabile nazionale dell’Ufficio Educazione del WWF.



