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Cancro: fare incontrare politiche ambientali e politiche sanitarie

| Mariaclaudia Cusumano

Tempo di lettura: 2 minuti

Le malattie tumorali sono la seconda causa di morte nel nostro paese e spesso sono causate dall’inquinamento di nell’aria, nell’acqua e nel suolo. Lo ha ricordato Aurelio Angelini al congresso nazionale AIL (Associazione Italiana contro Leucemie, Linfomi e Mieloma) “Rischio sanitario e impatto ambientale” che vuole rafforzare attenzione e azione sulla la correlazione tra fattori ambientali e salute umana e non umana, come quella di animali e piante.

(Nell’immagine di apertura, Aurelio Angelini – primo da destra – con il presidente del Consiglio superiore di sanità Franco Locatelli e il presidente dell’AIL Pino Toro)

Si è svolto venerdì 5 maggio a Roma il convegno nazionale AIL “Rischio sanitario e impatto ambientale”.

Esperti nel campo della medicina, delle scienze sociali e ambientali, esponenti delle istituzioni e dell’associazionismo hanno richiamato all’impegno etico della prevenzione e della cura per migliorare le condizioni di vita e di salute della popolazione e costruire una società del benessere, promuovendo misure urgenti di sanità pubblica.

Il convegno AIL ha voluto mettere al centro il tema della prevenzione, quale strumento di protezione e tutela della salute umana, ponendo l’accendo, tra le altre cose, sull’importante ruolo che esercitano le associazioni nel nostro paese sia in ambito sanitario come l’AIL, ma anche le associazioni ambientaliste come Greenpeace e Legambiente.

Stili di vita appropriati

L’obiettivo del convegno è molto ambizioso, ha dichiarato (con un intervento che ha avuto ampia risonanza sulla stampa italiana e estera) Aurelio Angelini, docente di Sociologia dell’ambiente e del territorio dell’Università Kore di Enna (e condirettore di “.eco” e “Culture della sostenibilità”): bisogna riuscire a far incontrare le politiche ambientali con le politiche sanitarie partendo dal principio che un ambiente più sano genera condizioni di vita più salubri. Viceversa, tutti i dati ci dicono che le principali malattie tumorali sono generati da un bioaccumulo nell’aria, nell’acqua e nel suolo.

Le malattie tumorali sono la seconda causa di morte nel nostro paese. Si tratta di fare un’alleanza per politiche sanitarie che non siano soltanto di cura, ma anche di prevenzione volte a ridurre le sorgenti inquinanti per contrastare la malattia del secolo.

Allo stesso tempo possiamo interagire dentro questo processo attraverso la scelta di stili di vita appropriati che permettano di poter contrastare l’insorgere delle malattie, da un lato dobbiamo curare la nostra attività fisica, l’Oms ci raccomanda 5.000-7.000 passi al giorno per tenere il nostro organismo attivi, dall’altro della scelta dell’alimentazione e dai luoghi che frequentiamo.

Vivere più a lungo e meglio

Dobbiamo creare una triangolazione tra politiche sanitarie, politiche ambientali e stili di vita che svolgono una funzione proattiva, ma allo stesso tempo rivendicare politiche appropriate che permettano di vivere più a lungo e meglio.

Il presidente AIL, Pino Toro ha dichiarato: questo convegno chiama a raccolta medici, scienziati e sociologi, finché l’ambiente e la salute possano camminare in maniera parallela per prevenire e curare.

Negli ultimi anni ci sono state numerose evidenze scientifiche che hanno messo in luce la forte correlazione tra fattori ambientali e salute umana e non umana, come quella di animali e piante, che contribuisce ad accrescere l’impatto sulla mortalità e la morbilità.

Pino Toro: un tema da sottrarre alla marginalità

Un tema che AIL con questo convegno ha voluto portare al centro del dibattito tra associazioni e con le istituzioni, per “tirarlo fuori dalla marginalità a cui spesso, purtroppo, è ancora relegato nel dibattito pubblico del nostro Paese”.

AIL intende per questo “rafforzare” il dibattito sul tema della salute anche sul piano istituzionale, incoraggiando l’adozione di “opportune strategie per la tutela della salute e degli ecosistemi, in base ai principi e ai diritti contenuti negli articoli 9 e 32 della nostra Carta costituzionale”.

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Mariaclaudia Cusumano