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Ceruti: “Educare alla cittadinanza planetaria, non alla sudditanza”

| MARIO SALOMONE

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Ceruti: “Educare alla cittadinanza planetaria, non alla sudditanza”
Mauro Ceruti interviene nel dibattito sull’educazione. Nel mondo interconnesso dell’interdipendenza la scuola deve aprirsi alla complessità dei cambiamenti culturali, economici, geopolitici, tecnologici. Occorre costruire una cittadinanza insieme locale, nazionale, europea e globale. Incombe invece sulla scuola una riforma che guarda all’indietro e che propone un’educazione alla sudditanza. Il grande filosofo della complessità replica, indirettamente, alle indicazioni ministeriali di Valditara e dei suoi pedagogisti.

Con un intervento sul “Sole 24 Ore” del 27 febbraio, Mauro Ceruti, riferimento internazionale in campo filosofico e pedagogico del pensiero ispirato alla complessità, prende posizione sulle riforme del ministro Valditara, in parte attuate in parte in via di realizzazione, e risponde indirettamente alla pedagogista barese Loredana Perla.

Essere “patrioti” è il verbo-mantra della presidente della commissione che per il MIM ha messo mano (o mano-messo) alle nuove indicazioni per i programmi della primaria e della secondaria di secondo grado. “Patria”, “Nazione”, “identità” sono le “keywords” della retorica retrograda e reazionaria della destra al governo.

Mauro Ceruti ha buon gioco a ricordare il momento che «stiamo vivendo attraverso le crisi globali (la pandemia, il riscaldamento globale, la guerra…), che ci rivelano appunto la complessità del nostro mondo, in cui ogni evento locale può comportare conseguenze che si amplificano su scala globale, e in cui perciò tutto può cambiare in modi improvvisi, imprevedibili. Più i problemi diventano multidimensionali, più è difficile affrontarli, per la difficoltà di comprenderli nella molteplicità di aspetti intrecciati e non separabili gli uni dagli altri».

Un pensiero antiscientifico e antistorico, inadeguato alla realtà contemporanea

La politica culturale della destra, insomma, non è solo nazionalista e autoritaria (e dunque pericolosa per le libertà civili e la democrazia), ma è del tutto inadeguata (volontariamente inadeguata è più che un sospetto) di fronte alla realtà contemporanea e al suo intreccio di elementi. Antistorica come lo era il tentativo del Congresso di Vienna di ristabilire l’ancien régime, antiscientifica di fronte alle evidenze della crisi climatica ed ecologica.

Anche l’identità è un feticcio “fake”: «Come persone e come comunità nazionali – sottolinea Ceruti nel suo articolo sul “Sole 24 Ore” – abbiamo, attraverso l’intreccio di tante storie, una identità plurale, complessa. E, pur continuando a essere insediati in una dimensione locale, facciamo di fatto sempre più parte di molteplici scenari globali. La storia globale non è la semplice somma di tante storie locali… La patria terrestre non è un patchwork di patrie locali…».

Ibridazioni, migrazioni, contaminazioni, del resto, hanno contraddistinto tutta la storia dell’ominazione e l’Italia, al centro del Mediterraneo, ne è forse una delle prove più chiare.

Una crisi planetaria e cattive soluzioni

Viviamo, ammonisce ancora Mauro Ceruti, «una crisi ecologica sempre più drammatica», per cui diventa «prioritario educare a una nuova alleanza con la Terra». Viviamo il «ritorno tragico e imprevisto della guerra in Europa», per cui dobbiamo «educare alla cittadinanza plurale e planetaria» come priorità ineludibile.

In un mondo in cui tutto è interdipendente con tutto, ricorda Ceruti, la sfida per la scuola diventa più difficile ma sempre più importante. Occorrono schemi di pensiero nuovi: l’innovazione da cercare non è quella digitale, ma culturale. Altrimenti può succedere, come succede, che «Le soluzioni cercate e proposte sono il più delle volte, esse stesse, parte e causa del problema».

Altro che “insegnare l’Italia” (titolo di un libro della professoressa Perla con Galli Della Loggia): qui si tratta di promuovere un nuovo umanesimo. È la sfida, conclude Mauro Ceruti, di «una Paideia per il tempo della complessità, in cui tutto è connesso».

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MARIO SALOMONE
MARIO SALOMONE
Sociologo dell'ambiente, giornalista e scrittore, Mario Salomone dirige ".eco" dalla fondazione (1989), è autore di saggi, romanzi e racconti e di numerosi articoli su quotidiani e riviste. Già professore aggregato all'Università di Bergamo, è Segretario generale della rete mondiale di educazione ambientale WEEC, che realizza ogni due anni i congressi del settore.