Ciò che era giusto. Eredità e memoria di Alexander Langer
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Arriva in libreria l’ultimo libro del saggista e giornalista Goffredi Fofi, Ciò che era giusto. Eredità e memoria di Alexander Langer, edito dalla casa editrice di Bolzano Alphabeta Verlag.
Nel suo nuovo libro Fofi ripropone, in un ampio lavoro editoriale a più voci, l’attualità del pensiero, dell’impegno civile e politico, e della tensione umanistica di Langer, a 30 anni dalla sua scomparsa, avvenuta il 3 luglio 1995. Insegnante, giornalista, traduttore, Langer è stato un politico e militante ecologista e non violento, tra i più importanti esponenti del movimento verde europeo.
L’opera, realizzata in collaborazione con la Fondazione Alexander Langer Stiftung, si inserisce nella collana “Territorio Gesellschaft”. Il luogo e la comunità umana in cui Langer nasce e trascorre la prima fase della sua vita. Originario di Vipiteno/Sterzing, figlio di un medico viennese di origine ebraica e di una farmacista sudtirolese, Langer cresce in un ambiente famigliare culturalmente aperto e tollerante. Vive in prima persona le dinamiche del plurilinguismo e del multiculturalismo dell’Alto Adige/Südtirol. Cresciuto in lingua tedesca, trasferendosi da liceale nella più italofona Bolzano vive la condizione di “minoranza”.
Menschsein: umanità intesa come fare ciò che è giusto e buono
Profondamente credente, attinge i primi ideali universali dal Cristianesimo. Combina con grande naturalezza il senso religioso con l’attivismo sociale e la militanza politica a sinistra. Sin da giovanissimo si impegna a gettare ponti tra lingue e culture diverse. Il Sudtirol è di fatto il laboratorio reale in cui sperimenta un vero e proprio paradigma di costruzione e promozione della convivenza.
Nei suoi scritti giovanili, Langer parla di “Menschsein”: umanità intesa come pratica del mettere costantemente in gioco la condizione di “essere umani”, di fare ciò che è giusto e buono, affrontando la vita con impegno, autenticità e responsabilità. L’“essere umani” è un vero e proprio “mestiere” e non può essere una ricerca solitaria, ma una sollecitazione a costruire relazioni, a prodigarsi per il cambiamento sociale e a vivere con compassione.
L’impegno ecologista
Pace e ambiente sono due facce della stessa medaglia per Langer. Nell’articolo “Azione nonviolenta”, pubblicato su Emergenze n. 6/88 nell’aprile del 1989, scrive:
“Ecco perché la causa della pace non è più separabile da quella dell’ecologia, dalla salvaguardia della natura, così come non è separabile da quella della giustizia e della solidarietà tra i popoli, e tra Sud e Nord del mondo.”
Concetti che risultano straordinariamente attuali, che conservano la loro urgenza nella cronaca quotidiana. Il suo impegno politico e civile si è rivolto verso la costruzione della pace e della convivenza tra i popoli nonché la riconciliazione con la natura, unite all’urgenza di attuare una conversione ecologica della società dei consumi intesa come cambiamento prima di tutto culturale. La ricerca dell’incontro e del dialogo, l’incessante lavoro di costruzione di ponti tra culture, persone ed esperienze diverse si sono accompagnati all’elaborazione di un progetto politico e ad una conseguente azione ecopacifista globale e di stampo federalista a livello europeo.
Molti riconoscono in Langer una visione profetica sui grandi temi della contemporaneità, dall’ambiente alla convivenza tra diversi. Tra i principali animatori di Lotta Continua, fu attento osservatore e traduttore della nascita ed evoluzione dei partiti verdi in Europa e tra i promotori di un primo soggetto politico ecologista in Italia.
Le contraddizioni in un mondo che cambia
Langer muore pochi giorni prima che il conflitto nei Balcani raggiunga il suo culmine con il massacro di Srebrenica. Fu uno dei suoi motivi di strenuo impegno. Da convinto pacifista, di fronte agli orrori della pulizia etnica in Bosnia riconobbe la necessità di un intervento militare.
La guerra in Bosnia mise dunque totalmente in crisi il suo pacifismo. Tra i suoi ultimi scritti, alla fine di giugno del 1995, l’articolo “L’Europa muore o rinasce a Sarajevo” leggiamo: “Se non arriva qualche segnale chiaro che l’aggressione non paga e che a nessuno può essere lecito partire con le proprie conquiste territoriali e conseguenti omogeneizzazioni etniche, allora ogni altro sforzo civile si sgretola o si logora.” Un pensiero applicabile a più di un conflitto in corso oggi nel mondo.
Nel nuovo libro di Edizioni Alphabeta Verlag il testo principale è a firma di Goffredo Fofi, giornalista, saggista, attivista e critico letterario e cinematografico. È un testo molto “personale”, in cui Fofi ricostruisce la figura dell’amico “Alex” attraverso ricordi e aneddoti, ma soprattutto delineandone la figura di intellettuale visionario, di uomo generoso quanto lacerato da dubbi e contraddizioni, di intelligenza acuta quanto sofferta. Pone l’accento sulle radici del suo pensiero e sui “maestri” che ne hanno ispirato visioni e idee, sull’impegno costante e coerente di uomo del dialogo, fautore della convivenza e della nonviolenza. Con qualche amara considerazione sui motivi che spinsero Langer al suicidio, il 3 luglio 1995.
Il libro
Gli scritti di Langer inseriti nella sezione antologica centrale ripercorrono, in ordine cronologico, l’ampio spettro di temi, valori, riflessioni e situazioni storiche cui Langer dedicò la sua attività di militante nella sinistra extraparlamentare, di cofondatore del movimento dei Verdi in Italia e in Germania, di consigliere provinciale in Alto Adige/Südtirol e di europarlamentare tra le file dei Verdi.
“Agire localmente, pensare globalmente”; secondo questo principio possiamo articolare i suoi “scritti scelti” nel seguente ordine tematico: le solide radici cristiane del suo pensiero, la lotta contro ogni forma di ingiustizia sociale, il rifiuto della contrapposizione etnica in Alto Adige/Südtirol, l’ambientalismo come nuova prospettiva “rivoluzionaria”, un nuovo rapporto con la natura e la salvaguardia del creato, la cultura della pace e della nonviolenza, l’importanza del dialogo e la costruzione di “ponti”, l’impegno a favore della risoluzione pacifica dei conflitti scoppiati nei primi anni novanta – in particolare nella ex Jugoslavia – e infine il suo celebre “Decalogo” per la convivenza interetnica.
Per la sua capacità di parlare al presente, il libro si rivolge a un pubblico ampio: ai coetanei di Langer, a coloro che hanno condiviso con lui lotte e ideali, ma soprattutto ai molti giovani che non conoscono questa figura di straordinaria, sorprendente attualità.
Intorno al testo di Fofi, si articolano una serie di contributi che ricostruiscono la vicenda politica, intellettuale e umana di Alexander Langer: una nota di presentazione di Christine Stufferin, presidente della Fondazione Alexander Langer Stiftung; una prefazione dello storico Giorgio Mezzalira; un’introduzione biografica della storica Clara Bassan; un’antologia di testi di Alexander Langer, alcuni dei quali inediti; un’appendice di testimonianze composta da scritti del giornalista Gad Lerner e del sociologo Peter Kammerer; un’intervista finale del giornalista Lucio Giudiceandrea al politico Daniel Cohn-Bendit.

Ciò che era giusto – Eredità e memoria di Alexander Langer
Goffredo Fofi
2025
240 pagine, euro 17,00
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