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Educazione, cosa c’è di nuovo?

| Redazione

Tempo di lettura: 3 minuti

Educazione, cosa c’è di nuovo?

Cosa c’è di nuovo, o magari no: se lo chiede nel numero di marzo “.eco”, la storica rivista di riferimento per chi cerca una “educazione sostenibile”, che equivale a una cambiamento radicale di paradigma (contenuti, metodi, spazi, relazioni con altri settori) dei sistemi formativi. Una indagine che continuerà, aperta anche al  contributo di lettrici e lettori.

Ci sono in varie discipline nuovi concetti che, immessi nei sistemi formativi, potrebbero portare aria fresca e rinnovamento, mentre in molte scuole si riscopre l’importanza e l’attualità di teorie che hanno decenni di vita o anche più, cui a volte i sistemi educativi sono rimasti impermeabili, rimanendo formule da manuali di pedagogia e di didattica senza entrare a far parte veramente della pratica quotidiana.

Segnali (anche solo deboli) di cambiamento e di novità, insomma. da cogliere. Ci prova (sollecitando anche interventi di lettrici e lettori) il numero di marzo di “.eco”, storica testata (è nata nel 1989) della cultura ambientale e dell’educazione sostenibile in Italia, voce anche della rete italiana di ricercatori e educatori ambientali del formale e del non formale che trovano poi sponda e sede di confronto internazionale nei congressi mondiali (WEEC, World environmental education congress, quest’anno in festa per i venti anni dal primo appuntamento in Portogallo).

L’impego di “fare rete” e di dare strumenti di crescita professionale

Con l’abbonamento a “.ECO” (o associandosi) è abbinata la rivista “il Pianeta azzurro”.

La galleria di proposte di cambiamento e di innovazione continua, come sempre, in tutte le altre pagine della rivista, con l’idea di fornire (con “.eco” e con i molti altri strumenti italiani e internazionali di WEEC Network) strumenti di conoscenza, condivisione di esperienze e riflessioni, capacità di sviluppare un’azione educativa “trasformativa”.

“Se il mondo ci sembra in frantumi, c’è qualcosa che unisce – scrive infatti nell’editoriale il direttore Mario Salomone -. Più volte, su queste pagine, abbiamo indicato la missione dell’educazione ambientale usando proverbi africani (“Camminare insieme per andare lontano”), citando giganti del pensiero (la “comunità planetaria di destino” di Edgar Morin) o proponendo la metafora dei “vasi comunicanti” (tra discipline, tra settori, tra i formale e il non formale).
Con spirito di servizio e per “fare rete”, infatti, siamo nati e su questa missione perseveriamo, con strumenti come la rivista che avete tra le mani e con molti altri, nati via via, all’insegna del “glocale”, dalle iniziative nei vari territori fino ai congressi mondiali di cui è in preparazione la dodicesima edizione (che vedrà anche l’annuncio di quella del 2026, cui stiamo lavorando).”

“Culture della sostenibilità” è la rivista scientifica che si aggiunge a “.eco” e a “il Pianeta azzurro”

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Ancora pochi giorni per non perdere il numero di marzo 2023 (cui è abbinato anche “il Pianeta azzurro”).

Per abbonarsi, rinnovare o diventare sostenitori e soci della Rete WEEC, CLICCARE QUI.

E chi non conosce ancora “.eco” può chiedere una copia saggio mandando i suoi dati o via e-mail ([email protected]) o via WhatsApp (+39 392 614 3113).

 

 

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".eco", rivista fondata nel 1989, è la voce storica non profit dell'educazione ambientale italiana. Intorno ad essa via via si è formata una costellazione di attività e strumenti per costruire e diffondere cultura ecologica e sostenibilità.