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Le radici e l’evoluzione dell’Europa: storia, identità e cambiamenti

| Valerio Calzolaio

Tempo di lettura: 3 minuti

Le radici e l’evoluzione dell’Europa: storia, identità e cambiamenti
Il concetto di Europa si è evoluto nel tempo attraverso radici storiche, geografiche e culturali complesse, segnate da ibridazioni e migrazioni continue.

Da millenni, la nostra regione è caratterizzata da molteplici evoluzioni. Gli studiosi non sono concordi sull’etimologia della parola Europa, e la sua definizione geografica è altrettanto complessa, pur con alcuni riferimenti fisici di base. Il concetto di Europa è fondamentalmente storico: esso si comprende appieno solo attraverso il suo cambiamento nel tempo.

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L’Europa ha sempre avuto a sud il Mediterraneo, a ovest l’Atlantico, a nord l’Artico, e si estende a est fino agli Urali e oltre Creta. La contrapposizione etnografica è il principale meccanismo che ha contribuito alla sua formazione. L’idea di un insieme di ecosistemi e popoli con caratteristiche comuni inizia a emergere quasi all’inizio del Medioevo, ma sia il mondo greco che quello romano erano imperi mediterranei piuttosto che europei.

La formazione dell’idea di Europa, la complessità delle sue radici

Un’Europa originaria, autentica e pura, non è mai esistita: la sua storia è sempre stata segnata da ibridazioni, interazioni e contrasti. D’altronde, non avrebbe potuto essere altrimenti, poiché non esistono confini fisici che la delimitano. Le radici prime dell’Europa sono il risultato di un intreccio complesso di trasformazioni lente e rapide, modificazioni impercettibili e catastrofi improvvise (più o meno “naturali”).

Tentare di ricostruire la storia europea, includendo tutti i fatti e le idee possibili (politici, religiosi, militari, pacifici, seri, romantici, vicini, lontani, tragici, comici, significativi o irrilevanti) rischia di ridurla a “tutto quello che gli storici vogliono che sia” (Alan John Percival Taylor, 1986). Sebbene storici, politici e rappresentanti istituzionali possano influenzare questa narrazione, gli storici hanno anche il compito di ridurre confusione e ideologie.

Il contenuto del volume di Andrea Zannini

Andrea Zannini, storico esperto di Mestre (1961), insegna da oltre vent’anni Storia dell’Europa all’Università di Udine. Quando iniziò la costruzione dell’unità europea, sembrava un processo inarrestabile, favorito dalla necessità di numerosi paesi, emersi dal blocco sovietico, di aderire a un progetto di democrazia liberale, e dal contesto dell’attacco alle Torri Gemelle dell’11 settembre 2001, che portò alla minaccia del fondamentalismo religioso jihadista. Da allora, molte cose sono cambiate, sia all’interno che all’esterno dei paesi dell’Unione, e ancor di più sta cambiando negli ultimi anni, nel 2025. Questo è il terzo aggiornamento e ampliamento del volume pubblicato nel 2015.

Il libro è composto da venti capitoli. Il primo esplora la storia del concetto di Europa, partendo dalle definizioni di continente (inadeguata a descrivere correttamente il nostro pianeta) e di eurocentrismo (spesso ideologizzato tramite successi e precocità). Il secondo capitolo analizza le radici più remote, partendo dall’Africa, con il Neandertal come primo vero “europeo”, passando attraverso la transizione neolitica dalla Mezzaluna Fertile e alla storia linguistica, che testimonia la ricchezza e la diversità del percorso storico europeo.

I capitoli successivi, con una selezione attenta di eventi e personaggi, trattano cronologicamente temi come: il mondo greco e romano; la formazione dell’Europa cristiana; Maometto e Carlomagno; l’Europa dei castelli; l’Europa delle città; l’Europa fuori d’Europa; l’età delle religioni armate; le metamorfosi dello stato; il miracolo europeo; l’età delle rivoluzioni; l’Europa dei diritti; l’Europa delle nazioni; l’età del progresso; l’Europa nel baratro; il Nuovo Ordine Europeo; un’Europa ricca e divisa; la costruzione dell’Europa unita; e le ombre dell’Europa negli ultimi venti anni. Il volume include anche una bibliografia, un indice dei nomi e un indice dei luoghi.

La centralità delle migrazioni nella storia europea

Non mancano riferimenti alle migrazioni, fenomeno fondamentale per la storia europea: “Il mosaico linguistico europeo è il frutto dell’apertura dell’Europa alle migrazioni sin dalle epoche preistoriche”. Un’ulteriore testimonianza di questo è la “Casa della Storia Europea” inaugurata a Bruxelles nel maggio 2017, situata nel parco Léopold. Questo spazio, che si concentra principalmente sugli ultimi due secoli, ha accolto circa trecentomila visitatori fino all’inizio del 2025, con installazioni interattive, oggetti storici, filmati e spazi di riflessione.

Storia minima d’Europa. Dal Neolitico oggi

Andrea Zannini

Storia

Il Mulino Bologna

2025 (3° edizione, 1° 2015, 2° 2019)

Pag. 367 euro 28

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Valerio Calzolaio
Valerio Calzolaio
Valerio Calzolaio, giornalista e saggista, è stato deputato (1992-2006) e sottosegretario all’Ambiente (1996-2001). Ha pubblicato numerosi libri sul tema della migrazioni e dei profughi ambientali.