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Giornata della Terra 2026: solo retorica o azione concreta?

| Eleonora Possetto

Tempo di lettura: 5 minuti

Giornata della Terra 2026: solo retorica o azione concreta?
In occasione della Giornata Mondiale della Terra, sabato 25 aprile, ai Giardini Reali di Torino, la rete WEEC offrirà due laboratori gratuiti.

L’appuntamento con la rete WEEC per la Giornata della Terra sarà sabato 25 aprile, durante il quale vi proporremo due workshop creativi presso i Giardini Reali di Torino (Giardino Ducale, Area Experience): un laboratorio di kokedama al mattino, e uno al pomeriggio in cui creeremo insieme un terrario (maggiori info alla fine dell’articolo).
L’evento è connesso alla Giornata mondiale della Terra (o Earth Day) che si celebra il 22 aprile di ogni anno in oltre 190 paesi. Istituita dalle Nazioni Unite nel 1970 e dedicata all’ambiente e alla salvaguardia del pianeta, l’Earth Day è giunta alla sua 56ª edizione. Ma come nasce questa giornata? E soprattutto, ne abbiamo davvero bisogno?

Come e quando nasce la Giornata della Terra?

Questa giornata affonda le sue radici negli anni Sessanta del secolo scorso, periodo di radicali trasformazioni, segnati oltre che dal boom economico, da una rivoluzione culturale senza precedenti e dalla comparsa dei primi movimenti ambientalisti.

Si inizia a protestare, ad esempio, contro l’uso di combustibili fossili e di pesticidi e contro il conseguente inquinamento idrico e atmosferico e la graduale perdita di biodiversità. In questo contesto di presa di coscienza collettiva e di continue proteste, viene pubblicato, nel 1962, quello che ancora oggi è considerato una delle pietre miliari dell’ambientalismo: Silent Spring di Rachel Carson, in cui la biologa statunitense critica duramente l’utilizzo di insetticidi e sostanze chimiche, evidenziando gli impatti disastrosi sull’ambiente.

Crescono dunque le preoccupazioni sull’impatto ambientale causato dall’uso massiccio di pesticidi, segnando una svolta nella storia del movimento ambientalista moderno. Qualche anno dopo, nel 1969, l’esplosione della piattaforma petrolifera della Union Oil in California, a 10 km dalla costa di Santa Barbara, rappresenta un episodio catastrofico per l’ambiente. L’incidente causa, infatti, il riversamento in mare di milioni di litri di petrolio per undici giorni consecutivi, attirando ancora di più l’attenzione pubblica.
Solo un anno più tardi, nel 1970, il senatore Gaylord Nelson, decide insieme al deputato Pete McCloskey, di coinvolgere Denis Hayes, un giovane attivista, per organizzare dei dibattiti pubblici in alcuni campus universitari, per poi ampliare l’iniziativa con eventi paralleli in tutto il paese, con l’obiettivo di sensibilizzare sulla tutela e conservazione delle risorse naturali del pianeta Terra.

Scelgono come giornata il 22 aprile, vista la cadenza in un giorno feriale tra le vacanze di primavera e gli esami finali, per favorire la massima partecipazione degli studenti. Il primo Earth Day registra un successo clamoroso e riesce a coinvolgere circa 20 milioni di americani (il 10% della popolazione dell’epoca).
Nello stesso anno, negli Stati Uniti viene fondato l’Environmental Protection Agency (EPA), il quale emana alcune storiche leggi ambientali, tra cui il Clean Water Act (1972) e la Endangered Species Act (1973), dimostrando come i movimenti dal basso possono davvero fare la differenza.

Earth day oggi: ne abbiamo davvero bisogno?

Parlare di Giornata della Terra oggi può suonare molto retorico. Un po’ come la parola “sostenibilità” declinata nelle sue varie forme, ormai svuotata di significato e appiccicata come fosse un’etichetta su qualsiasi prodotto, servizio o anche corso di formazione e con il grande rischio (ormai concreto e reale) di fare del greenwashing. Inoltre, celebrare questa giornata in un periodo di piena crisi ambientale, ma anche sociale ed economica potrebbe apparire a qualcuno piuttosto inutile.

Tuttavia, conoscere le origini di questa ricorrenza ci aiuta a comprendere quanto una semplice giornata possa invece portare a risultati concreti e tangibili, proprio come è successo prima e dopo la sua istituzione. Ed è proprio in questa trappola che non dobbiamo rischiare di cadere: ora più che mai abbiamo bisogno di ricordare le radici di questa giornata, perché possa essere un’occasione partecipata di dibattiti, condivisioni, scambio di idee, spunti e consigli su come abitare la Terra con più rispetto e consapevolezza. Pensare che sia inutile perché “troppo tardi” o perché non abbastanza incisiva da avere un impatto positivo reale rischia di rafforzare l’atteggiamento individualista secondo cui le piccole azioni (individuali) servono a poco o nulla.

Dobbiamo, al contrario, ricordarci che sono proprio le occasioni come questa a insegnarci che insieme possiamo ancora fare qualcosa e che anche solo sensibilizzare una persona può innescare un circolo virtuoso. Questo è ciò in cui crede chi si occupa, come la rete WEEC, di educazione e sensibilizzazione ambientale. In un mondo governato dall’individualismo e da pochi miliardari, segnato da guerre, genocidi e crisi economiche, diventa ancora più impellente la necessità di fare rumore.

Quello di cui non abbiamo assolutamente bisogno è quindi un pessimismo tradotto in non-azioni, ovvero convincersi e convincere che le proprie azioni non valgano nulla. È chiaro che la Giornata della Terra non risolverà l’emergenza climatica, ma essere consapevoli della sua importanza e fare la propria parte è già un passo significativo.

La proposta di WEEC Network per la Giornata della Terra

Per tutta la giornata di sabato 25 aprile 2026, presso i Giardini Reali, si terrà la Giornata della Terra Torino 2026: un evento completamente gratuito organizzato da Club Silencio in collaborazione con i Musei Reali di Torino e con il contributo di Fondazione CRT e Camera di Commercio Torino.

Per l’occasione, la rete WEEC propone due laboratori creativi e pratici, sotto la guida di Erica Marangoni (@ericaselvatica) e con il contributo di Fondazione CRT.
I due workshop offriranno la possibilità di dare sfogo al proprio lato creativo e manuale, creando delle piccole opere d’arte… o meglio, di terra.

I nostri laboratori

Workshop 1 – Un pianeta tra le mani: l’arte del kokedama

11.00-13-00
📆 sabato 25 aprile 2026
📍Giardini Reali (Torino) – Area Experience, Giardino Ducale

Il laboratorio esplora l’antica tecnica giapponese del kokedama, dove le piante vivono sospese in una sfera di fango e muschio. Attraverso la manipolazione dei materiali naturali, i partecipanti modelleranno un “piccolo mondo” vivo, sperimentando un esercizio di pazienza e cura.

Workshop 2 – Crea il tuo mondo in miniatura e impara a prendertene cura

15.00-17-00
📆 sabato 25 aprile 2026
📍Giardini Reali (Torino) – Area Experience, Giardino Ducale

Un laboratorio pratico per apprendere l’arte della creazione e della manutenzione di un biosistema sotto vetro. Attraverso la stratificazione di drenaggio, terra e piante, i partecipanti daranno vita a un vero e proprio ecosistema autosufficiente.

I laboratori sono gratuiti su prenotazione obbligatoria (massimo 10 posti).
Prima di prenotarsi ai link qui sopra è necessario accreditarsi gratuitamente sul sito della Giornata della Terra.

Per maggiori informazioni contattaci al 392 614 3113 oppure scrivici a [email protected]

Sitografia
Earth Day (https://www.earthday.org/)
Zero CO2 (https://zeroco2.eco/it/magazine/attivismo/storia-ambientalismo-earthday/)

Scrive per noi

Eleonora Possetto
Eleonora Possetto
Eleonora Possetto è laureata in Lingue e in Turismo culturale e sostenibile ed è da sempre appassionata di letteratura, viaggi ed ecologia. Ha maturato esperienze di volontariato nel campo dell'ambientalismo e dei diritti civili ed è attualmente impegnata nel Servizio Civile Ambientale presso l'Istituto per l'ambiente e l’educazione Scholé futuro.