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L’impresa agricola biologica La quercia della memoria e la pedagogia del trauma

| Redazione

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L’impresa agricola biologica La quercia della memoria e la pedagogia del trauma
La Quercia della Memoria è un’impresa agricola biologica nata nel 2004 a San Ginesio, nelle Marche, che unisce agricoltura sociale ed educazione ambientale, proponendo un modello innovativo di sviluppo sostenibile. Oltre alla produzione agricola, offre servizi educativi come centro ambientale, fattoria didattica, agriturismo, ristorazione e in particolare l’Agrinido (dal 2012) e l’Agrinfanzia (dal 2016), rivolti ai bambini da 0 a 6 anni.

Un modello innovativo di agricoltura ed educazione ambientale 

Nel cuore delle Marche, a San Ginesio, un piccolo borgo della provincia di Macerata, sorge l’impresa agricola biologica La Quercia della Memoria. Fondata nel 2004 ai piedi dei Monti Sibillini, all’interno di un’area protetta ricca di biodiversità, questa realtà unisce agricoltura sociale ed educazione ambientale, proponendo un modello innovativo di pedagogia e sviluppo sostenibile. 

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L’azienda non si limita alla produzione agricola biologica, ma ha sviluppato numerosi servizi: un centro di educazione ambientale, una fattoria didattica e sociale, un Agrinido e Agrinfanzia, un agriturismo e un punto ristoro. L’obiettivo è creare un sistema educativo multifunzionale e continuativo, in cui l’agricoltura sociale si integri con servizi educativi per promuovere la sostenibilità ambientale, economica e comunitaria. 

Quando La Quercia della Memoria ha mosso i primi passi, l’agricoltura sociale non era ancora regolamentata da una normativa specifica in Italia. La legge che la riconosce è arrivata solo nel 2015, ma già prima l’impresa ha saputo innovare, collaborando con la pubblica amministrazione e sperimentando progetti pionieristici.

Nel 2010 viene avviato un percorso con la regione Marche, in particolare con l’assessorato all’agricoltura, per inserire nella nuova legge sulla multifunzionalità in agricoltura un capitolo sull’agricoltura sociale e la possibilità di realizzare strutture di infanzia e nido in contesti agricoli. Nei due anni successivi si effettua un lavoro preliminare all’attivazione dell’Agrinido, che aprirà effettivamente il 30 ottobre 2012 grazie a un bando regionale che ha creato un ponte tra l’assessorato all’agricoltura e i servizi sociali. Nel 2013, il servizio è stato riconosciuto a livello regionale come parte integrante dell’offerta educativa per l’infanzia e, nel settembre del 2016, è stato affiancato dall’Agrinfanzia, su richiesta delle famiglie. 

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L’esperienza dimostra che un’educazione ambientale continuativa, che accompagna i bambini sin dai primi mesi di vita, ha un impatto significativo sulla pedagogia della loro crescita. La collaborazione con le scuole del territorio si è rivelata cruciale, così come la possibilità di far vivere ai più piccoli un’educazione immersiva nella natura.

Pedagogia dell’emergenza e del trauma, la ricostruzione dopo il terremoto 

Il terremoto del 30 ottobre 2016, che ha devastato Amatrice e altre zone di Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo, ha avuto conseguenze anche su San Ginesio. Molti abitanti sono stati costretti a trasferirsi altrove, ma La Quercia della Memoria è rimasta attiva per garantire un punto di riferimento per la comunità. 

L’Agrinido ha dovuto chiudere per un mese poiché tutto era stato chiuso a causa dell’emergenza. Verso i primi giorni di dicembre, il servizio educativo ha ripreso a funzionare, all’interno della stanza del Mulino, l’unica stanza che era rimasta agibile e che è stata sistemata per accogliere i bambini, supportando le famiglie che hanno deciso di tornare nelle proprie case. A fine dicembre del 2016 viene realizzata e inaugurata poi nel mese di gennaio una tenda yurta, che diviene, insieme alla stanza del mulino, sede del servizio educativo. La realtà educativa è ancora oggi presente in strutture di emergenza e in attesa del completamento dei lavori per una nuova scuola con nuovi spazi. 

In questo contesto difficile, l’esperienza maturata ha permesso all’impresa di offrire consulenza ad altre realtà e di sviluppare un approccio basato sulla pedagogia dell’emergenza e del trauma. Il territorio stesso racconta il dolore del sisma: i borghi sono ancora segnati da impalcature e macerie, testimoni di una ricostruzione lenta e complessa. 

Per sostenere la continuità delle attività educative, è nata l’associazione Nella Terra dei Bambini, creata da un gruppo di genitori con l’obiettivo di raccogliere fondi e rendere le strutture pienamente agibili. A lungo termine, il progetto prevede la costruzione di una nuova scuola grazie ai finanziamenti del PNRR. L’idea è di creare un polo educativo 0-6 anni, gestito in collaborazione con le istituzioni locali e basato su un modello pedagogico innovativo. 

Dal 2015, La Quercia della Memoria ha condotto ricerche sul sistema educativo integrato 0-6 anni in natura e lavorato affinchè nascesse nel territorio il Coordinamento pedagogico territoriale come declinazione ed emanazione della legge nazionale del decreto sul sistema integrato. Come realtà stavano già sperimentando nella pratica il sistema integrato 0-6, per questo hanno deciso di portare l’idea alle istituzioni, affichè venisse istituito il Coordinamento pedagogico territoriale, che si occupa di sostenere i servizi per l’infanzia, i servizi 3-6 e tutte le scuole dell’infanzia del territorio verso un lavoro integrato e la ricerca educativa.

Alla fine 2017 La Quercia della Memoria ha ricevuto un affidamento dall’ambito territoriale sociale per la gestione di tale Coordinamento. La storia di questo coinvolgimento nasce proprio dalla ricerca e sperimentazione che l’Agrinido e l’Agrinfanzia, al di là della cornice normativa, già sperimentavano nei contenuti organizzativi, di governance, di formazione e pedagogici del sistema 0-6. 

Favorendo il dialogo con le politiche educative e gli enti territoriali per promuovere un modello educativo di qualità e accessibile, all’interno di questo contesto, l’educazione diventa un potente strumento di resilienza e di ricostruzione sociale. Sebbene l’Agrinfanzia richieda una scelta consapevole da parte delle famiglie, l’impresa ha ampliato il programma per includere anche bambini provenienti da contesti più fragili, trasformandosi in un vero e proprio centro di pedagogia curativa.

Con il suo approccio innovativo, La Quercia della Memoria dimostra che l’educazione e l’agricoltura sociale possono essere strumenti efficaci per ricostruire il tessuto sociale di un territorio, creando un futuro più sostenibile e inclusivo.

Leggi anche: road to Ischia, la rubrica dedicata alle buone pratiche messe in atto in tutta Italia e presentate durante la Conferenza nazionale di Ischia.

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".eco", rivista fondata nel 1989, è la voce storica non profit dell'educazione ambientale italiana. Intorno ad essa via via si è formata una costellazione di attività e strumenti per costruire e diffondere cultura ecologica e sostenibilità.