Il cinema come motore del cambiamento: Ruta Camp e l’attivismo ambientale
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Sabato 16 novembre si è svolto presso il cinema Centrale (Torino) una mattinata di proiezioni di cortometraggi che esplorano la tematica dell’attivismo, con particolare attenzione per l’attivismo ambientale.
Si tratta del lavoro realizzato dalle ragazze e dai ragazzi che hanno partecipato all’edizione 2024 del Ruta Camp, un’esperienza di produzione cinematografica “ecologica, gratuita e itinerante”. Questo è lo slogan del campo scuola, i cui laboratori si sono svolti in estate tra la città di Torino e la Valchiusella.
“Attivismo” con uno sguardo non antropocentrico
Le forme di resistenza contro la crisi climatica sono state esplorate attraverso le azioni umane e del mondo naturale, coniugandole con i temi della giustizia sociale. Da questa premessa sono stati sviluppati i progetti, che hanno preso in considerazione azioni e idee necessarie per proteggere aree periferiche che di più sono colpite non solo dalla crisi ambientale ma anche da una prospettiva che guarda agli spazi naturali come risorsa economica. Il frutto di questo lavoro intensivo, svolto con la supervisione di tutor esperti provenienti dall’associazione culturale Elvira e CinemAmbiente, è stato la creazione in completa autonomia (sceneggiatura, fotografia e audio) di tre cortometraggi: Dove vola l’airone, Zona Metamorfica e Con amore e rabbia.
Dove vola l’airone raccoglie il punto di vista di un albero senza vita, il quale elabora i propri ricordi appartenenti ad un luogo senza confini ma minacciato dagli interessi economici. Zona Metamorfica propone invece un cambio di prospettiva sull’attività animale, declinando l’attivismo come una prerogativa non esclusivamente umana. Con amore e rabbia racconta, attraverso le testimonianze di due giovani attivisti di Extinction Rebellion, l’impegno civico ed ecologico del movimento, in un clima di repressione del dissenso.
Dopo la proiezione, è stato organizzato un momento di dibattito in cui gli autori hanno commentato il proprio lavoro, spiegandone le motivazioni, le tecniche utilizzate e il punto di vista che hanno adottato. Gli autori, provenienti da contesti e con idee diverse, hanno dovuto conoscersi ed entrare a contatto con punti di vista diversi, per creare dei film innovativi e personali.
“La domanda di partenza è stata: perché dovrei fare attivismo? Cosa vogliamo comunicare a chi guarderà il corto? – racconta Marco di Pasquale, uno degli autori di Dove vola l’airone, “abbiamo ragionato sul luogo. Il parco dei Meisino è un luogo di svago per le persone, ma è anche la casa di tanti altri esseri viventi. Il parco è diventato anche la nostra casa, perché anche noi abbiamo iniziato a vivere il parco. Andavamo lì, non per girare delle scene, ma per vivere quel luogo”.

Il corto, votato dal pubblico come miglior lavoro realizzato, prende il nome dalla canzone che gli autori hanno usato come colonna sonora (Dove vola l’avvoltoio). Una canzone contro la guerra, che esprime la necessità di un cambiamento, che vada di pari passo con le azioni dell’attivismo.
Ma l’attivismo non è solo una prerogativa umana. Un attivismo diverso, quello animale, è il tema del secondo corto, Zona Metamorfica, in cui cultura e natura si incontrano. L’ambientalismo viene definito come il risultato delle azioni e del cambiamento prodotto dalle specie che abitano la Terra, che si muovono in maniera indipendente rispetto all’azione umana.
L’azione umana può muoversi sinergicamente con le necessità della natura. È questo il tema del terzo corto, Con amore e rabbia, un manuale di buone azioni che tutti dovrebbero mettere in pratica non solo nei confronti della natura e della Terra, ma anche nei confronti di un sistema che è abituato alle ingiustizie e non ha voglia di mettersi in gioco per realizzare un cambiamento che gioverebbe a tutte le specie. “Fare conoscenza, mettersi in gioco e conoscere queste realtà ti aiuta a sviluppare il tuo punto di vista – commenta Giulia Celegon. Comunicare le idee senza imporsi dei limiti è un modo per fare attivismo; raccontare questa storia, tutte le nostre azioni, questo significa fare politica”.
Film ad alto impatto sociale ma a basso impatto ambientale
Grazie al supporto di numerose associazioni presenti sul territorio, come il circolo ARCI Kontiki che ha fornito i locali per i laboratori, Sentinelle Salvacibo, Negozio Leggero ed Eco dalle Città che hanno fornito il cibo, CinemAmbiente che ha fornito il suo supporto e il cinema Centrale che ha messo a disposizione la sala, Ruta Camp dà ogni anno la possibilità di partecipare ad un progetto formativo che ha l’obiettivo di realizzare e lavorare con le conoscenze acquisite.
Un campo accessibile a tutti, gratuito e dedicato ai giovani. Ogni anno le tematiche del campo scuola sono diverse, come diversi sono i luoghi in cui i workshop vengono svolti. Appuntamento dunque all’estate 2025, per la quinta edizione del Ruta Summer Film School.
Se cerchi ulteriori informazioni e vuoi scoprire come partecipare ai campi scuola di formazione cinematografica e ti interessa mettere l’ecologismo e la tutela ambientale al centro del tuo percorso, visita il sito di Ruta Camp!
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