La montagna delle disuguaglianze. Anche ambientali.
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Le crescenti disuguaglianze sociali denunciate dal Rapporto Oxfam 2020, puntualmente uscito la vigilia del Forum di Davos. Strettamente correlate a quelle sociali sono le disuguaglianze ambientali, come spiega il libro di Mario Salomone recensito con ampio risalto da “Repubblica”. “Non c’è giustizia senza ecologia”, titola il quotidiano.

Significativamente, nel giorno in cui sulle montagne di Davos si apre il forum mondiale dei Paperon de’ Paperoni (questa volta dedicato alla sostenibilità, ed è comunque un bel segnale), i giornali (o alcuni, perlomeno) riportano i dati che l’annuale rapporto Oxfam sulle disuguaglianze ricorda per l’occasione ai grandi della Terra.

In più, le pagine culturali di “Repubblica” ospitano un ampio articolo di Luigi Manconi e Marica Fantauzzi che ammonisce: “Non c’è giustizia senza ecologia”. Lo spunto è il mio “Giustizia sociale e ambientale”, uscito nei mesi scorsi presso l’editore Doppiavoce di Napoli, in una collana diretta di Ugo Leone che sta inanellando una serie di titolo di grande interesse e attualità.
Distanze siderali tra ricchi e poveri
La distribuzione della ricchezza tra l’esigua minoranza dei più ricchi e la stragrande maggioranza dei più poveri, può variare di anno in anno di qualche decimale, ma la tendenza è costante e gli esempi che Oxfam fa sono eloquenti:
“Nel 2019 i 2.153 miliardari della Lista Forbes possedevano più ricchezza di 4,6 miliardi di persone.
– I 22 uomini più ricchi avevano più ricchezza di tutte le donne africane.
– L’1% più ricco del mondo deteneva più del doppio della ricchezza di 6,9 miliardi di persone.
– Se avessi risparmiato 10.000 dollari al giorno a partire dalla costruzione delle piramidi egiziane, oggi avresti un quinto del patrimonio medio dei 5 miliardari più ricchi.
– Se tutti si sedessero sulla propria ricchezza sotto forma di una pila di banconote da 100 dollari, la maggior parte dell’umanità sarebbe seduta al suolo. Una persona della classe media di un Paese ricco si siederebbe all’altezza di una sedia. I due uomini più ricchi del mondo sarebbero seduti nello spazio.
– Il valore monetario del lavoro di cura non retribuito svolto in tutto il mondo dalle donne dai 15 anni in su è di almeno 10.800 miliardi di dollari all’anno, pari al triplo di quello del mercato globale dei beni e servizi tecnologici.
– Gli introiti decennali di un’imposta addizionale dello 0,5% sul patrimonio dell’1% più ricco a livello globale corrispondono alle risorse necessarie per creare 117 milioni di nuovi posti di lavoro nei settori di cura per bambini e anziani, istruzione e sanità e colmare i deficit assistenziali.”
La disuguaglianza è fonte di insicurezza e risentimento
La forbice, insomma, è scandalosa e inaccettabile, ma è anche pericolosa per la società umana, come ben spiega Oxfam, evidenziando “un fenomeno, elevate e crescenti disuguaglianze, che mettono a repentaglio i progressi nella lotta alla povertà, minano la coesione e la mobilità sociale, alimentano un profondo senso di ingiustizia e insicurezza, generano rancore e aumentano in molti contesti nazionali l’appeal di proposte politiche populiste o estremiste.
Il rapporto è la storia di due estremi. Dei pochi che vedono le proprie fortune e il potere economico consolidarsi, e dei milioni di persone che non vedono adeguatamente ricompensati i propri sforzi e non beneficiano della crescita che da tempo è tutto fuorché inclusiva.”
Ingiustizia ambientale e climatica
Per fortuna, nota il rapporto, “ovunque le persone si mobilitano per dire che quando è troppo è troppo. Dal Cile alla Germania, le proteste contro la disuguaglianza e il caos climatico radunano folle enormi. Milioni di persone scendono in strada e rischiano la vita per chiedere la fine delle disuguaglianze estreme e un mondo più giusto e più verde.”.
Infatti, i cambiamenti climatici minacciano di esacerbare ulteriormente le disuguaglianze di genere e le disuguaglianze economiche e mentre “le élites ricche e potenti possono avere la possibilità di comprarsi una via d’uscita dalla peggiore di queste crisi, i poveri e i deboli non saranno in grado di fare altrettanto.”
Dal Rapporto Oxfam (che quest’anno mette l’accento sulla condizione femminile e sul lavoro di cura non pagato) viene dunque l’ennesima conferma della tesi di fondo del mio “Giustizia sociale e ambientale”. Degrado ambientale e macelleria sociale sono strettamente correlati e si devono affrontare insieme, perché disuguaglianze e ingiustizie riguardano sia redditi e patrimoni, sia lo sfruttamento del pianeta e le condizioni di vita di tutto il genere umano.
Leggi il rapporto integrale e la sintesi in italiano
https://www.oxfam.org/en/research/time-care
https://www.oxfamitalia.org/davos-2020/
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- MARIO SALOMONE
- Sociologo dell'ambiente, giornalista e scrittore, Mario Salomone dirige ".eco" dalla fondazione (1989), è autore di saggi, romanzi e racconti e di numerosi articoli su quotidiani e riviste. Già professore aggregato all'Università di Bergamo, è Segretario generale della rete mondiale di educazione ambientale WEEC, che realizza ogni due anni i congressi del settore.
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