L’ecologia industriale per risolvere il conflitto tra industria e ambiente

L’industria può liberare dalla miseria, assicurare lavoro e creare benessere, ma – per ineluttabili leggi termodinamiche e chimiche – inevitabilmente altera e inquina l’ambiente. Soltanto attraverso una migliore conoscenza dei processi e delle merci, delle materie prime e dei residui si possono ottenere, insieme, cicli produttivi integrati e puliti, occupazione e benessere.

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Vernadskij, lo scienziato che scoprì l’unità del mondo biologico e inanimato

È Vladimir Vernadskij (1863-1945), geochimico, prima oppositore degli Zar, poi coraggioso difensore dell’indipendenza della scienza nella Russia di Stalin. A Parigi ebbe tra i suoi allievi il gesuita Teilhard de Chardin. Già nel 1926 parlava di effetto serra e buco dell’ozono. Suo il merito di aver scoperto che la vita sul pianeta si basa sulla circolazione degli elementi, dall’atmosfera alle piante, agli animali, al suolo, e poi di nuovo all’atmosfera e alle acque; di questi cicli vitali fanno, naturalmente, parte gli esseri umani. Il suo testamento scientifico e spirituale è un saggio sulle modificazioni operate sulla biosfera dalle attività derivate dalla mente umana.

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Autarchie e ecologia. Le tre “età autarchiche” e la crisi attuale

Caratterizzate da stupidità e furbizie, si sono avvicendate almeno tre età autarchiche, sia in paesi democratici, sia totalitari. Ma alcune soluzioni “autarchiche” presentano di nuovo interesse proprio per motivi ecologici, nell’era della globalizzazione, di fronte ai problemi di scarsità di materie prime e di impoverimento ambientale. Il petrolio ha fatto dimenticare materiali e tecniche dimenticate e pochi sanno che nel sud Italia si può coltivare la pianta della gomma.

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L’utopia di Soleri: la liberazione dallo spreco e dal superfluo

L’architetto italiano che creò Arcosanti nel deserto dell’Arizona: una città “del futuro” (in cui la priorità è data al benessere, alla salute fisica e mentale, alla bellezza della vita) che ha molto da insegnare alle città inquinate e congestionate. Ma con criteri simili i nostri predecessori avevano edificato i paesi, villaggi e borghi italiani, nelle colline e nelle montagne

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E se l’uomo scomparisse?

 Un diffuso esercizio di fantascienza: la terra spopolata da una guerra atomica o da una catastrofe. Ma in passato molte civiltà sono scomparse davvero. Occorre un esame di coscienza del nostro comportamento

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Tutti alla Scala (Mercalli)

Sabato 28 febbraio in prima serata su RAI 3 (alle 21,30, dopo Che tempo che fa di Fabio Fazio) inizia

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Moltitudine inarrestabile

Paul Hawken
Moltitudine inarrestabile
Edizioni Ambiente, 2009, 22 euro

Il libro, scritto dall’ecologista ed imprenditore Paul Hawken, rappresenta una sorta di trattato sulle organizzazioni spontanee che ogni giorno nascono ed operano in tutto il mondo per la giustizia sociale, il rispetto dell’ambiente e l’affermazione dei principi dello sviluppo sostenibile in tutte le sue forme.

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