Skip to main content

La Terra è inquieta

| Redazione

Tempo di lettura: 2 minuti

La Terra è inquieta

Alla Triennale di Milano, fino a domenica 20 agosto, una importante mostra con artisti di tutto il mondo, dedicata a confini e migrazioni, in un mondo segnato da conflitti

Promossa da Fondazione Nicola Trussardi e Fondazione Triennale di Milano, con il sostegno di Fondazione Cariplo, prosegue fino al 20 agosto 2017 la mostra “La Terra inquieta”, con opere di più di sessantacinque artiste e artisti provenienti da vari paesi del mondo – tra cui Albania, Algeria, Bangladesh, Egitto, Ghana, Iraq, Libano, Marocco, Siria e Turchia. L’odissea dei migranti e le storie individuali e collettive dei viaggi disperati dei nuovi dannati della Terra sono ricostruite tramite installazioni, video, immagini di reportage, materiali storici e oggetti di cultura materiale, attraverso una serie di nuclei geografici e tematici – il conflitto in Siria, lo stato di emergenza di Lampedusa, la vita nei campi profughi, la figura del nomade e dell’apolide.
La mostra (il cui titolo è tratto da una raccolta di poesie dello scrittore caraibico Édouard Glissant) parla, insomma, delle trasformazioni epocali che stanno segnando lo scenario globale e la storia contemporanea, in particolare affrontando il problema della migrazione e la crisi dei rifugiati.
I biglietti sono acquistabili online su www.triennale.org
#LaTerraInquieta
#TheRestlessEarth
Le artiste e gli artisti presenti
Terra inquieta
Adel Abdessemed, John Akomfrah, Pawel Althamer, Francis Alÿs, El Anatsui, Ziad Antar, Kader Attia, Brendan Bannon, Yto Barrada, John Berger e Jean Mohr, Alighiero Boetti, Anna Boghiguian, Andrea Bowers, Tania Bruguera, Banu Cennetoğlu e Nihan Somay in collaborazione con UNITED for Intercultural Action, Phil Collins, Comitato 3 Ottobre, Constant, Thierry De Cordier, La Domenica del Corriere, Forensic Oceanography / Charles Heller e Lorenzo Pezzani, Meschac Gaba, Charles Gaines e Ashley Hunt per Gulf Labor Artist Coalition, Giuseppe “Pinot” Gallizio, Rokni Haerizadeh, Ramin Haerizadeh e Hesam Rahmanian, Manaf Halbouni, Mona Hatoum, Lewis Wickes Hine, Thomas Hirschhorn, Wafa Hourani, Pravdoliub Ivanov, Khaled Jarrar, Isaac Julien, Hiwa K, Yasmine Kabir, Šejla Kamerić, Bouchra Khalili, Runo Lagomarsino, Dorothea Lange, Zoe Leonard, Glenn Ligon, Liu Xiaodong, Ahmed Mater, Steve McQueen, Aris Messinis, multiplicity, Paulo Nazareth, Adrian Paci, Maria Papadimitriou, 2016 Pulitzer Prize for Breaking News Photography (Daniel Etter, Tyler Hicks, Mauricio Lima, Sergey Ponomarev), Marwan Rechmaoui, Hrair Sarkissian, Thomas Schütte, Hassan Sharif, Augustus Sherman, Xaviera Simmons, Mounira Al Solh, Hamid Sulaiman, Rayyane Tabet, Pascale Marthine Tayou, Wolfgang Tillmans, Andra Ursuta, Danh Võ, Henk Wildschut, Zarina
 
LE FOTO
Foto in alto:

Francis Alÿs in collaboration with Julien Devaux, Felix Blume, Ivan Boccara, Abbas Benheim, Fundaciéon Montenmedio Arte, and children of Tanger and Tarifa / Don’t Cross the Bridge Before You Get to the River, Strait of Gibraltar, 2008 / Courtesy Francis Alÿs and David Zwirner, New York/London

Foto in basso:

Liu Xiaodong / Things aren’t as bad as they could be, 2017 / oil on canvas, 250 x 465 cm / Courtesy Liu Xiaodong e Massimo De Carlo, Milano/Londra/Hong Kong / Thanks to City of Milan and Farsi Prossimo Onlus, Milan