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No ai buoni acquisto Amazon a scuola

| MARIO SALOMONE

Tempo di lettura: 2 minuti

No ai buoni acquisto Amazon a scuola
Le scuole rifiutino l’uso di buoni d’acquisto per le scuole come forme promozionali della grande distribuzione organizzata e soprattutto quelli delle vendite online come Amazon, gigante mondiale fondato dal terzo uomo più ricco del mondo.

(Nell’immagine di apertura, un momento di un’azione di “subvertising” di Hogre, street artist italiano che dal 2006 opera tra Roma, Berlino e Londra, operando anche azioni di “contropubblicità” – “advertising” -; “AMMAZZO” inventa un finto marchio di vendita online di armi; il video è disponibile su Vimeo – https://vimeo.com/1013255773 -, i poster anticonsumistici di Hogre sono su Instagram: https://www.instagram.com/buyanewsoul/)

“Cosa regaliamo alla scuola?”, alla domanda c’è chi risponde “Un buono d’acquisto Amazon” e del resto ci pensa anche il gigante delle vendite online a promuoverli, offrendo di devolvere l’1 per cento della spesa fatta sul sito a una scuola di propria scelta.

È forse giunto il momento di mettere un freno all’invadenza delle promozioni commerciali che strumentalizzano il desiderio di scuole e famiglie di integrare le dotazioni di materiali di consumo e attrezzature grazie alla presunta generosità dei colossi del commercio.

Tanto più grande e diseducativo se il gigante in questione è Amazon, l’impresa fondata da Jeff Bezos. Terzo Paperone più ricco del mondo con i suoi 215 miliardi di dollari di patrimonio (secondo la classifica Forbes 2025), fresco di affitto di Venezia come “location” delle sue nozze con Lauren Sánchez, il suo impero spazia dall’e-commerce al “soft power” dell’intrattenimento, ai mass media (ha comprato per 250 milioni di dollari il Washington Post e lo sta portando su posizioni conservatrici, demolendo l’indipendenza della redazione).

Un modello diseducativo

Ma Amazon collabora anche con il Pentagono e con l’esercito israeliano.

Soprattutto, basa le sue fortune sullo sfruttamento dei dipendenti (30.000 dei quali sono in corso di licenziamento) e dei trasportatori (in questo, in buona compagnia con molte aziende di logistica e della GDO).

Uno dei poster della campagna di Hogre contro l’industria degli armamenti.

I furgoni di Amazon intasano le vie delle città del mondo contribuendo a cambiare il volto stesso del paesaggio urbano. L’acquisto con un clic cambia l’antropologia e le pratiche sociali, facendo arrivare qualunque cosa si desideri in poche ore e anche di domenica, mentre gli esercizi commerciali chiudono a migliaia di fronte alla forza di fuoco dell’e-commerce e dei centri commerciali. Una forza di fuoco che si avvale anche dell’elusione fiscale, che Amazon non si fa mancare: recentemente ha concordato con la Procura di Milano di versare al fisco 187 milioni di euro nell’ambito di una frode e delle violazioni ai diritti sindacali contestate per il quinquennio 2017-2022, mentre è aperta un’indagine (sempre da parte della Procura di Milano) per una presunta frode di Iva non pagata pari a un miliardo e duecento milioni di euro tra il 2019 e il 2021.

Insomma, se la scuola è l’istituzione deputata all’educazione, non può certo rendersi complice di un sistema antiecologico e antisociale e assolutamente antieducativo.

Invitiamo dunque insegnanti e famiglie a rifiutare i buoni Amazon.

Scrive per noi

MARIO SALOMONE
MARIO SALOMONE
Sociologo dell'ambiente, giornalista e scrittore, Mario Salomone dirige ".eco" dalla fondazione (1989), è autore di saggi, romanzi e racconti e di numerosi articoli su quotidiani e riviste. Già professore aggregato all'Università di Bergamo, è Segretario generale della rete mondiale di educazione ambientale WEEC, che realizza ogni due anni i congressi del settore.