No ai buoni acquisto Amazon a scuola
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(Nell’immagine di apertura, un momento di un’azione di “subvertising” di Hogre, street artist italiano che dal 2006 opera tra Roma, Berlino e Londra, operando anche azioni di “contropubblicità” – “advertising” -; “AMMAZZO” inventa un finto marchio di vendita online di armi; il video è disponibile su Vimeo – https://vimeo.com/1013255773 -, i poster anticonsumistici di Hogre sono su Instagram: https://www.instagram.com/buyanewsoul/)
“Cosa regaliamo alla scuola?”, alla domanda c’è chi risponde “Un buono d’acquisto Amazon” e del resto ci pensa anche il gigante delle vendite online a promuoverli, offrendo di devolvere l’1 per cento della spesa fatta sul sito a una scuola di propria scelta.
È forse giunto il momento di mettere un freno all’invadenza delle promozioni commerciali che strumentalizzano il desiderio di scuole e famiglie di integrare le dotazioni di materiali di consumo e attrezzature grazie alla presunta generosità dei colossi del commercio.
Tanto più grande e diseducativo se il gigante in questione è Amazon, l’impresa fondata da Jeff Bezos. Terzo Paperone più ricco del mondo con i suoi 215 miliardi di dollari di patrimonio (secondo la classifica Forbes 2025), fresco di affitto di Venezia come “location” delle sue nozze con Lauren Sánchez, il suo impero spazia dall’e-commerce al “soft power” dell’intrattenimento, ai mass media (ha comprato per 250 milioni di dollari il Washington Post e lo sta portando su posizioni conservatrici, demolendo l’indipendenza della redazione).
Un modello diseducativo
Ma Amazon collabora anche con il Pentagono e con l’esercito israeliano.
Soprattutto, basa le sue fortune sullo sfruttamento dei dipendenti (30.000 dei quali sono in corso di licenziamento) e dei trasportatori (in questo, in buona compagnia con molte aziende di logistica e della GDO).

I furgoni di Amazon intasano le vie delle città del mondo contribuendo a cambiare il volto stesso del paesaggio urbano. L’acquisto con un clic cambia l’antropologia e le pratiche sociali, facendo arrivare qualunque cosa si desideri in poche ore e anche di domenica, mentre gli esercizi commerciali chiudono a migliaia di fronte alla forza di fuoco dell’e-commerce e dei centri commerciali. Una forza di fuoco che si avvale anche dell’elusione fiscale, che Amazon non si fa mancare: recentemente ha concordato con la Procura di Milano di versare al fisco 187 milioni di euro nell’ambito di una frode e delle violazioni ai diritti sindacali contestate per il quinquennio 2017-2022, mentre è aperta un’indagine (sempre da parte della Procura di Milano) per una presunta frode di Iva non pagata pari a un miliardo e duecento milioni di euro tra il 2019 e il 2021.
Insomma, se la scuola è l’istituzione deputata all’educazione, non può certo rendersi complice di un sistema antiecologico e antisociale e assolutamente antieducativo.
Invitiamo dunque insegnanti e famiglie a rifiutare i buoni Amazon.
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- MARIO SALOMONE
- Sociologo dell'ambiente, giornalista e scrittore, Mario Salomone dirige ".eco" dalla fondazione (1989), è autore di saggi, romanzi e racconti e di numerosi articoli su quotidiani e riviste. Già professore aggregato all'Università di Bergamo, è Segretario generale della rete mondiale di educazione ambientale WEEC, che realizza ogni due anni i congressi del settore.
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