Parchi ai tempi della Pandemia Covid19. Breve cronaca di rinvii ma anche di voglia di reagire.

Negozi e centri commerciali chiusi o contingentati, parchi pubblici vietati e libertà di movimento limitata intorno alle nostre residenze. E nella natura tutelata dalle Aree protette cosa sta accadendo? La nostra voglia di verde e di aria aumenta. Il lockdown ci allontana dal mondo naturale, costringendo i Parchi e le Riserve naturali a rinvii di eventi ed attività, ma dando anche dimostrazioni di creatività e di sostegno ai territori locali.

di Ippolito Ostellino

Si abbassa la pressione delle attività umane nel territorio e migliora l’aria, senza se e senza ma. Il biossido di azoto è sceso e la trasparenza dell’atmosfera e la percezione che i cittadini avvertono di un forte cambiamento, è diffusa e indiscussa. Qui i dati di ARPA Piemonte con un interessante contributo di valutazione. 

L’acqua ritorna alla sua trasparenza e ai suoi colori naturali, come nel Fiume Po a Torino, con un aspetto delle acque che forse era di 50 anni fa. Qui le foto.  Cala la pressione della presenza umana e le specie animali si presentano lungo i canaletti di Venezia, sulle strade dei paesi dell’Appennino, nei porti delle coste italiane. Ormai sono davvero molti gli avvistamenti e le presenze a cui non eravamo più abituati.

Inchieste come quelle riportate nell’ormai diffuso testo Spillover, del giornalista David Quammen, narrano di una comunità mondiale che riducendo in modo esasperato il cuscinetto di protezione tra spazi della società umana e della natura, ha dato modo a varie forme di vita, e relative sorgenti infettive di poterci raggiungere, riducendo il nostro grado di protezione. La sua intervista su Wired.

Il tempo che il lockdown ha inaspettatamente donato ai cittadini del Mondo una occasione unica per poter stare con se stessi, e per riflettere su quanto la nostra impronta sul pianeta sia estesa e pervasiva. Un tempo che ha dimostrato, anche ai più ottusi e miopi, che la specie umana sul Pianeta ha spostato equilibri, ingombrato troppo con la sua presenza spesso oppressiva.

E’ un lockdown che ha però colpito trasversalmente tutti, e per paradosso proprio le attività che da anni diffondono il messaggio sul rapporto tra benessere e contatto sapiente con la Natura, e quindi sulla nostra capacità di convivere sul Pianeta “in punta di piedi”, senza esagerare nel suo uso e sfruttamento. Sono ormai diffuse le conoscenze e acquisizioni sullo stretto rapporto tra il movimento e il contatto con la Natura e il grado di efficacia rispetto alle nostre difese immunitarie ed alla nostra capacità a reagire a patogeni esterni. La pratica dello Shinrin-yoku è una modalità diffusasi dagli anni ’80 in Giappone mirata proprio a favorire il benessere nell’uomo grazie agli effetti positivi della Natura, amplificati in questo caso dal frequentare ambiti naturali boscati.

Al tempo della Pandemia Covid 19 le attività delle Aree protette e quelle connesse alla fruizione ed educazione in natura, hanno subito infatti anch’esse uno stop, obbligatorio per evitare il contatto ravvicinato tra i fruitori. Un fermo che ha colpito anche l’ambito delle attività professionali legate alla natura, come quelle delle guide ambientali (AIGAE) e di altre varierealtà, e con loro tutte le attività di educazione e permanenza in natura per i giovani e con le scuole.

Un comparto che si è fermato, impedendo una attività fondamentale per le persone ed ancor più per i più piccoli e per chi è in età scolare, ma che iniziative anche dei parchi italiani mantengono vive nell’ attenzione come nel caso del Parco del Lura intorno a Saronno.

E sono proprio queste mete, come l’importanza di poter stare in natura e nei parchi, che sono tornate ad essere una necessità pressante da parte dei cittadini, che hanno scoperto per differenza quanto può mancargli respirare all’aria aperta.  Le aree protette, per rispondere alla nuova situazione, hanno regolamentando diversamente la propria attività, ad esempio con il lavoro in smart working, ma anche tenendo alta l’attenzione nel campo della vigilanza.

Sono state anche rinviate molte attività anche congressistiche come ad esempio il congresso mondiale dell’IUCN.

Non sono mancate anche iniziative giornalistiche, come quella varata dalla direttrice Emanuela Celona della Rivista Piemonte Parchi con un diario dalla pandemia, con interventi dei dipendenti dei parchi tra i quali un davvero bel contributo di Lorenzo Vai

Ma la voglia di far vivere nella nostra memoria la bellezza dei paesaggi e della natura è la spinta che ha portato alcuni parchi ad attività ancora più efficacie. Dopo tante proposte virtuali nei Musei, anche lungo i sentieri delle aree protette ci si può muovere in virtuale, per ricordarci di prendere contatto con i paesaggi, l’altro grande sistema museale italiano.

Le passeggiate virtuali sono un esempio promosso da tante aree protette che si possono trovare riunite nei materiali del portale nazionale Parks.it. Eccovi alcuni esempi facilmente consultabili:

Tante occasioni anche promosse dai siti UNESCO e da molte altre organizzazioni del tempo libero e della promozione outdoor del terriorrio, come ricordato in questo articolo tra i quali spicca la ricca proposta ella Fondazione Dolomiti UNESCO.

Le attività in tante aree protette d’Italia si sono anche mosse su molte altre piattaforme tematiche, dalla didattica, al commercio dei prodotti locali, alla ricerca scientifica.

Il Parco del Mincio in Lombardia ha pensato ai più piccoli con il gioco Mincio Play .(scarica qui) . Il Parco del Beigua ha seguito la stessa strada e filone. (scarica qui)

Sulla formazione ha sviluppato una iniziativa il Parco nazionale dell’Arcipelago toscano, organizzando lo scorso  6 aprile un seminario on-line rivolto agli insegnanti di ogni ordine e grado, che è  visibile su YouTube  al link https://youtu.be/VNU3oK8kSTg . Un progetto finalizzato a presentare il programma MAB UNESCO e la Riserva della Biosfera Isole di Toscana ai docenti che vorranno riproporre tali contenuti ai propri studenti, rendendo anche disponibili le relative slide e materiali questo link.

E poi attività di sostengo alla rete delle produzioni locali, che in questo tempo di ordini online, sembrano vivere una stagione di rilancio e nuovo sviluppo delle loro offerte: una occasione che sta facendo assaggiare al pubblico abituato ai corridoi dei supermercati, la bontà del prodotto di terra locale. E’ il caso dell’Ente Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, attraverso l’iniziativa “#IoSostengolamiaComunità” che promuove e consiglia le produzioni agroalimentari del territorio dell’Area Protetta.

Ma la stessa ricerca ed attività di contatto non si ferma. Anzi le modalità di rapporto in remoto stimola ancora di più scambi e progetti come nel caso dell’Erasmus al Parco marino di Punta Campanella.

E poi prodotti video per mantenere viva la curiosità suglispazi naturali, come quelli del Parco nazionale del Circeo o le attività social di coinvolgimento del Parco La Mandria in Piemonte.

Un tempo quindi che se usato bene, sta sviluppando nuovi e più ricchi materiali che potranno essere spunto per tante nuove iniziative anche dopo: un tempo poi così non diverso dall’attuale dove l’Era digitale è ormai da anni con noi.

Quindi un vasto ventaglio di opportunità, per tenere a mente che prima possibile le nostre passeggiate sarà utile farle non lungo i tradizionali luoghi del consumo, ma in natura, beneficiando delle tante conseguenze salutari per la nostra salute.

Scrive per noi

IPPOLITO OSTELLINO
Ippolito Ostellino nasce a Torino il 16 agosto 1959. Nel 1987 si laurea in Scienze Naturali e opera come prime esperienze nel settore della gestione e progettazione di Giardini scientifici Alpini. Nel 1989 partecipa alla fondazione di Federparchi Italia. Autore di guide botaniche e di interpretazione naturalistica e museale, nel 1997 riceve il premio letterario Hambury con la guida ai Giardini Alpini delle Alpi occidentali. Dal 2007 al 2008 è Presidente nazionale AIDAP, Associazione italiana dei direttori dei parchi italiani. Dal 2009 partecipa come fondatore al Gruppo di esperti nazionale sulle aree protette "San Rossore". Nell'area torinese opera in diversi campi: è il promotore del progetto Corona Verde dell'area metropolitana torinese per la Regione Piemonte, e svolge attività di docenza presso il Politecnico di Torino; nel 2008 progetta il format della Biennale del Paesaggio Paesaggio Zero; nel 2009 è autore con i Prof. Pala e Occeli del progetto della ciclovia del canale Cavour ; nel 2011 ha ideato il marchio di valorizzazione territoriale “CollinaPo” sul bacino di interesse dell'area del fiume Po e delle colline torinesi e nel 2016 porta a riconoscimento UNESCO Mab il territorio di riferimento; nel 2016 coordina il tavolo Green infrastructure nel III Piano strategico dell'area metropolitana. Autore di saggi, contributi congressuali e libri sul tema Natura, Paesaggio e Ambiente, nel dicembre del 2012 è stato insignito del premio Cultori dell'Architettura da parte dell'Ordine degli Architetti della Provincia di Torino. Vive e lavora a Torino, dove è dirigente presso l’Ente di gestione regionale del Parco del Po piemontese.

IPPOLITO OSTELLINO

Ippolito Ostellino nasce a Torino il 16 agosto 1959. Nel 1987 si laurea in Scienze Naturali e opera come prime esperienze nel settore della gestione e progettazione di Giardini scientifici Alpini. Nel 1989 partecipa alla fondazione di Federparchi Italia. Autore di guide botaniche e di interpretazione naturalistica e museale, nel 1997 riceve il premio letterario Hambury con la guida ai Giardini Alpini delle Alpi occidentali. Dal 2007 al 2008 è Presidente nazionale AIDAP, Associazione italiana dei direttori dei parchi italiani. Dal 2009 partecipa come fondatore al Gruppo di esperti nazionale sulle aree protette "San Rossore". Nell'area torinese opera in diversi campi: è il promotore del progetto Corona Verde dell'area metropolitana torinese per la Regione Piemonte, e svolge attività di docenza presso il Politecnico di Torino; nel 2008 progetta il format della Biennale del Paesaggio Paesaggio Zero; nel 2009 è autore con i Prof. Pala e Occeli del progetto della ciclovia del canale Cavour ; nel 2011 ha ideato il marchio di valorizzazione territoriale “CollinaPo” sul bacino di interesse dell'area del fiume Po e delle colline torinesi e nel 2016 porta a riconoscimento UNESCO Mab il territorio di riferimento; nel 2016 coordina il tavolo Green infrastructure nel III Piano strategico dell'area metropolitana. Autore di saggi, contributi congressuali e libri sul tema Natura, Paesaggio e Ambiente, nel dicembre del 2012 è stato insignito del premio Cultori dell'Architettura da parte dell'Ordine degli Architetti della Provincia di Torino. Vive e lavora a Torino, dove è dirigente presso l’Ente di gestione regionale del Parco del Po piemontese.

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