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“STOP THE MARCH TO WAR”: un appello urgente alla pace

| Michela Colpo

Tempo di lettura: 2 minuti

“STOP THE MARCH TO WAR”: un appello urgente alla pace
Ogni guerra nella storia è iniziata così: con qualcuno convinto che armarsi di più avrebbe portato la pace. Sappiamo com’è andata. Oggi l’Europa sta per spendere 800 miliardi in armamenti. Prima di accettarlo come inevitabile, fermati un momento. Pensa. E poi agisci.

Il coordinamento StopReArm Europe ha diffuso un manifesto che denuncia la deriva bellicista delle istituzioni europee e chiede un cambio radicale di rotta: disarmo, diplomazia e investimenti sociali al posto di armi e conflitti.

Il punto di partenza è scomodo ma necessario: il mondo è vicino a un conflitto di proporzioni catastrofiche. Sullo sfondo della guerra in corso contro l’Iran da parte di Stati Uniti e Israele e della crescente instabilità in Medio Oriente, le capitali europee non stanno scegliendo di de-escalare, ma la militarizzazione. Una scelta che non offre soluzioni.

“Questo ciclo di violenza deve finire.”

Il nodo del “ReArm Europe”: 800 miliardi per le armi

Al centro della protesta c’è il piano europeo di riarmo, che prevede uno stanziamento di 800 miliardi di euro in armamenti. Per StopReArm Europe, si tratta di una scelta devastante, che sottrae risorse vitali a sanità, istruzione, clima e servizi sociali per arricchire l’industria bellica, aggravando al contempo debito e austerità per i cittadini comuni.

Il manifesto elenca con chiarezza le ragioni per cui il riarmo renderebbe l’Europa meno sicura, non più:

  • Aumenta il rischio di conflitto, segnalando alle parti in guerra che la violenza è la risposta, non la diplomazia
  • Trasforma l’Europa da potenziale mediatore di pace a partecipante diretto ai conflitti
  •  Sottrae ricchezza al nostro futuro: soldi che potrebbero andare a sanità, istruzione, clima e cooperazione internazionale
  • È deciso da una classe politica sovrarappresentata dalle lobby dell’industria delle armi, non dai cittadini
  • Comprime le libertà civili, con la criminalizzazione del dissenso e la sorveglianza degli attivisti per la pace
  • Scarica il costo umano della guerra sui giovani delle famiglie comuni, non su chi ordina la guerra

“Non abbiamo bisogno di più armi”

Il movimento non si limita a dire no. Propone qualcosa di diverso: investire in diplomazia, pace e ambiente invece di armi. La storia lo dimostra: più armi non hanno mai fermato le guerre, le hanno solo rese più devastanti.

L’appello all’azione

StopReArm Europe chiama i cittadini europei a:

  • Firmare la petizione contro il riarmo
  • Unirsi al movimento europeo in crescita contro la corsa agli armamenti
  • Diffondere il messaggio e organizzarsi nelle proprie comunità
  • Scendere in piazza e manifestare per la pace

“La scelta è chiara: investire in armi e guerra, o investire nelle persone e nella pace. Noi scegliamo la pace.”

Scrive per noi

Michela Colpo
Michela Colpo
Michela Colpo, laureata in Scienze biologiche e in Didattica e comunicazione delle scienze naturali, si occupa di comunicazione scientifica attraverso diversi media: giornalismo, social e podcast. Attualmente produce il podcast Eco Talks.