“Tutti chiamati a fare ordine”: il ruolo degli medici veterinari durante e dopo la pandemia

Il 60% delle malattie infettive emergenti sono zoonosi, come sottolinea la Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani (FNOVI) ricordando il ruolo dei medici veterinari giocata durante la situazione emergenziale in atto. Risulta fondamentale per queste figure professionali spogliarsi del proprio particolare e vestire i panni dell’interesse pubblico.

La pandemia di Covid-19, che ha lasciato una traccia indelebile nel 2020 e continua ad imperversare anche in questo primo mese del 2021, ha certamente apportato inevitabili cambiamenti e trasformazioni della nostra società.

Anche alcuni termini, in precedenza utilizzati per lo più dagli esperti, oggi sono tristemente noti anche tra i “non addetti ai lavori”. Un esempio è il termine “zoonosi“, ossia quelle patologie la cui trasmissione avviene attraverso il contatto dell’uomo con animali infetti. Il campo di studi che affronta le zoonosi, alle quali appartiene lo stesso Covid-19, è certamente quello medico-veterinario, che durante la crisi pandemica è risultato assolutamente fondamentale. Proprio i medici veterinari, nonché i rispettivi Ordini di appartenenza sono stati centrali non solo nella divulgazione corretta della tematica, ma anche nell’elaborazione di corrette strategie di indagine e ricerca sul virus.

In una nota stampa, la FNOVI (Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani) ha sottolineato  l’impegno delle categorie professionali chiamate ad agire in questo contesto. Sicuramente risulta indispensabile che il ruolo essenziale riconosciuto alle stesse durante la fase emergenziale più acuta si riproponga anche in futuro. Infatti, al di là della pandemia di Covid-19, sono molte le zoonosi diffuse nel mondo e ancor più quelle emergenti. Secondo l’OMS, il 60% delle malattie infettive emergenti sono proprio zoonosi, mentre il 75% dei nuovi patogeni umani ha una origine animale. Le zoonosi emergenti sono, pertanto, “una crescente minaccia di salute pubblica”, soprattutto nel Mediterraneo orientale. Sarà, dunque, indispensabile, anche in futuro, continuare a mantenere alta l’attenzione del pubblico su queste tematiche, indirettamente legate a quelle ambientali, e a riconoscere il ruolo essenziale degli Ordini veterinari.

L’augurio per il 2021 espresso da Gaetano Penocchio, Presidente di FNOVI, durante la presentazione del documento “Quattro parole per quattro anni” al Consiglio Nazionale della Federazione Nazionale degli Ordini Veterinari, è dunque quello che la “società umana globale e i
singoli individui siano chiamati ad un reset di identità, di ruolo, di scopo e di priorità. Siamo tutti chiamati a fare ordine”.

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