Casa dell’Ambiente ospite del Museo Egizio per l’incontro finale di “Giovani Visioni al museo”
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Anche quest’anno si è concluso il progetto promosso dal Museo Egizio di Torino “Giovani Visioni al museo“, in collaborazione con Visionary Torino.
Casa dell’Ambiente (la struttura territoriale torinese della Rete WEEC), per il secondo anno di fila, ha messo a disposizione i suoi spazi per il progetto ed è stata ospite dell’incontro restitutivo che si è tenuto proprio al Museo Egizio venerdì 16 gennaio. Oltre alla Casa dell’Ambiente, hanno preso parte all’iniziativa la Rete delle Case del Quartiere, COIRAG e Fondazione Time2. La seconda edizione del progetto, che si è da poco conclusa, è stata pensata per celebrare il bicentenario del museo (1824–2024), grazie al finanziamento del programma nazionale PN METRO Plus e Città Medie Sud 2021–2027.
Giovani partecipanti in gruppi di 15
A partire da aprile 2024 e fino a dicembre 2025 è stata proposta una serie di moduli, ciascuno dei quali ha coinvolto piccoli gruppi di 15 giovani partecipanti. Durante questi incontri i NEET (Not [engaged] in Education, Employment or Training), i destinatari dell’iniziativa, hanno avuto la possibilità di esplorare il museo sotto una lente diversa, individuando ciascuno un reperto esposto tra la collezione e provando a raccontarlo da una prospettiva del tutto personale, basandosi dunque su parametri non strettamente attendibili dal punto di vista scientifico e archeologico.
Gli esiti dell’iniziativa
Anche nella sua seconda edizione “Giovani Visioni al museo” ha riscontrato molta partecipazione e si è dimostrata, ancora una volta, trampolino di lancio nel settore culturale. L’iniziativa ha offerto ai partecipanti l’opportunità di vivere un’esperienza unica: un’occasione di condivisione, sperimentazione personale e di confronto fra pari ed esperti del settore, mettendo in gioco capacità e interessi personali. Tramite questa iniziativa ci si era infatti posti l’obiettivo di avvicinare i giovani al mondo culturale e favorire l’orientamento delle proprie scelte formative e/o lavorative, attraverso il rafforzamento della percezione del museo come spazio comune, di ascolto e di comunicazione.
Sperimentare il museo come un ambiente vivo e stimolante, vivendo il suo “dietro le quinte”.
Un’occasione di arricchimento per tutti
I NEET non sono stati gli unici beneficiari dell’iniziativa: tutte le parti coinvolte ne hanno giovato sotto diversi aspetti. Primo fra tutti, lo stesso museo, che, al termine del progetto, ha esposto il risultato del lavoro di ciascun giovane partecipante, presentato sotto forma di prodotti audiovisivi della durata di pochi minuti, fruibili dai visitatori del museo tramite QR code. Gli output, testati alla fine del progetto e presentati a istituzioni museali e culturali e agli stakeholder del territorio, potranno inoltre essere concepiti come prototipi replicabili in altri contesti culturali.
Ne emerge che l’iniziativa ha generato benefici per il territorio nel suo complesso, impattando positivamente tanto sulla fruizione e sulla valorizzazione del patrimonio culturale locale (e non solo) quanto sugli stessi enti che hanno partecipato al progetto in qualità di partner e/o collaboratori.
I NEET sono una risorsa preziosa di competenze, idee e conoscenze
che è giusto valorizzare.
Il momento di restituzione finale ha rappresentato un’importante occasione di riflessione condivisa, di scambio di esperienze e di networking tra tutti i soggetti coinvolti, favorendo il confronto sui risultati raggiunti e sulle prospettive future. È stato un momento necessario e significativo per la chiusura del progetto, concepito per generare effetti duraturi nel tempo.
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Scrive per noi

- Eleonora Possetto
- Eleonora Possetto è laureata in Lingue e in Turismo culturale e sostenibile ed è da sempre appassionata di letteratura, viaggi ed ecologia. Ha maturato esperienze di volontariato nel campo dell'ambientalismo e dei diritti civili ed è attualmente impegnata nel Servizio Civile Ambientale presso l'Istituto per l'ambiente e l’educazione Scholé futuro.
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