Jorge Mario Bergoglio: il papa della giustizia sociale, dell’amicizia fra Stati, dell’interculturalità
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(Nell’immagine di apertura, papa Francesco con il Grande Imam di al-Azhar (moschea a università del Cairo), in occasione della firma ad Abu Dhabi di una dichiarazione congiunta per la fratellanza e la pace “Fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune”)
Si è spento il lunedì di Pasquetta il primo papa gesuita, il papa riformatore. Non soltanto ha rinnovato la Chiesa, non solo ha cercato di continuare il dialogo fra le religioni, ma un pontefice che in tutti le sue manifestazioni portava un messaggio di speranza, di pace e di amicizia sociale. Egli parlava continuamente della necessità della pace, gettando luce su tutte, soprattutto su quelle fuori delle luci dello spettacolo mediatico.
Non solo perché gesuita, non solo perché sensibile al dialogo interculturale, al dialogo ecumenico (la sua formazione in filosofia, naturalmente, è il sostrato della sua visione interculturale; ricordiamo la sua autobiografia, Life. La mia storia nella Storia, HarperCollins Italia, pubblicato l’11 febbraio del 2025, data significativa per ricordare la Madonna di Lourdes in perfetta armonia con la sensibilità mariana del Pontefice), è giunto a essere l’interprete primo del ministero della Chiesa secondo i dettami di Francesco d’Assisi, di cui non a caso ha assunto il nome pontificale, per riformare la Chiesa- siamo, inoltre, a ottocento anni dal Cantico delle creature del “poverello di Assisi” (1224):
“Laudato si’, mi’ Signore, per sora
nostra matre terra, a quale ne
sustenta et governa, et produce
diversi fructi con coloriti fiori et
herba.”
Figlio di emigrati
Papa riformatore della Curia romana, della Chiesa, il papa della cura del creato.
Le campane a morto hanno suonato per ufficializzare la morte del Pontefice: grazie alla sua riforma tutti gli incarichi, con la sua morte, sono decaduti.
Un papa con un messaggio politico costante di pace e di giustizia sociale. I palazzi istituzionali hanno tutti le bandiere a mezz’asta in segno di lutto; in Francia, patria dei credenti e dei non credenti cui il messaggio papale era costantemente rivolto, hanno suonato ottantotto volte le campane di Notre Dame per ricordare l’età del pontefice.
Un papa molto aperto, perché parlava a tutti come nel Cantico delle Creature faceva Francesco d’Assisi. Forse, anche le sue esperienze hanno permesso di dare vita a un uomo di Chiesa origine latino-americana e piemontese, figlio di emigrati in Argentina, chiamato famigliarmente “Giorgio” nelle colline del Monferrato.
La scelta di essere sepolto nella basilica di Santa Maria Maggiore rafforza l’idea della marianità.
Nel 1508, ricordiamo, ci fu la prima messa davanti a quell’icona proprio dei Gesuiti.
Papa Francesco ha mostrato attenzione su temi che attraversano tutte le fasce di età: l’ambiente, l’intelligenza artificiale, la pace fra i popoli, l’Unione Europea. Il ministro degli esteri Tajani ha ricordato proprio l’interesse del Pontefice a tutti questi ambiti.
Perfino Nordio…
Un papa che ha scelto di percorrere la via della verità esplorando ambiti estremamente vari perché la voce del Vangelo va portata ovunque sulla Terra, in tutti gli ambiti della vita umana. Anche il ministro Nordio ha affermato che si lavorerà per carceri più umane nel segno del magistero di papa Bergoglio.
Ambiente, argomenti sociologici, argomenti politici: niente si è sottratto allo sguardo e all’azione pontificia. Non è stato un papa politico in senso classico, ma ha avuto sempre vivo il problema delle differenze fra i popoli e l’esigenza del dialogo che estingue la guerra, come ha ricordato Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio.
Si presenta al mondo il 13 marzo 2013 con un “Buona sera!”, dicendo del Papa “che arriva dalla fine del mondo”.
Nel periodo fondante della Cristianità, la Pasqua, se ne va Papa Francesco (il primo papa a portare questo nome), il papa che, come è stato detto, “ha esordito col rifiuto dello “splendore del Potere” perché l’amore di Dio “significa umiltà” (Toni De Santoli, Papa Francesco e il rifiuto dello “splendore del Potere” in “La Voce di New York” 6 gennaio 2015). I Dalai Lama ha ricordato che papa Francesco “si è dedicato al servizio degli altri”.
Salutiamolo come amava fare ogni domenica, all’Angelus di mezzogiorno “buon pranzo a tutti e non dimenticate di pregare per me”.
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- TIZIANA CARENA
- Tiziana C. Carena, insegnante di Filosofia, Scienze umane, Psicologia generale e Comunicazione, Master di primo livello in Didattica e psicopedagogia degli allievi con disturbi dello spettro autistico, Perfezionamento in Criminalistica medico-legale. È iscritta dal 1993 all'Ordine dei Giornalisti del Piemonte. Si occupa di argomenti a carattere sociologico. Ha pubblicato per Mimesis, Aracne, Giuffrè, Hasta Edizioni, Brenner, Accademia dei Lincei, Claudiana.
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