L’impatto della crisi sulla salute mentale dei bambini

Si vota in Grecia per decidere del futuro del paese tormentato dalla crisi economica, mentre escono dati sconvolgenti sull’impatto che in questi anni la crisi economica ha avuto sulla salute mentale dei bambini greci.

Ne scrivono la psichiatra Ioanna Giannopoulou e il sociologo dell’Università dell’Egeo Georgios Tsobanoglou nel numero VII/14 della rivista scientifica Culture della sostenibilità.

L’articolo, intitolato Economic crisis impacts upon child mental health, analizza i fattori che aumentano la vulnerabilità psicologica di bambini e adolescenti in tempi di crisi e che si inquadrano in un aumento delle malattie e della mortalità infantile, dei lavoro minorile, degli abusi sui bambini, della violenza su bambini e donne e dell’abbandono scolastico.

Innanzitutto, i bambini vivono in mezzo ad adulti tra i quali aumentano in modo significativo le sintomatologia psichiatriche: in Grecia gli adulti in difficoltà economica soffrono di seri problemi psichiatrici sette volte di più rispetto alle persone senza avversità finanziarie e dodici volte di più di depressione. Nel giro di alcuni anni anche i suicidi e i tentati suicidi sono aumentati di quasi il 50%.

In famiglia, i bambini sperimentano separazioni, tensioni e mancanza di cibo.

Le famiglie in difficoltà spesso abbandonano i figli in ospedale o in istituti perché non sono in grado di nutrirli.

Le scuole greche stanno censendo i bambini malnutriti per dare loro frutta e verdura, ma anche l’ambiente scolastico registra un peggioramento del servizio e un aumento di stress dovuto anche alla riforma del sistema educativo.

Nelle città invece aumentano bullismo, degrado e ragazzi che come unica alternativa hanno quella di passare il tempo chiusi in casa davanti alla tv.

Il tutto, scrivono Giannopoulou e Tsobanoglou, si traduce in un forte aumento di casi segnalati ai servizi di salute mentale.

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