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Nazionalismo basco: una ragazza e una storia

| Valerio Calzolaio

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Nazionalismo basco: una ragazza e una storia
Spagna, 1985. Un attentato dell’ETA. Un bambino di dieci anni muore. Gli esecutori non vengono mai identificati. Clara Usón entra dentro il terrorismo (nelle sue logiche, nelle sue ferite) intrecciando voci reali e finzione per raccontare ciò che i fatti da soli non riescono a dire.

Spagna. Settembre 1985.

Con la pistola sparano sulla porta di casa a un uomo e colpiscono pure il figlio di dieci anni. Abitano in una città della Biscaglia, il ragazzo muore dopo due giorni.
La moglie era al supermercato, la figlia all’estero.

L’ETA aveva ucciso 37 persone quell’anno, ferendone altre; non rivendicò mai l’attentato, né furono identificati gli esecutori. Forse erano stati José Ángel Aguirre Aguirre con la fidanzata di allora, Idoia López Riaño, nota come Tigresa, bellissima ventenne figlia di immigrati, che avevano aderito al nazionalismo basco e facevano parte del commando “legale” Oker, non schedato dalla polizia e poi smembrato a ottobre.

La grande scrittrice Clara Usón (Barcellona, 1961) in “Le belve” racconta l’intima lotta feroce del e nel terrorismo (anche dei Gal), attraverso “testimonianze” in prima o in terza su di lei e la voce (in corsivo) in prima della stessa “vera” protagonista, intrecciando personaggi e fatti reali con personaggi e vicende fittizie.

Le belve

Clara Usón

Traduzione di Silvia Sichel

Noir storico

Sellerio Palermo

2026 (orig. Las fieras 2024, Premio Hammett 2025 della Semana Negra di Gijón).

Pag. 313, euro 17

Scrive per noi

Valerio Calzolaio
Valerio Calzolaio
Valerio Calzolaio, giornalista e saggista, è stato deputato (1992-2006) e sottosegretario all’Ambiente (1996-2001). Ha pubblicato numerosi libri sul tema della migrazioni e dei profughi ambientali.