Scuola democratica: più di 20 anni di attivismo e pedagogia
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Martedì 10 dicembre si è svolto a Torino il seminario “La storia e i progetti del Forum per l’educazione e la scuola del Piemonte e delle associazioni che vi hanno fatto parte, guardando ai risultati di vent’anni di ricerca e di azione con le scuole del territorio”. Organizzato dal Forum per l’educazione del Piemonte, rappresenta un’occasione per proseguire il viaggio nei territori della scuola piemontese, progetto che il forum cura da diversi anni.
Il seminario è stato l’occasione per portare avanti l’analisi delle problematiche e dei punti di forza della scuola piemontese oggi, ascoltando il punto di vista di tutti gli attori coinvolti nel processo di “formazione ai formatori” che sta avvenendo all’interno della scuola piemontese, ma è stato anche occasione per presentare il lavoro di ricerca e catalogazione svolto da Gianni Giardiello, che si è concretizzato nelle esperienze e nelle storie raccolte nel volume “Pedagogia democratica”.
Pedagogia democratica. Ovvero le azioni e le proposte di una scuola che vuole continuare ad aiutare la rinascita del paese, di Gianni Giardiello, prefazione di Domenico Chiesa (pag. 223, euro 22) è edito da Impremix Edizioni.
Fonte storica e manuale operativo, il libro (che presenta una lectio magistralis di Norberto Bobbio su “Democrazia e educazione”) racconta le battaglie e l’impegno che ha caratterizzato il passato degli attori riuniti attorno al Forum e di tutti quegli attori che hanno lottato per costruire quelle che Giardiello ha definito “buone scuole”.
Per costruire il futuro è necessario imparare dal passato; la pedagogia (che deve necessariamente essere democratica) ricerca strade e strategie educative per affrontare e gestire le complesse relazioni che riguardano la scuola nel 2024, ma solo dopo aver definito i cambiamenti che riguardano i singoli e le collettività, avendo ricercato relazioni e ragioni psicologiche o sociali sottostanti.
In cosa può definirsi democratica la scuola?
Un processo di educazione, per essere funzionale e trasmettere i valori di comunità, deve necessariamente essere democratico. Non è possibile non dare rilevanza a tutti gli attori coinvolti nel processo di educazione, che vede gli alunni come attori privilegiati, ma all’interno di una serie di relazioni che coinvolgono uno spettro più ampio, che riguarda anche i genitori, i collaboratori e l’intera comunità.

Come sottolinea l’autore, Gianni Giardiello, “a differenza di altre scienze dell’uomo come la sociologia o la psicologia, la pedagogia infatti non si limita ad evidenziare e spiegare i problemi e i cambiamenti riguardanti i singoli o le collettività, ricercandone relazioni e ragioni psicologiche o sociali, ma ricerca strade e strategie educative per affrontarli e risolverli”. Attraverso le testimonianze di chi ha operato prima di noi possiamo immaginare il futuro della scuola.
L’obiettivo per creare e mantenere, soprattutto, una scuola veramente democratica deve essere la creazioni di luoghi e momenti atti al dialogo, per ascoltare e capire le necessità degli attori “privilegiati” del processo pedagogico, gli alunni, che non devono più essere limitati a figure passive nel processo educativo.
Le buone scuole
Prima ancora della legge numero 107/2015, in Piemonte era in cantiere un nuovo modello per intendere la scuola, quello delle buone scuole. Il forum e i suoi attori hanno utilizzato questo termine da diversi anni ormai, riferendosi alle buone pratiche che creano sinergia all’interno della scuola, per ampliare il processo di istruzione al di fuori delle aule.
Come ha sottolineato Domenico Chiesa (insegnante di filosofia e presidente nazionale del Centro di iniziativa democratica degli insegnanti, CIDI) durante il seminario e nella prefazione del libro, “La lezione che emerge è quella che collega il cambiamento della scuola con il protagonismo dei soggetti che in essa operano”, richiamando per una partecipazione attiva di tutti i soggetti coinvolti nel processo di educazione, dentro e fuori la scuola.
Una comunità operosa con i colleghi e con gli allievi è il primo e necessario passo per rendere la scuola un luogo e un tempo di incontro e confronto di tutti i protagonisti dell’educarsi inteso come processo che caratterizza l’intero percorso di vita.
Prospettive per la scuola del futuro
Per lavorare in una scuola democratica è necessario immaginare questa scuola. L’immagine che è emersa dal seminario vuole ridefinire il processo pedagogico come un’azione attiva che crea comunità tra insegnanti e allievi, svolta in spazi adatti per l’incontro e il confronto. Cambia anche il modus operandi per portare avanti un’azione che sia “nella scuola” e non “per la scuola”: l’educazione è un processo che dura per tutta la vita e non può considerare la fase infantile e adolescenziale come compartimenti stagni, scollegati dal resto della vita. L’istruzione è la colonna portante per la libertà del futuro.
Questa nuova prospettiva vede una coincidenza tra la libertà di insegnamento e la libertà di apprendimento, due processi che si incrociano e devono trovare un equilibrio, per creare la sinergia che più volte è stata richiamata durante il seminario.
Le sfide odierne, in un mondo sempre più veloce e individualizzato, riguardano la diminuzione del ruolo dell’associazionismo nel mondo scolastico. L’ultimo intervento del seminario ha sottolineato la necessità di creare una congiunzione tra le vecchie generazioni, che devono mettere a disposizione le lezioni del loro tempo, e l’azione propulsiva delle nuove generazioni, che devono mettersi in gioco e hanno necessità di ampio margine di manovra.
Il ruolo del Forum
Il momento di condivisione che si è svolto martedì 10 dicembre è frutto di più di 20 anni di lavoro e di raccolta dati nel mondo della scuola. Dal 23 ottobre 2001, quando è stato firmato l’atto costitutivo del Forum, sono tantissimi gli educatori e le scuole che sono state raggiunte e hanno partecipato alle iniziative del Forum, che hanno coinvolto le comunità in un processo di educazione che non si ferma nelle classi. Lo scorso settembre si è svolta la quattordicesima edizione del forum “Vivere la Costituzione nella scuola e nella società” in cui, attraverso la partecipazione di tutti, si è riflettuto sull’importanza della parità di dignità sociale e sulle sfide per eliminare gli ostacoli all’uguaglianza dei cittadini.
Leggi anche “Vivere la Costituzione nella scuola e nella società“
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- Angelo Mineo
- Volontario presso l'Istituto per l'Ambiente e l'Educazione Scholé Futuro e laureando all'Università di Torino in Scienze Internazionali. Dopo la laurea triennale in Migration Studies mi sono focalizzato sull'analisi dei fenomeni sociali ed ecologici
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