Inizio di successo per il WEEC 2024, un forum globale per affrontare le sfide planetarie

La dodicesima edizione del Congresso mondiale di educazione ambientale (WEEC) è stata inaugurata ad Abu Dhabi, Emirati Arabi Uniti, con la partecipazione di figure di spicco e un focus su temi cruciali come cambiamenti climatici e biodiversità. Durante le sessioni plenarie, esperti internazionali hanno discusso dell’importanza dell’educazione ambientale, evidenziando sfide e soluzioni. Il congresso continua fino al 2 febbraio 2024.

WEEC 2024 promuove l’educazione ambientale: la dodicesima edizione del Congresso mondiale di educazione ambientale (WEEC) ha preso il via ad Abu Dhabi

Dodicesimo WEEC (2024) – Mario Salomone, segretario generale della rete internazionale, apre il congresso a Abu Dhabi.

Alla cerimonia di apertura hanno partecipato figure di spicco, tra cui Shaikha Al Dhaheri, segretaria generale dell’Agenzia dell’ambiente – Abu Dhabi, Emirati Arabi Uniti; Sua Altezza Sheikha Shamma bint Sultan bin Khalifa Al Nahyan, presidente e CEO degli acceleratori indipendenti per il Cambiamento climatico degli Emirati Arabi Uniti (UICCA); Mario Salomone, segretario generale della Rete mondiale dell’educazione ambientale; ed Elizabeth Wathuti, attivista giovanile keniota, fondatrice e direttrice esecutiva di Green Generation Initiative, Kenya.

Il segretario generale della Rete WEEC, Mario Salomone, ha affrontato il tema dell’interdisciplinarietà e della transdisciplinarietà, sottolineando che l’ambiente rappresenta il crocevia delle prospettive ed è il terreno ideale per costruire approcci travrsli. Ha evidenziato che la sfida delle crisi ambientali non è solo accademica, coinvolge la scienza occidentale, la relazione tra conoscenza esperta e conoscenza tradizionale, solleva questioni etico-politiche e richiede una profonda ristrutturazione di conoscenze, strutture e leggi.

Ha poi annunciato una nuova collaborazione tra il Club di Roma e la rete globale WEEC, che mira a comprendere meglio la natura dell’apprendimento odierno, basandosi sul messaggio trasmesso nel 9179 dal settimo rapporto del Club di Roma, “No Limits to Learning“.

Shaikha Al Dhaheri ha focalizzato il suo discorso su tre temi cruciali: cambiamenti climatici, perdita di biodiversità e inquinamento. Sua Altezza Sheikha Shamma bint Sultan bin Khalifa Al Nahyan, nel suo intervento, ha sottolineato l’importanza del coinvolgimento delle donne e dei giovani, evidenziando significative trasformazioni negli Emirati Arabi Uniti e sottolineando il potere trasformativo dell’educazione.

Plenaria 1: la triplice crisi planetaria – allineare EE e ESD

Durante le sessioni plenarie successive, numerose autorità nazionali e internazionali hanno contribuito, tra cui Razan Khalifa Al Mubarak, presidente dell’IUCN, che ha dichiarato: “L’azione governativa da sola non è sufficiente; è necessario l’aiuto di tutti. Il WEEC svolge un ruolo cruciale, ispirando, potenziando ed abbracciando la nuova economia.” La presidente dell’IUCN ha annunciato anche un impegno per creare una roadmap per lo sviluppo di un set educativo per i giovani.
A seguito delle osservazioni di Razan Khalifa Al Mubarak, Jack Dangermond, presidente dell’Istituto di ricerca sui sistemi ambientali (ESRI), USA, ha preso la parola.
Dangermond ha evidenziato il successo e le sfide affrontate dalla nostra specie, riconoscendo la crescita esponenziale della tecnologia negli ultimi 300 anni. Ha espresso preoccupazione per l’impronta umana che domina l’evoluzione del pianeta e come ora rappresenti una minaccia per il nostro futuro, specialmente a causa della sovrappopolazione. Ha sottolineato la necessità critica di comprensione e collaborazione per affrontare le sfide future.

Discussione del panel con personalità di alto livello

Dopo di loro, diversi altri relatori di rilievo sono saliti sul palco durante la successiva discussione del panel: Abdul-Majeid Haddad, direttore regionale delegato dell’UNEP, Ufficio per l’Asia Occidentale, Libano, ha sottolineato l’importanza che gli educatori abbiano uno spirito ambientale e lo trasferiscano all’educazione. Ha discusso del ruolo degli educatori come custodi delle leggi, che devono fornire incentivi per l’educazione ambientale attraverso approcci formali e informali. L’educazione formale coinvolgerebbe quadri legali, mentre l’educazione informale ispirerebbe i giovani a diventare campioni ed educatori stessi.

Tra gli altri partecipanti al panel, Amna Al Dahak Al Shamsi, ministra del Cambiamento climatico e dell’ambiente, Emirati Arabi Uniti, ha sottolineato che l’educazione ambientale non è solo responsabilità degli educatori, ma di tutti. Ha evidenziato il potere e la connettività dell’educazione, raggiungendo ogni casa. Per integrare l’educazione ambientale nella vita quotidiana, deve essere instillata come parte dei valori delle persone, specialmente considerando che sono i futuri educatori e scienziati.

Mamo Boru Mamo, direttore generale dell’Autorità nazionale per la gestione dell’ambiente (NEMA), Kenya, ha trattato la necessità di supervisionare e coordinare le questioni ambientali in Kenya a causa di risorse limitate. Ha sottolineato l’importanza di leggi e regolamenti nella costituzione per gestire e proteggere l’ambiente. Affrontare la qualità ambientale dovrebbe essere uno sforzo sia individuale che collettivo.

Lorenzo Fioramonti, ex ministro italiano dell’Istruzione, ha condiviso la sua esperienza nell’incoraggiare gli studenti a scioperare per un’istruzione migliore. Ha evidenziato la difficoltà di cambiare i programmi scolastici e ha sottolineato l’importanza di introdurre la sostenibilità ambientale come materia esperienziale. Investire nell’istruzione è cruciale per costruire un’economia forte, con i bambini che sono ambasciatori fondamentali del cambiamento.

Ginger Potter, specialista senior dell’educazione dell’Agenzia per la protezione ambientale (USA) ha affrontato la sfida dell’educazione ambientale che anche negli USA non è obbligatoria (solo la metà degli stati la prevedono nel loro curriculum). Ha sottolineato la necessità di investimenti governativi e leggi per garantire che ogni studente apprenda sull’ambiente, presentandolo come una questione di sicurezza nazionale.

La dodicesima edizione del WEEC è iniziata dunque con grande successo e continuerà fino al 2 febbraio 2024. Il Congresso mondiale di educazione ambientale rappresenta un catalizzatore cruciale per ispirare, potenziare ed abbracciare la nuova economia, continuando a svolgere un ruolo fondamentale nella promozione di un futuro sostenibile attraverso l’educazione ambientale.

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".eco" dal 1989 è la rivista non profit italiana di riferimento per l'educazione ambientale e l'educazione sostenibile, che è la coerenza e sinergia di tutti gli aspetti dei sistemi e processi educativi: educazione sostenibile significa ecologia delle strutture fisiche, degli ordinamenti, dei contenuti, degli obiettivi e dei metodi educativi.

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