150 anni di parchi nazionali: tutela necessaria contro il cambiamento climatico

La nascita del parco nazionale è stato uno dei segni più importanti di tutela dell’ambiente, in tutta la sua complessità, da parte dello Stato. I parchi si contraddistinguono per la loro varietà di flora e fauna: dalle aree terrestri fino a quelle fluviali, lacustri o marine, di elevato valore scientifico e culturale. E su questo, il parco nazionale più antico del mondo fa da modello.

Yellowstone Park, il parco della biodiversità per eccellenza

Parlando di vulcani, il Parco di Yellowstone è il luogo con la maggior concentrazione di fenomeni vulcanici al mondo, con la presenza di centinaia di geyser e sorgenti termali. Le eruzioni del Grand Prismatic Hot Spring possono arrivare fino a 30.000 litri d’acqua proiettati in aria; e il geyser Old Faithful, il “vecchio fedele”, il più celebre del Parco, arriva a lanciare acqua  fino a 50 metri.

NPS / Jacob W. Frank

All’interno del Parco è possibile ammirare i Canyon tra i più belli di tutta l’America. Ve n’è uno, lungo oltre 30 chilometri e profondo tra gli 800 e i 1200 metri, che ospita le tre maestose e famose cascate: la Upper Falls, la Lower Falls e la Crystal Falls.

Dal punto di vista della fauna, all’interno del parco sono presenti più di 70 specie di mammiferi e centinaia di uccelli. Il numero degli insetti è incalcolabile. Oltre ai famosi orsi grizzly, simbolo del parco, è possibile incontrare volpi, cervi, linci, bisonti americani e coyote. Tutti in piena libertà e in tutela della biodiversità, un tema da sempre fondamentale in questo parco, ancora di più in questo momento storico.

Il Global Risks Report 2022 appena pubblicato dal World Economic Forum (WEF) cataloga quelli che sono i rischi che l’umanità, globalmente, ha più paura di dover affrontare nel corso dell’anno. Al terzo posto, dopo il fallimento dell’azione climatica e gli eventi metereologici estremi, è la perdita di biodiversità a guadagnarsi la medaglia di bronzo. Il problema della perdita della biodiversità è un problema attuale. Siamo nel pieno della sesta estinzione di massa, con un tasso di estinzione di specie animali e vegetali 1.000 volte superiore a quello naturale.

In appena 50 anni il 20% della superficie delle foreste dell’Amazzonia è scomparsa mentre gli ambienti marini del mondo hanno perso quasi la metà dei coralli negli ultimi 30 anni. Il mondo ha bisogno di una Roadmap dal 2020 al 2050 con obiettivi chiari e ben definiti, di un set di azioni credibili per ripristinare i sistemi naturali e ristabilire un livello capace di dare benessere e prosperità all’umanità.                                   (Donatella Bianchi, Presidente WWF Italia)

Il parco Yellowstone è stato trai primi a combattere la perdita di biodiversità con il “rewilding”

Si chiama rewilding il processo di rinaturalizzazione che ha visto come protagonista proprio lo Yellowstone Park. Il tentativo è quello di ripristinare gli ecosistemi al loro stato originario, permettendo ad alcune aree più sofferenti di rimettere in moto processi ecologici. Nell’ecosistema, infatti, i vari livelli trofici sono connessi tra loro, e la modificazione in uno di questi può avere effetti su tutto il resto della catena, quindi su tutti i livelli trofici.
Una cascata trofica è un cambiamento all’apice della piramide trofica, che genere un “effetto domino” su tutti i livelli sottostanti. Uno degli esempi più importanti è avvenuto proprio in questo parco. Nel 1995, si decise di reintrodurre i lupi.

NPS/Neal Herbert

La presenza della singola specie rivoluzionò l’ecosistema. Se le sponde dei fiumi erano brulle e pascolate dai cervi, per esempio, la presenza dei lupi comportò l’allontanamento dei cervi dalle zone di pascolo, per paura di essere uccisi. Di conseguenza, questo comportò la rinascita di zone d’alberi; e, di conseguenza, la nuova vegetazione attirò nuove specie di animali e stabilizzò i corsi d’acqua riducendone l’erosione. L’impatto di una solo specie fece, appunto, da cascata trofica, cambiando il sistema, il paesaggio e, addirittura, la composizione chimica del terreno e dell’atmosfera.

Proteggere alcuni animali significa scegliere la tutela e la salvaguardia di ecosistemi e biodiversità, ma può rivelarsi anche uno strumento per la lotta ai cambiamenti climatici.              Stella Levantesi, I bugiardi del clima, LaTerza, 2021.

Un elemento, quest’ultimo, da tenere bene a mente dopo la pubblicazione della seconda parte del documento dell’IPCC. Pubblicato in data 28 febbraio, completa lo scenario che era già stato annunciato nella prima parte del report, quest’estate: bisogna agire subito. E questo può avvenire anche partendo dai nostri parchi nazionali.

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Carola Speranza
Carola Speranza
Dopo aver conseguito la doppia laurea triennale nel dipartimento di Lettere moderne all’Università degli studi di Torino e Université Savoie Mont-Blanc, ottiene la laurea magistrale binazionale in Filologia moderna all’Università Sapienza di Roma e Sorbonne Université di Parigi. È fondatrice e autrice del blog “Grandi Storielle”.

Carola Speranza

Dopo aver conseguito la doppia laurea triennale nel dipartimento di Lettere moderne all’Università degli studi di Torino e Université Savoie Mont-Blanc, ottiene la laurea magistrale binazionale in Filologia moderna all’Università Sapienza di Roma e Sorbonne Université di Parigi. È fondatrice e autrice del blog “Grandi Storielle”.

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