Fumare fa male. Anche all’ambiente, specialmente marino

Ecologia dei circa due milioni di tonnellate di mozziconi di sigaretta gettati ogni anno. Si sa che il fumo delle sigarette fa entrare nel corpo umano sostanze tossiche e cancerogene, nonostante il filtro. Oltre al catrame, la nicotina, altri composti volatili fra cui ossido di carbonio e metalli tossici fra cui cadmio, piombo, arsenico e anche il polonio radioattivo, presenti nelle foglie del tabacco, oltre a molti additivi e ingredienti segreti aggiunti dall’industria del tabacco per rendere più gradite ai consumatori le sigarette (nel mondo circa seimila miliardi di sigarette l’anno). Le sostanze rimaste nei mozziconi avvelenano l’ambiente, danneggiando soprattutto la vita acquatica. Mentre le fibre del filtro si decompongono soltanto dopo alcuni anni.

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L’ingegnoso Cowper, precursore dell’economia circolare

Come e perché la lavorazione dell’acciaio è tremendamente inquinante. Ma già nell’Ottocento l’ingegnere londinese Edward Alfred Cowper (1819-1893), che fin da ragazzo aveva dimostrato una grande attitudine all’innovazione e alle invenzioni, si applicò nel trovare soluzioni per il risparmio energetico, dagli stabilimenti siderurgici alle locomotive. E pochi sanno che il perfezionamento da lui apportato agli ingranaggi delle biciclette le fece uscire dalla loro infanzia.

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Inquinamento di 500 anni fa: le attività minerarie e metallurgiche

“Le attività minerarie e metallurgiche danneggiano gli alberi e i campi e distruggono gli uccelli”: l’accusa, attualissima, risale a cinquecento anni fa. L’umanista tedesco Georg Bauer, detto Agricola (1494-1555), nel “De re metallica”, un grande trattato sull’arte mineraria di enorme successo, descrive le dure condizioni in cui viene svolto il lavoro dei minatori e delle malattie e intossicazioni a cui sono esposti, i danni dell’inquinamento e quali conoscenze devono possedere i funzionari addetti alla vigilanza.

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Il futuro dell’Unione Europea: stabilità e benessere. Dimenticando il PIL

Un appello (sensato e urgente, che chiama in causa anche tutti noi) di 238 accademici pubblicato su “The Guardian”: bisogna impegnarsi per un futuro di benessere ecologico e umano basato sul superamento della crescita e non sulla crescita del PIL. Occorrono nuovi indicatori e un patto tra tutti gli Stati membri per assicurare stabilità e benessere, soddisfacendo i bisogni essenziali dei cittadini europei, riducendo il consumo di risorse, i rifiuti e le emissioni inquinanti.

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Vernadskij, lo scienziato che scoprì l’unità del mondo biologico e inanimato

È Vladimir Vernadskij (1863-1945), geochimico, prima oppositore degli Zar, poi coraggioso difensore dell’indipendenza della scienza nella Russia di Stalin. A Parigi ebbe tra i suoi allievi il gesuita Teilhard de Chardin. Già nel 1926 parlava di effetto serra e buco dell’ozono. Suo il merito di aver scoperto che la vita sul pianeta si basa sulla circolazione degli elementi, dall’atmosfera alle piante, agli animali, al suolo, e poi di nuovo all’atmosfera e alle acque; di questi cicli vitali fanno, naturalmente, parte gli esseri umani. Il suo testamento scientifico e spirituale è un saggio sulle modificazioni operate sulla biosfera dalle attività derivate dalla mente umana.

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Le Riserve della Biosfera MaB (Man and Biosphere) in crescita.

Un progetto di etica ambientale, non solo di tutela, in aumento in una Italia troppo poco attenta ai progetti di tutela del territorio, denunciati da WWF Italia.

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Autarchie e ecologia. Le tre “età autarchiche” e la crisi attuale

Caratterizzate da stupidità e furbizie, si sono avvicendate almeno tre età autarchiche, sia in paesi democratici, sia totalitari. Ma alcune soluzioni “autarchiche” presentano di nuovo interesse proprio per motivi ecologici, nell’era della globalizzazione, di fronte ai problemi di scarsità di materie prime e di impoverimento ambientale. Il petrolio ha fatto dimenticare materiali e tecniche dimenticate e pochi sanno che nel sud Italia si può coltivare la pianta della gomma.

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Le immagini uniscono, le parole dividono: la comunicazione ecologica secondo Otto Neurath

L’ISOTYPE, Linguaggio per immagini di Otto Neurath (International System Of Typographic Picture Education) è il tentativo più maturo di democratizzare il sapere usando una forma di comunicazione estremamente inclusiva: il linguaggio per immagini. L’ISOTYPE è un linguaggio di aiuto, pensato anche per i “Bisogni Educativi Speciali” e per iniziare un’educazione attraverso l’occhio: segni, colori, associazioni fra immagini compongono una sintassi e un lessico capaci di superare molte delle barriere che impediscono la reale socializzazione del sapere, come, ad esempio, informare su dati statistici chi non ha mai avuto modo di ricevere una formazione statistica e di contribuire a formare un’opinione pubblica, sufficientemente svincolata dalle barriere educative e culturali, e politicamente consapevole.

Otto Neurath (1882-1945), filosofo, economista e sociologo austriaco, è stato autorevole componente del “Circolo di Vienna”, promotore dell’educazione per immagini con attività museali e ideatore del Linguaggio internazionale per immagini (ISOTYPE).

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I materiali del Ponte. Segreti e debolezze del calcestruzzo

Migliaia di lavoratori sono stati impegnati nella progettazione, nelle cave di sabbia e argilla, nei cementifici, nelle acciaierie, nei cantieri, per produrre calcestruzzo armato, con fatica, dolore, talvolta morte, che sono il costo delle strade e dei ponti indispensabili per il movimento delle merci e delle persone. Ma il calcestruzzo armato, soprattutto nelle strutture all’aperto come ponti e strade, è esposto a dilatazioni col caldo e contrazioni col freddo, alle pressioni dovute al traffico, alle infiltrazioni dell’acqua e del sale sparso come antigelo d’inverno, alla formazione del ghiaccio, eccetera, che comportano corrosione e ossidazione dell’acciaio, distacco dell’acciaio dal calcestruzzo e frantumazione del calcestruzzo. Se non c’è manutenzione succede come a Genova.

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Politiche del rattoppo. Dietro il tragico crollo del ponte Morandi un troppo ignorato e trascurato allarme

Il tragico crollo del ponte Morandi a Genova è frutto della mancanza in Italia di manutenzione e prevenzione e di una politica del rattoppo che l’indomani di un disastro mette pezze, tampona falle, ma non rimuove le cause dei disastri, in attesa di contare i morti di un altro rattoppo. È stato troppo ignorato l’allarme sulla durata del materiale utilizzato per le costruzioni che dal dopoguerra hanno caratterizzato ricostruzioni e costruzioni in edilizia. La nostra solidarietà va alle vittime, ma l’indignazione deve tradursi in politiche continue e organiche

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Intorno alle aree protette metropolitane: quattro temi per l’evoluzione dei sistemi naturali periurbani.

Le aree protette di città, per la crescita della consapevolezza del rapporto uomo-natura. Un contributo in vista del seminario di Federparchi del prossimo 14 settembre Sala Viglione Comsiglio Regionale del Piemonte.

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La natura non condona. Soffriamo della sindrome di Phileas Fogg

L’economia mondiale sta bruciando le residue risorse della biosfera, di biocapacità e di risorse non rinnovabili, per tenere in piedi un sistema basato sulla produzione e il consumo di massa e sullo sfruttamento incontrollato della natura e del lavoro umano. Incendi, consumo di suolo, via libera ai combustili fossili e in generale a una crescita insostenibile e incontrollata sono aspetti di una “sindrome di Phileas Fogg”: sfruttiamo tutto il possibile, come il protagonista de “Il giro del mondo in 80 giorni” di Verne fece bruciare ogni cosa sul piroscafo che lo riportava in Inghilterra, pur di arrivare e vincere la sua scommessa. Ma la natura non condona e non perdona

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Mare vasto e immenso, fonte di materie prime

Dobbiamo prestare più attenzione a mari e oceani: contengono quantità enormi di materie preziose, seppur in forma diluita, e di risorse biologiche utilizzabili come alimenti o medicinali. Il mare, pur così grande ed esteso, è però anche fragile e suscettibile di subire alterazioni e danni a causa di attività antropiche e di interventi sbagliati. L’esperienza della seconda metà del Novecento mostra che l’inquinamento dovuto al petrolio, agli scarichi industriali e urbani, a scarichi radioattivi, alla immissione e circolazione di prodotti non degradabili come i pesticidi clorurati e le plastiche, può compromettere gli equilibri fisici, chimici e biologici dell’ecosistema marino

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I Funghi della Collina torinese nella nuova guida di Igor Boni

Il secondo Regno dei viventi sui rilievi collinari torinesi.

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Quando riciclare la carta fa bene alla cultura. Genizah, i misteri nascosti nei rifiuti

Nel luglio 2018 è stata annunciata la scoperta, durante il restauro di un libro del 1600 della biblioteca universitaria di Pavia, di una pergamena, contenente un dimenticato manoscritto liturgico del 1100. Qualcosa continua a vivere dei miliardi di tonnellate di rifiuti delle società del passato, restituendoci la storia di come sono stati fabbricati, di chi li ha fabbricati, di chi li ha usati e di come sono stati usati. Uno degli esempi più suggestivi è offerto dalla scoperta delle genizot (plurale di genizah), depositi di manoscritti ebraici. E negli USA esistono addirittura gruppi di ricerca che analizzano le discariche dei decenni passati per riconoscere come erano le merci e gli oggetti che sono stati buttati via. Ci sarebbe materia per una cattedra universitaria di “rifiutologia storica”.

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Estate 2018, una bella stagione per l’Unesco in Piemonte

Tre importanti risultati, uno locale e due mondiali, per il Piemonte. Nasce per legge il Distretto UNESCO, cresce la Riserva della Biosfera del Ticino e Verbano e Ivrea diviene Patrimonio Mondiale dell’Umanità

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L’essenza aromatica di un territorio. Muses: un percorso sul percepibile

Passandogli davanti non si percepisce pienamente la Grande Bellezza di questo luogo. L’antico genius loci di Palazzo Taffini d’Acceglio a

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Le Aree protette marine (AMP), sorelle minori dell’ambiente

Se ne parla poco, sono le aree marine protette, 29 in Italia tra nazionali e di istituzione regionale, oltre al Santuario internazionale dei Cetacei tra Liguria, Sardegna Toscana e Costa Azzurra. Non teniamo in dovuta considerazione le nostre coste e gli ambienti marini, vedasi anche la tradizionale descrizione geografica della superficie nazionale che fornisce il dato di 301.000 kmq escludendo gli oltre 143.000 kmq di acque territoriali. Praticamente un’altra mezza Italia sommersa. Buona nuotata nella natura d’acqua d’Italia, gioiello di territorio non meno fondamentale per la biodiversità e non meno interessante degli altri

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Umili utili lavori, cominciando dall’acqua (di cui parlare anche a scuola)

Sono quelli che non portano voti, ma sono di grande utilità pubblica e sociale, dando un impiego a migliaia di lavoratori, e che salverebbero, i beni e i campi e i soldi (e anche molte vite) di tante persone, portati via dalle continue frane e dagli allagamenti di terre e città. Si tratta, ad esempio, di restituire alle valli la copertura di boschi e di vegetazione (principale sistema per rallentare la corsa devastante delle acque), ripulire fossi e canali e torrenti e impedire nuove costruzioni e strade, nei luoghi riservati al flusso naturale delle acque. E nelle scuole occorrerebbe qualche lezione sul movimento delle acque, dal cielo alle valli al mare, un ciclo essenziale per la vita ma devastante se non si ubbidisce alle sue leggi

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